Il Summit di Bratislava può riavvicinare l'Unione Europea ? 

Articolo pubblicato il 19 settembre 2016
Articolo pubblicato il 19 settembre 2016

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I leader degli stati membri dell'UE si incontrano oggi a Bratislava per discutere di come l'Unione Europa dovrebbe affrontare il problema dei rifugiati e della Brexit.  Prima dell'inizio del meeting, Donald Tusk ha richiamato tutti ad una "seria e brutalmente onesta analisi della situazione". La stampa europea ha reagito con un mix di speranza e scetticismo.

I politici stanno infine ascoltando gli europei - Kristeligh Dagblad, Denmark

Kristeligt Dagblad spera tanto che i rappresentanti degli stati membri dell'UE riavvicinino i loro cammini e si sforzino di superare le proprie differenze a Bratislava. "Tutto ci porta a pensare che i leader dell'UE abbiano capito quali siano i problemi attuali. In molti settori chiave l'UE ha bisogno di essere rafforzata ma, allo stesso tempo, in altri deve esercitare meno influenza. Sebbene molti politici abbiano ceduto alla tentazione di esprimere euroscetticismo o opposizioni, l'Unione ha bisogno di tutto il supporto che la politica e la comunità possono dargli. Un'Europa in cui i paese non cooperano insieme è inimmaginabile. Non c'è un'alternativa possibile per questa Unione Europea. Dovremmo essere felici che i politici ora ascoltino i popoli europei." (16/09/2016

L'EU  ha bisogno della buona volontà di tutti - Sydsvenskan, Sweden  

Sydsvenskan teme che non sarà semplice conciliare i vari interessi che sono in gioco all'interno dell'UE: "Metri e metri di scaffali contenenti faldoni con trattati, direttive e regolamenti che disciplinano la cooperazione nell'UE. Ma che valore hanno regole ed accordi se nessuno li segue ? La cooperazione nell'UE non può essere portata avanti con le sole regole. Deve basarsi su una precisa volontà di intenti e sulla disponiblità a mettere il bene comune al di sopra degli interessi nazionali contrastanti. Senza questo genere di impegno l'UE semplicemente non potrà funzionare. Ce n'è abbastanza per rompere la spirale di insoddisfazione nei confronti dell'UE ? La risposta potrebbe essere trovata a Bratislava". (16/09/2016)

Togliere il piede dal pedale dell'integrazione - Dennik N., Slovakia

Ogni volta che l'UE si trova ad affrontare dei problemi, una spinta ulteriore al processo di integrazione viene automaticamente presentata come la soluzione, afferma Dennik N., sottolineando la necessità di un nuovo approccio : "Se la tua macchina ha un problema con il motore, il tubo del carburante, l'accensione, il cambio o i freni perché il tutto è stato montato troppo velocemente e con delle parti difettose, non aiuta certo premere più forte sul pedale del gas e dare maggiore velocità. La sola cosa da fare sarebbe fermarsi, così da portare la macchina a riparare e sostituire le parti difettose. Il Summit di Bratislava e i prossimi mesi mostreranno se i leader dell'UE sapranno reagire e superare la loro profonda tendenza a rispondere ad ogni problema di integrazione con una maggiore integrazione. Ma a giudicare dal recente discorso del presidente della Commissione europea Juncker ci sono poche speranze che ci si muova in questo senso. Egli ha riconosciuto i problemi esistenti ma ha prospettato il rafforzamento di Bruxelles come unica soluzione. Per ritornare alla metafora dell'auto, con questi piloti la macchina cadrà a pezzi molto prima di raggiungere la sua destinazione." (16/09/2016)

L'esclusione della Gran Bretagna è inaccettabile - The Times, UK

La decisione di non invitare la Gran Bretagna al summit è la prova che Jean-Claude Juncker intende punire il paese per il voto della Brexit, denuncia The Times : "Le carte di divorzio non sono ancora state prodotte. La Gran Bretagna è ancora un membro paritario dell'UE e il suo primo ministro sarebbe dovuto essere presente... Le intenzioni di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, sono fin troppo chiare. Egli vuole erigiere una sorta di cordone sanitario tra la Gran Bretagna e gli altri stati membri. Nel suo discorso annuale sull'unione pronunciato ieri, Mr Juncker ha dichiarato che egli 'rispetta ma si rammarica' della decisione della Gran Bretagna di uscire. Le sue azioni tradiscono poco senso di rammarico. Egli non sarà soddisfatto fino a quando la Gran Bretagna non sarà punita e gli sarà attribuito uno stato di pariah".

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