IL TTIP e la società civile, amore a senso unico? 

Articolo pubblicato il 01 agosto 2014
Articolo pubblicato il 01 agosto 2014

Il TTIP (Transatlantic Trade and Invesment Partnership) è oggetto di molte speculazioni e interpretazioni, ma nessuno ha ben capito in cosa consista. Per frare chiarezza la redazione di Cafébabel Bruxelles ha organizzato il mese scorso una conferenza/dibattito intitolata: TTIP solo congetture?  

La conferenza ha cercato di mettere in luce i pro e i contro di questo accordo. Un amministratore della Com­mis­sione Eu­ropea, rappresentante l'opinione dell'esperto, Phi­lippe Lam­berts, eu­ro­deputato Verde/Al­liance Libera Eu­ro­pea, convinto detrattore dell'accordo e da ultimo Pas­coe Sa­bido, membro del Cor­po­rate Eu­rope Ob­ser­va­tory de "l'Al­liance des D19-20" (Al­leanza in­ter-pro­fe­ssion­ale belga contro aus­terità e TTIP) che si è fatta garante dei diritti dei cittadini.

« IL TTIP è un acron­imo che potrebbe significare non me ne frega niente »

Nel suo intervento Pas­coe Sa­bido sottolinea la sfida tra interessi economici e conseguenze nella società "Il popolo manca di informazione" esordisce nell'intervento esplicativo. "Il TTIP è un acro­nimo che potrebbe significare non me ne frega niente, se domandassi a qualcuno per strada, non mi aspetterei che questa persona sappia cosa significhi". Per il CEO le cose sono chiare e precise, la so­cietà non ha accesso a  "quello che bolle in pentola" e malgrado le campagne intraprese le cose sono evolute in peggio. Si tratta "di un vero e proprio tra­sferimento di potere dal popolo alle multinazionali" e che in alcun caso il trattato, che sta per essere negoziato, risponde alle esigenze della società civile.

"Vogliamo davvero andare avanti? »

Il rappresentante del CEO rimance convinto della necessità di ingrandire il movimento dei cittadini iniziato qui a Bruxelles "più di 1000 per­sone in strada a Bruxelles è un inizio, ma noi vogliamo andare avanti". Bisogna sensibilizzare tutte le persone toccate da questo trattato e che possono far pendere la bilancia dalla parte della società che chiede più trasparenza e dei cambiamenti nelle regole della negoziazione "noi tutti siamo minacciati questo non è un trattato commerciale, è una cosa che mette in pericolo il progetto europeo stesso". "Il TTIP non significa Eu­ropa contro gli USA, è il popolo contro le grandi multinazionali", questa frase la dice lunga circa la sua visione delle negoziazioni. Pas­coe Sa­bido è convinto che alcuni facciano un'amalgama sulle vere sfide dell'accordo. In effetti non si tratta di proteggere il nostro continente contro l'invasore americano, ma di una lotta intercontinentale contro le conseguenze di un tale accordo. Lotta che deve essere organizzata dalla società europea insieme a quella americana.

Questa opinione è condivisa da Phi­lippe Lam­berts che è, anche più radicale sulla questione e non ha dubbi sulla necessità di coinvolgere la società nel dibattito. Si mostra però scettico sulla volontà dell’UE di rendere più trasparente le discussioni "La consul­ta­zione, perché? Per lanciare un osso al cane che è la società".

"che genere di società vogliamo?"

Infine per Pas­coe Sa­bido, questo accordo, se concluso su queste basi, im­plica una riflessione sul genere di società cui noi ambiamo. "Noi vogliamo una società che protegga l'ambiente, che non avveleni il cibo, dove i servizi pubblici sono gratuiti e di buona qualità, dove l'energia è nostra ed è verde, e dove i governi sono attori protagonisti  […] il TTIP non è questo". Inoltre insiste sulla necessità di riunirsi nella lutta contro il TTIP « insieme possiamo avere un'enorme influenza». Infine, conclude il suo intervento con un messaggio di speranza e incoraggiamento "Quanto più velocemente ci organizziamo e uniamo le nostre forze, tanto più possiamo vincere questa battaglia e ancor più velocemente possiamo perseguire e ottenere una vera società democratica dove le nostre voci vengono ascoltate".