Il talento dei giovani spagnoli raggiunge Bruxelles

Articolo pubblicato il 14 luglio 2014
Articolo pubblicato il 14 luglio 2014

I giovani spagnoli trovano a Bruxelles un'opportunità grazie a un programma di accelerazione d'impresa chiamato EU Start-up Accelerator. Nella capitale belga avranno l'opportunità di conoscere ciò che offre loro l'UE: l'ottenimento di fondi, una rete di contatti e l'appoggio necessario per dare inizio alla loro attività.

Nel pe­rio­do di crisi eco­no­mi­ca e in­cer­tez­za in cui vi­via­mo sono pochi i gio­va­ni la­vo­ra­to­ri che rie­sco­no a rea­liz­za­re i pro­pri sogni e a tra­sfor­ma­re le pro­prie idee in real­tà. Le sta­ti­sti­che mo­stra­no che negli ul­ti­mi anni in Spa­gna i nuovi im­pren­di­to­ri in­con­tra­no molte dif­fi­col­tà per ot­te­ne­re fi­nan­zia­men­ti, lan­cia­re i loro pro­get­ti e ini­zia­re un'at­ti­vi­tà in pro­prio: se­con­do la Fe­de­ra­zio­ne Na­zio­na­le dei La­vo­ra­to­ri Au­to­no­mi solo il 20% dei ri­chie­den­ti ot­tie­ne un pre­sti­to e viene re­spin­to il 53% di ri­chie­ste di aiuti fi­nan­zia­ri ai nuovi im­pren­di­to­ri. Per­tan­to que­sti gio­va­ni, al­l'i­ni­zio della pro­pria car­rie­ra pro­fes­sio­na­le e senza molta espe­rien­za nel mer­ca­to la­vo­ra­ti­vo, ri­man­go­no com­ple­ta­men­te iner­mi di fron­te al­l'e­le­va­to nu­me­ro degli au­to­no­mi, al ri­stret­to ac­ces­so al cre­di­to ban­ca­rio e alla man­can­za di una rete com­mer­cia­le ade­gua­ta.

Tut­ta­via la spe­ran­za è l'ul­ti­ma a mo­ri­re e a volte ci si im­bat­te in una gran­de oc­ca­sio­ne che po­treb­be por­ta­re a un cam­bia­men­to, com'è ca­pi­ta­to ad al­cu­ni ra­gaz­zi spa­gno­li a Bru­xel­les. Qui un grup­po di gio­va­ni im­pren­di­to­ri spa­gno­li con gran­de ta­len­to ha tro­va­to una buona op­por­tu­ni­tà pro­fes­sio­na­le: il pro­gram­ma EU Start-up Ac­ce­le­ra­tor, il primo ac­ce­le­ra­to­re con base nell'Unio­ne Eu­ro­pea, lan­cia­to dalla Fon­da­zio­ne Fin­no­va­re­gio e fi­nan­zia­to dal Mi­ni­ste­ro del La­vo­ro e delle Po­li­ti­che So­cia­li. 

La fon­da­zio­ne Fin­no­va­re­gio  fa­ci­li­ta lo svi­lup­po di idee in­no­va­ti­ve a Bru­xel­les in di­ver­si set­to­ri (tec­no­lo­gia, tu­ri­smo, am­bien­te, ener­gia...) e, tra­mi­te lo EU Start-up Ac­ce­le­ra­tor, i gio­va­ni pos­so­no avere una for­ma­zio­ne su come ot­te­ne­re fondi eu­ro­pei per i loro pro­get­ti e pos­so­no con­ta­re sulla col­la­bo­ra­zio­ne di un grup­po di pro­fes­sio­ni­sti che danno loro dei con­si­gli su come dif­fon­de­re le loro ini­zia­ti­ve. Inol­tre, di­spon­go­no di una spa­zio la­vo­ra­ti­vo nel pieno cen­tro am­mi­ni­stra­ti­vo della città, dove i gio­va­ni im­pren­di­to­ri pos­so­no as­si­ste­re a con­fe­ren­ze e or­ga­niz­za­re le pro­prie riu­nio­ni. 

Ca­fé­ba­bel-Bru­xel­les ha in­con­tra­to al­cu­ni dei gio­va­ni che hanno be­ne­fi­cia­to del pro­gram­ma per­ché ci rac­con­ti­no come sono ar­ri­va­ti fin qui e ci pre­sen­ti­no le loro idee e espe­rien­ze come im­pren­di­to­ri a Bru­xel­les.

An­to­nio J. Parra e Su­sa­na Pas­cual, due astu­ria­ni di Gijón, ri­spet­ti­va­men­te 34 e 30 anni, hanno crea­to un vei­co­lo al­ter­na­ti­vo gra­zie alla loro im­pre­sa Mo­ve­ker. Come ci rac­con­ta­no, hanno di­se­gna­to un tri­ci­clo mosso con leve e pe­da­li co­strui­to in modo che chiun­que, in­di­pen­den­te­men­te dal­l'e­tà, dal ge­ne­re, dalla sta­tu­ra o dalle ca­pa­ci­tà fi­si­che possa muo­ver­si li­be­ra­men­te. Al­l'i­ni­zio il loro obiet­ti­vo era di “crea­re un mo­vi­men­to uni­ver­sa­le”. An­to­nio e Su­sa­na ci spie­ga­no che la loro idea si fonda sui va­lo­ri di ugua­glian­za, amore per la vita, li­ber­tà di mo­vi­men­to e bel­lez­za. Per loro “Life is a beau­ti­ful strug­gle – come dice il loro motto – per­ché tutti dob­bia­mo ap­pro­fit­ta­re di que­sta lotta me­ra­vi­glio­sa che è la vita”. Ri­guar­do alla loro espe­rien­za a Bru­xel­les, en­tram­bi af­fer­ma­no che ar­ri­va­re in que­sta città ha per­mes­so loro di capire che ven­de­re il loro pro­dot­to fuori dalla Spa­gna non era tanto dif­fi­ci­le come cre­de­va­no: “ab­bia­mo co­no­sciu­to per­so­ne con una men­ta­li­tà molto aper­ta nei con­fron­ti del­l'in­no­va­zio­ne, il pro­gram­ma di ac­ce­le­ra­zio­ne ci ha aiu­ta­to a crea­re ra­pi­da­men­te una rete di con­tat­ti nella ca­pi­ta­le belga”.

Un'al­tra espe­rien­za che ab­bia­mo po­tu­to rac­co­glie­re è quel­la di Faus­to Es­cri­gas, un gio­va­ne di 24 anni di Ma­drid che sta ter­mi­nan­do i suoi studi di in­ge­gne­ria in­for­ma­ti­ca. Ha dato vita a Cram­way, una piat­ta­for­ma di ap­pren­di­men­to col­la­bo­ra­ti­vo in rete che uti­liz­za un mo­del­lo di di­stri­bu­zio­ne di soft­ware adat­ta­bi­le alle ne­ces­si­tà dei clien­ti a un costo con­te­nu­to. Fau­sto inol­tre ci rac­con­ta che "Cram­way è nato come un pro­get­to di tesi e poco a poco si è per­fe­zio­na­to fino a di­ven­ta­re la prima im­pre­sa spa­gno­la nel set­to­re del­l'e-lear­ning nel Re­gi­stro Eu­ro­peo per la Tra­spa­ren­za". Gra­zie allo EU Start-up Ac­ce­le­ra­tor, il giovane ha dato un im­pul­so alla sua im­pre­sa e ha sta­bi­li­to re­la­zio­ni com­mer­cia­li con nuovi clien­ti. 

A que­ste due im­pre­se si ag­giun­ge quel­la di un'altra ra­gaz­za che, co­n un'i­dea in­no­va­ti­va, ha com­bi­nato moda, stile e so­ste­ni­bi­li­tà. È il pro­get­to di Lo­re­na Gasco Pérez, 32 anni e pro­ve­nien­te da Za­ra­go­za, che la­vo­ra con il suo socio Ja­vier Sán­chez. La sua im­pre­sa, Ray Musgo, sta svi­lup­pan­do una col­le­zio­ne di scar­pe eco-so­ste­ni­bi­li. Lo­re­na ci spie­ga che le scar­pe “non con­ten­go­no ele­men­ti dan­no­si per l'am­bien­te e uni­sco­no tes­su­ti in­no­va­ti­vi e com­po­nen­ti so­ste­ni­bi­li senza di­men­ti­ca­re la qua­li­tà, la co­mo­di­tà e il de­si­gn del pro­dot­to”. L'im­pe­gno di Ray Musgo si esten­de inol­tre al pro­prio modo di la­vo­ra­re: la pro­get­ta­zio­ne, la fab­bri­ca­zio­ne ar­ti­gia­na­le, tutta la lo­gi­sti­ca e i for­ni­to­ri cui si af­fi­da­no si tro­va­no nel rag­gio di 6 km. Que­sto fatto in­cen­ti­va lo svi­lup­po del­l'in­du­stria lo­ca­le della cal­za­tu­ra, an­co­ra in re­ces­sio­ne in Spa­gna. Ja­vier ag­giun­ge a que­sto la ferma con­vin­zio­ne che si possa fare moda in modo so­ste­ni­bi­le “e con­fi­dia­mo nel fatto che in un fu­tu­ro pros­si­mo que­sta sarà la forma abi­tua­le di farla”.

L'ul­ti­mo im­pren­di­to­re con cui par­lia­mo ha un'i­dea am­bi­zio­sa con cui vuole aiu­ta­re i gio­va­ni che ar­ri­va­no a Bru­xel­les nei pro­ble­mi quo­ti­dia­ni: si trat­ta della or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­me­dia­ria Eu­ro­pean Help Pack. Tra­mi­te una piat­ta­for­ma on­li­ne, for­ni­sce ser­vi­zi di al­log­gio, ge­stio­ne am­mi­ni­stra­ti­va e tu­to­rag­gio a stu­den­ti o bor­si­sti che ar­ri­va­no nella ca­pi­ta­le Belga. Íñigo Ba­rrio, un ra­gaz­zo di Bil­bao di 24 anni è l'i­dea­to­re di que­sto pro­get­to in­sie­me a Laura Hi­dal­go. Secondo lui la EU start-up Ac­ce­le­ra­tor “è stato un punto di par­ten­za in­su­pe­ra­bi­le. Ora ab­bia­mo l'op­por­tu­ni­tà ri­ma­ne­re in con­tat­to con isti­tu­zio­ni eu­ro­pee, di pro­muo­ver­ci, di tro­va­re clien­ti e di in­ter­na­zio­na­liz­za­re la no­stra at­ti­vi­tà”.

E sì, sap­pia­mo che la si­tua­zio­ne è com­pli­ca­ta e che non è fa­ci­le ini­zia­re. Però il punto è che in real­tà non lo è mai stato. Al­me­no le sto­rie di inigo, Lo­re­na, Ja­vier o Fau­sto ci ser­vo­no come re­spi­ro, come un sof­fio di spe­ran­za per ren­der­ci conto che, se ci si prova, il sogno del­l'im­pren­di­to­re può tra­sfor­mar­si in real­tà, tanto den­tro quan­to fuori dal no­stro paese.