Il Suicidio Economico 

Articolo pubblicato il 14 maggio 2014
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Articolo pubblicato il 14 maggio 2014

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IL SUICIDIO ECONOMICO

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Quali sono realmente le cause della crisi economica che ha colpito i paesi dell'Euro?

Che relazione c'è tra il debito pubblico e l'economia che non cresce?

Tante le domande che ci poniamo a fronte di un vero e proprio disastro economico, poche invece le risposte utili e concrete per quanto riguarda un fenomeno sempre più diffuso su tutto il territorio nazionale e non solo.

La crisi nata nel 2008 ,e chiamata anche Grande Recessione, è caratterizzata da pesanti recessioni e vertiginosi crolli del PIL (Prodotto Interno Lordo) , diverse le cause, la principale : il costo elevato delle materie prime come il petrolio e le bolle speculative spesso legate all'edilizia.

Ma la domanda principale è :

Qual è l' impatto emotivo della crisi economica sulle persone che ne sentono le conseguenze?

GRECIA: fu dura la reazione degli autotrasportatori che dopo aver appreso la notizia del drastico aumento del carburante decisero di inscenare una vera e propria protesta,dando il via ad una serie di pesanti scontri e numerose manifestazioni. Più di duemila gli imprenditori strozzati dai debiti e numerosi i tragici gesti compiuti da essi,tra questi un imprenditore di Salonicco si diede fuoco nel centro cittadino per i troppi debiti a cui non riusciva più far fronte, un commerciante Ateniese decide di farla finita a pochi passi dal Parlamento sparandosi in colpo di fucile. Insomma una vera e propria crisi economica e sociale che anche in Grecia tarda a risolversi.

PORTOGALLO: le banche portoghesi dalla metà del 2010 non sono state più in grado di acquistare i titoli del debito pubblico portoghese. Nell'ultimo triennio l'andamento dell'economia del Portogallo è stato caratterizzato da una pesante contrazione causata dalle turbolenze finanze internazionali e dalla conseguente politica fiscale particolarmente restrittiva adottata dal Governo. Anche se proprio in questi ultimi giorni lo stato della penisola Iberica è uscito dal piano di salvataggio dell'Unione Europea e inizia a vedere quindi segni speranzosi di miglioramento.

SPAGNA: anche la Spagna ,come Italia Grecia e Portogallo, dal 2008 ad oggi è stata risucchiata nel turbolento vortice della crisi economica. Il 22 marzo di quest'anno migliaia di persone (300 associazioni) hanno sfilato in un corteo di protesta per le vie di Madrid gridando a gran voce la loro preoccupazione per questa latente e inerte situazione di crisi, crisi economica ma sopratutto sociale ! La disoccupazione record ,che in Spagna ha toccato il 26%, e i tagli di bilancio ( che colpiscono maggiormente : sanità, istruzione e servizi sociali ) hanno creato una situazione di emergenza sociale senza precedenti . In particolar modo in Spagna la crisi ha provocato pesanti effetti sul mercato immobiliare, dando vita a un' emergenza sfratti di dimensioni epiche, in 4 anni (dal 2010 al 2014) sono stati più di 400 000, uno ogni 15 minuti. Emblematico il tragico gesto di Dolores Garcia che dopo aver ricevuto l'avviso di sfratto si è lanciata dal balcone della sua casa di Malaga, perdendo la vita il 15 dicembre del 2012.

ITALIA: il Bel Paese entra in crisi nel 2008 quando la percentuale del debito pubblico sale vertiginosamente, la crescita economica da allora è assente e la credibilità nei sistemi governativi ,sia da parte dei cittadini che da parte delle istituzioni estere è praticamente pari a zero. La crisi in Italia ha effetti devastanti : la percentuale dei lavoratori precari under25 dall 2000 al 2014 è quasi raddoppiata, nel giro di poco più di un decennio si è passati dal 26% al 53% ; i senza lavoro toccano i 3,3 milioni e la disoccupazione nel febbraio 2014 continua a salire e si assesta al 13%, percentuale più alta in tutta l'Eurozona solo dopo Grecia(26%) e Cipro(17%).

La preoccupazione principale dei cittadini italiani è il lavoro! 6 su 10 temono di perdere il proprio posto di lavoro, o che questo accada a un familiare.

Secondo il recente rapporto dell'Eures (Ricerche economico e sociali) si è appreso che in Italia i suicidi di imprenditori e lavoratori sono aumentati del 52%,negli altri paesi colpiti le cose non sembrano andare molto meglio,in Grecia c'è stato un aumento del 24% mentre in Irlanda del 16%,fa eccezione la Spagna dove la percentuale di suicidi è diminuita.

Italia : la crisi economica uccide

Durante i mesi del 2013, in Italia si sono verificati 149 suicidi di persone che si sono tolte la vita a causa di una condizione economica critica. Rispetto all’anno precedente (2012) c’è stato un incremento considerevole, visto che i dati parlano di 89 casi di suicidio. Purtroppo la parola “crisi” è spesso accompagnata da quella “suicidio”, conseguenza estrema di una situazione economica che sempre più persone non riescono a sopportare. Circa un suicida su due (45,6%) è imprenditore (68 i casi nel 2013, 49 nel 2012) ma, rispetto al 2012, cresce il numero delle vittime tra i disoccupati: sono 58, contro i 28 dell’anno prima. Le cause più comuni che portano al suicidio sono tre : perdita del posto di lavoro, debiti verso l'erario (vedi frequenti manifestazioni di protesta contro Equitalia) ,stipendi non percepiti.

Come abbiamo visto tramite l'analisi dei dati sopra esposti la crisi sociale provocata da quella economica ha dimensioni veramente preoccupanti. Italia, Spagna, Grecia e Portogallo insieme non combattono solo la crisi economica, ma anche e sopratutto qualcosa di più profondo e delicato, la crisi individuale che ha portato molti a compiere il gesto più estremo che l'uomo possa compiere, qualcosa che va contro la sua stessa natura : il suicidio. Combattere ogni giorno contro ristrettezze economiche difficili da sopportare è una lotta continua che solo una personalità forte, positiva e ottimista può vincere. Questa è una condizione comune a molti Paesi Europei, ormai non c'è solo più bisogno di un supporto economico materiale, serve un supporto di tipo emotivo sociale che sproni gli imprenditori, i disoccupati, i pensionati, i precari (le classi più a rischio) a non lasciarsi andare al vuoto della depressione, a essere forti e combattere questa crisi provocata da altri ma che si abbatte su di noi, cittadini che non devono arrendersi ma lottare.

Fonti

http://www.forzanuova.org/attualita/grecia-%C3%A8-crisi-nera-povert%C3%A0-e-suicidi-alle-stelle 

http://scenarieconomici.it/fallimenti-emigrazione-e-suicidi-larte-di-bilanciare-popolazione-e-attivita-economiche-con-la-poca-moneta-rimasta-nella-nazione-in-un-mondo-ricardiano-parte-prima-il-portogallo/

http://lavoro.excite.it/disoccupazione-spagna-2012.html

http://www.today.it/cronaca/suicidi-crisi-economica-dati-numeri.html

http://www.forumdesalternatives.org/it/spagna-e-gran-bretagna-disoccupazione-alle-stelle-suicidi-in-aumento-ma-la-crisi-non-era-passata

Claudia Sancius e Cecilia Fontanesi