Il summit NATO-Russia: lEuropa resta a contemplare il mondo che le si organizza intorno. Senza il suo apporto.

Articolo pubblicato il 04 febbraio 2003
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Articolo pubblicato il 04 febbraio 2003

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Il summit NATO-Russia è un abile colpo di diplomazia di Mosca e Washington. Bush ottiene mani libere in Afganistan e la Russia vede riconosciuto il suo rango di potenza regionale. E lEuropa è ancora una volta esclusa dai negoziati e resta confinata nel ruolo di subordinata.

Inquadrata in una prospettiva più generale, il summit NATO-Russia del maggio 2002 rappresenta uno sviluppo ulteriore della dinamica di riavvicianamento fra gli Stati Uniti e la Russia. Sarebbe certamente esagerato parlare di una nuova spartizione del mondo, questo summit non ne ha mai avuta lambizione, ma è possibile intravedere in queste manovre una conferma delle nuove realtà geopolitiche in seguito al collasso dellUnione sovietica del 1991 e agli attentati dell11 settembre 2001. Il crollo dellimpero sovietico ha segnato la fine del sistema bipolare, eredità della guerra fredda ; gli attacchi dell11 settembre hanno dato battesimo a una nuova era nelle relazioni internazionali, nella quale gli Stati Uniti occupano un posto oltremodo dominante. Perché allora questo summit NATO-Russia ha avuto luogo ?

Anzitutto, conviene precisare che questo riavvicinamento è il frutto non di una comunanza di valori fra Stati Uniti e Russia, ma piuttosto di una convergenza di interessi ra i due paesi su questioni delimitate. In questa situazione solo una cosa appare chiara: se Stati Uniti e Russia hanno interesse comune, sebbene a un diverso livello, a che questo avvicianmento si produca, lEuropa sembra essere la grande assente in questi negoziati, sintomo della sua incapacità di affermarsi sulla scena internazionale.

Una nuova intesa russo-americana

Lincontro del 28 maggio 2002 ha istituito la realizzazione di un Consiglio NATO-Russia che rimapiazza lantico Consiglio permanente congiunto creato nel 1997 e affondato dalla Russia in seguito alla campagna americana in Kosovo nel marzo 1999. Questo nuovo Consiglio prevede la possibilità assumere decisioni nel novero di argomenti così variegati come la lotta contro il terrorismo, la gestione di crisi, il dominio degli armamenti o la cooperazione militare fra i paesi maggiori occidentali e quelli russi. Da un lato si tratta della realizzazione di un partenariato e di un consulto rafforzato fra la NATO e Mosca sulle questioni militari e strategiche, ma si è rivelata subito unoccasione per Stati Uniti e Russia, per gettare le basi di una nuova intesa. Questo riavvicinamento è in effetti il frutto del lavorìo diplomatico americano volto alla ricerca del sostegno della Russia contro la sua lotta al terrorismo e all«asse del male », e della volontà di Vladimir Putin di fare della Russia un elemento chiave nella condotta degli affari internazionali.

Questo accordo rappresenta un colpo diplomatico astuto per gli americani : lamministrazione Bush, avvicinandosi a Putin, normalizza le relazioni con la Russia, ancora di per sé segnate da un marchio di sfiducia reciproca. Ma soprattutto, Washington può stabilirsi senza complessi nellantico cortiletto dellURSS in Asia centrale, beneficiando della sorveglianza di Mosca. Manovra questa, che sembra ben comprensibile da parte degli Stati Uniti, data la loro potenza attuale. In compenso, anche la posizione della Russia muta parecchio. Messa la parola fine ai sogni di potenza mondiale, è venuto il momento di fare i conti con la realtà.

La Russia, una potenza regionale eurasiatica

All'epoca dell'ultimo summit di maggio, la Russia ha de facto riconosciuto come la sua opposizione di principio alla NATO, strumento dell'egemonia americana, fosse sterile. Partecipare al Consiglio NATO-Russia ed accettare la possibilità di azioni comuni, implica il riconoscimento da parte della la Russia che la NATO non è più un'alleanza a lei nemica. Il che la costringe a moderare la sua opposizione all'integrazione dei paesi dell'Europa centrale ed orientale (PECO), nell'alleanza atlantica. Soprattutto, la Russia deve riconoscere che non ha i mezzi per impedire un futuro allargamento della NATO. Infatti, l'allargamento si sarebbe svolto con la Russia o senza. Mosca paga così un prezzo simbolico pesante, la Russia non è ormai più una potenza regionale, ma a conti fatti il migliore modo per non vedersi esclusa dalla transformazione della NATO è ancora quello di parteciparvi dell'interno. Ed è proprio là che Putin pesca i propri interessi. Ottiene il diritto a entrare negli affari della NATO realizzando il vecchio sogno russo di mettere un piede nella porta dell'Alleanza atlantica. Soprattutto, si avvicina ulteriormente al ricco mondo occidentale e particolarmente agli Stati Uniti, garantendosi così il sostegno della comunità internazionale e soprattutto l'accesso alle sue risorse finanziarie di cui la Russia ha disperatamente bisogno oggi. In più, gli Stati Uniti riconoscono a Mosca lo status di potenza regionale senza confini e potenzialmente proiettata su tutta lEurasia. Aderendo al concetto allargato di « lotta contro il terrorismo », Putin è riuscito a far chiudere gli occhi all'amministrazione Bush junior, sulla repressione in Cecenia, e a farsi riconoscere al contempo piena sovranità e libertà di azione sul suo territorio.... In breve, Putin ha le mani libere a casa sua e Bush può stabilirsi senza complessi nel cortiletto della Russia!

LEuropa, leterna subordinata

E lEuropa in tutto ciò ? E la grande assente in questi negoziati. Non può che constatare che il mondo si organizza intorno a lei senza chessa possa aggiungere a questo edificio il più piccolo mattone. Non fa altro che render proprie le decisioni americane, inghiottita comè dai disaccordi politici che fanno dei negoziati europei sulle questioni estere dei quotidiani inferni. LAsia centrale, la guerra al terrorismo, ma soprattutto lallargamento della NATO ai PECO, sono questioni che interessano lEuropa. E paradossale che sulle questioni che toccano la sua sicurezza, lU.E. non abbia nulla da dire. A dispetto della fine della guerra fredda e dello scontro Est-Ovest che giustificava la presenza degli Stati Uniti in Europa per assicurarne la sicurezza e per lottare contro lantico nemico, gli Stati Uniti si affermano sempre come « la » potenza europea in materia di sicurezza e di difesa. Tocca a loro prendere decisioni e assumersene i costi. LEuropa risente degli effetti di queste decisioni passivamente, senza aver diritto di cittadinanza. Il riconoscimento della Russia come interlocutore da parte statunitense si fa a spese dellEuropa alla quale viene riservato un posto non di partner, ma di subordinata.

Il summit NATO-Russia è un sintomo ulteriore dellimpotenza dellEuropa e della sua esclusione dalla scena internazionale. LEuropa fa parte dellAlleanza, ma dispone in realtà di poteri minori quanto a orientamenti rispetto alla Russia. Allo stesso modo, lEuropa partecipa alle azioni in Afghanstan, ma il suo parere importa meno di quello di Mosca. Ecco qui lironia della storia che fa dellEuropa un gigante economico, nessuno lo mette in discussione, un nano politico, non si può non costatarlo, e infine un lombrico militare!