Il Sudamerica che aspira

Articolo pubblicato il 22 agosto 2005
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Articolo pubblicato il 22 agosto 2005

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L’ America Latina vede l'Unione Europea come un modello da imitare, il secondo partner commerciale dopo gli Stati Uniti.. E un contrappeso geopolitico all'egemonia di Washington.

Nel dicembre 2004 i presidenti dei dodici Stati del Sudamerica fondarono la Comunità Sudamericana de Naciones (CSN). I suoi organizzatori esplicitarono apertamente il tentativo di ripercorrere le orme dell'Unione Europea per realizzare un blocco economico e politico con un proprio parlamento, politica d’immigrazione e moneta comuni.

L’Ue, nonostante la lontananza, ha una frontiera in comune con l’America del Sud: e in particolare con il Brasile e il Suriname. La Guyana francese è infatti considerata parte dell'Ue e dell’ eurozona.

I vantaggi sudamericani incoraggiano ad imitare l'Ue

A differenza dell'Europa plurilingue, in Sudamerica più del 90% della popolazione parla il castigliano o il portoghese, lingue tra loro simili. Dal punto di vista religioso, culturale e storico, questa regione, che non ha mai registrato un conflitto che abbia coinvolto tutti i suoi Paesi, è ben più omogenea dell’Europa.

A questo bisogna aggiungere che l'Ue è il secondo importatore ed investitore estero in America Latina, con la Spagna in testa a questa avanzata commerciale. Molte compagnie europee si sono avvantaggiate dei programmi di privatizzazione e di concessioni energetiche e mineralogiche. Dopo la caduta del blocco sovietico l'Ue e Madrid hanno cercato di riempire un vuoto. Ogni anno a partire dal 1991 i delegati di Spagna e Portogallo si riuniscono coi presidenti delle precedenti ex colonie americane. Questi vertici furono all’inizio stimolati dal re spagnolo e da Fidel Castro, e con questa mossa diplomatica, Cuba riuscì ad evitare l'isolamento imposto da Washington. Mentre la Spagna – come Francia, Portogallo e Gran Bretagna – realizzarono un ponte verso i propri ex domini. In una certa misura, questi summit sono serviti anche per definire le competenze con l’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), un ente sovvenzionato dagli Usa ed espulso da Cuba.

Il Sudamerica teme che dopo il collasso sovietico possa aumentare ancora il peso del fratello maggiore. Ed ecco perché il Venezuela fomenta relazioni speciali con Cuba, l’Iran o la Spagna, ed ecco perché il Brasile cerca di generare accordi con i Paesi del sud sud e con l'Unione Europea. Tanto quest’ultima quanto l’America Latina, tendono a mantenere posizioni critiche comuni a riguardo onde evitare il blocco a Cuba o sottoscrivendo il protocollo di Kyoto.

Le divisioni in un continente apparentemente omogeneo

Tuttavia, il tallone di Achille sudamericano è dato dalla propria debolezza economica. Mentre l'Europa vanta economie industrializzate avanzate, che in altri tempi hanno scorrazzato per l’intero globo, il Sudamerica è assai poco sviluppato ed ancor più dipendente. Tutti i suoi Paesi sono ex colonie la cui principale esportazioni sono costituite dalle materie prime, con relazioni commerciali individuali strette, più che tra di loro, con il Nord America.

È una regione che si trova inoltre tra due ‘vasi di ferro’, entrambi intesi a consolidare dei blocchi economici. Gli Usa spingono verso un Accordo di Libero Commercio delle Americhe (Alca) che vada dall'Alaska alla Terra del Fuoco. I Paesi andini si sentono parecchio tentati di siglare accordi bilaterali con Washington, perché credono che ciò potrebbe aiutare a collocare le proprie esportazioni nel massiccio mercato nordamericano.

Come se non bastasse, le repubbliche centroamericane non vogliono far parte di un blocco sudamericano poiché il loro obiettivo non è quello di realizzare una Ue latinoamericana, ma di vincere le resistenze delle lobby statunitensi nella negoziazione dei trattati di libero commercio.

Di fronte a tutto ciò, il Venezuela, il Brasile, l’Uruguay e l’Argentina non si mostrano esattamente entusiasti di un accordo di libero commercio con gli Usa. Da un lato vedono l’impossibilità per la propria industria nazionale di competere con le multinazionali nordamericane e, d’altro canto, mettono in discussione il protezionismo statunitense.

Conti in sospeso

Non bisogna dimenticare che le relazioni tra Ue e America Latina trovano due questioni potenzialmente conflittuali: quella territoriale e quella commerciale.

Per esempio, le isole Malvinas, territorio denominato Falkland dai britannici, vengono reclamate nel progetto di Costituzione europea come parte integrante dell'Ue. È lì venti che anni fa si affrontarono argentini e britannici. La gran parte del Sudamerica, ad eccezione del Cile di Pinochet, ha solidarizzato con l'Argentina e continua ad appoggiare le sue rivendicazioni territoriali. Sul piano commerciale, il Sud America discute la Politica Agricola Comune (Pac), la stessa che riceve il 40% del bilancio Ue e che riesce a mantenere le sovvenzioni a favore proprio di quei prodotti agricoli che Brasile, Argentina, Cile ed altri esportatori sudamericani potrebbero proporre a prezzi bassi.