Il successore di Ban-Ki-Moon : un compromesso politico?

Articolo pubblicato il 12 marzo 2016
Articolo pubblicato il 12 marzo 2016

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A dicembre scadrà il mandato di Ban-Ki Moon come Segretario Generale delle Nazioni Unite, quindi è il momento di scegliere il suo successore. Negli ultimi tre mesi sei governi hanno nominato in via ufficiale i propri candidati.

Il prossimo incaricato sarà la persona più qualificata? O si cercarà un compromesso politico?

Stando al tradizionale sistema di rotazione, il prossimo Segretario Generale dell'ONU dovrebbe provenire dall'Est Europa (l'unico gruppo a non essere mai stato insignito di questo ruolo). Ci sono inoltre varie indiscrezioni secondo le quali il prossimo segretario sarà una donna.

In più, ci si aspetta che questa nomina sia una delle più trasparenti della storia, grazie al nuovo sistema implementato dall'ONU, per cui tutti i candidati verranno annunciati pubblicamente online e l'Assemblea Generale, in maniera informale, acquisirà un peso maggiore nel corso dell' elezione. L'idea infatti è di garantire ad ogni membro l'opportunità di contribuire alla votazione, dandogli la possibilità di porre domande ai candidati riguardo le loro posizioni su temi prioritari per l'ONU, come ad esempio l'Agenda per lo Sviluppo Sostenibile e questioni di pace e sicurezza.

Queste elezioni avvengono nel periodo della crisi dei rifugiati, inasprito dalla relazione tra la Russia e l'Occidente e il clima del terrorismo internazionale. In ogni caso, qualsiasi riforma istituzionale (in particolare quelle del Consiglio di Sicurezza) sembra altamente improbabile.

Dalla lettera congiunta del 15 dicembre 2015 in cui si richiedeva la presentazione dei candidati alla posizione di Segratario Generale ad oggi, sono stati proposti in via ufficiale sei candidati dai loro rispettivi governi.

Nella risoluzione dell'assemblea generale n. 11677 di Settembre 2015, si sono stabilite alcune qualità che il prossimo Segretario Generale dovrebbe possedere e che non hanno a che fare unicamente con i suoi risultati personali e professionali, ma anche con il significato stesso della loro nomina nel sistema nelle Nazioni Unite.

Oltre ad eperienze rilevanti nell'ONU e nella diplomazia, il più importante criterio di valutazione è l'ottima reputazione dei candidati all'interno del sitema delle Nazioni unite e nell'opinione pubblica globale.

L'articolo 97 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce una duplice procedura per la scelta del Segretario Generale: la raccomandazione del Consiglio di Sicurezza, seguita dalla decisione dell'Assemblea Generale.Sebbene sia prassi del Consiglio raccomandare un solo candidato, non vi è alcuna limitazione nella Carta in questo senso.

La votazione avviene nel corso di una seduta privata del Consiglio, mendiante voto o per acclamazione. Il veto da parte dei Cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu, vale a dire Cina, Francia, Russia, Gran Bretagna e Stati Uniti, può bloccare l'uso della raccomandazione;il Consiglio inizierà il processo di selezione a Luglio.

Uno dei temi chiave delle prossime elezioni sarà la parità di genere. L'ONU ha condotto molti sforzi per colmare il divario fra i sessi ma ha fallito quando si trattava di nominare donne in ruoli di leadership. Ad oggi, tre su sei candidati sono donne.

Al di là della questione di genere, un ostacolo per alcuni candidati può essere rappresentato dalla reputazione che hanno all'interno dell'ONU, infatti anche se il loro profilo professionale fosse del tutto confacente alla posizione, il criterio più importante resterebbe l'opinione di ognuno dei Cinque Membri Permanenti.

A causa delle crisi in Siria e Ucraina, l'ONU avrebbe bisogno di un Segretario Generale proveniente dall'Est Europa, che possa bilanciare gli interessi della comunità internazionale, e allo stesso tempo essere ben gradito sia alla Russia che all'Occidente.

Tuttavia, dal momento che l'Est Europa è un'area fortemente politicizzata, anzi soggetta a un continuo tiro alla fune politico, resta incerto se sarà scelto come successore di Ban-Ki Moon il candidato più qualificato oppure se la nomina sarà il risultato di un compromesso politico.

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This article is part of our East Side Stories project. Through fighting the most common clichés levelled at Southern and Eastern Europe, it aims to keep the European idea alive by raising awareness, creating dialogue, exchanging ideas and reporting beyond the mainstream media.