Il successo di Geert Wilders preoccupa l'Europa

Articolo pubblicato il 05 marzo 2010
Articolo pubblicato il 05 marzo 2010
Il PVV, partito populista di estrema destra, riporta un ottimo risultato alle elezioni municipali in Olanda. Guidati dal patinato Geert Wilders, i populisti dei Paesi Bassi preoccupano l'Europa per i loro propositi anti-immigrazione. Ma cosa ne pensa la stampa europea?

De Volkskrant – Olanda : «Wilders avvelena le elezioni»

Se l’elezioni legislative olandesi del 9 giugno dovessero avere lo stesso risultato delle municipali, il paese si ritroverebbe in una grave situazione d’instabilità politica, scrive il quotidiano progressista di sinistra De Volkskrant: «La bassa affluenza alle urne e la vittoria dei partiti a carattere locale denunciano una perdita di fiducia nei confronti della classe politica del paese. Questo non ci rende ottimisti. La frammentazione della scena politica non è ancora finita. […] Per i socialdemocratici (PVDA) e i democristiani (CDA) diventa fondamentale impedire che i populisti di destra del PVV (Partito delle Libertà) diventino il primo partito, ma ne l’uno ne l’altro potranno esserne orgogliosi. […] Qualunque sia il risultato del 9 giugno, sarà praticamente impossibile dar vita ad una qualsiasi coalizione formata da meno di quattro partiti. Se il PDVA vuole impedire che Wilders (PVV) arrivi al potere, e la CDA non vuole allearsi con il PVV, ci si chiede se sia saggio da parte dei due partiti escludere ogni possibilità di alleanza». (Articolo del 05/03/2010)

Neue Zürcher Zeitung – Svizzera: «non sottovalutare Geert Wilders»

In seguito al successo di Geert Wilders alle elezioni municipali olandesi, il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung esorta ad aprire una dialogo serio con questo islamofobo, che si colloca a estrema destra. Wilders ha spesso delle esigenze assurde, e non è interessato ad una politica costruttiva, ma ignorarlo sarebbe un’imprudenza: «I Paesi Bassi, un tempo simbolo di uno stile di vita liberale, aperto e creativo, hanno voluto ignorare per troppo tempo che, oltre la società tollerante verso l’immigrazione, si è sviluppata una società parallela, che si è presa gioco completamente degli sforzi d’integrazione. I partiti democratici non avranno altra scelta: dovranno occuparsi di questo problema con estrema attenzione. Se lasciano il campo della politica d’integrazione a Wilders, senza opporsi fermamente, si corre il rischio che il PVV, guidato da un leader spietato con un obiettivo preciso, giochi un ruolo importante nel prossimo Parlamento dell’Aia, e perturbi fortemente il buon operato del Governo. Nemmeno la trattativa più nobile vale questo prezzo». (Articolo del 05/03/2010)

La Razón – Spagna : «Una nuova sfida per l’Europa»

I Populisti sono i veri vincitori delle municipaliIl partito di estrema destra di Geert Wilders esce rinforzato dalle elezioni municipali olandesi. I partiti europei dovranno cercare di capire le ragioni di questo successo e reagire di conseguenza, stima il quotidiano La Razòn, vicino all’elite conservatrice della Chiesa cattolica spagnola. «Dopo il referendum svizzero sull’interdizione dei minareti, il risultato olandese conferma la tendenza europea di prendere le distanze dalla crescente presenza musulmana e dalla radicalizzazione dell’islam. Sembra che quest’ondata di rifiuto, in un paese con una lunga tradizione d’integrazione, sia una risposta al fanatismo di alcuni settori musulmani. Comunque sia, siamo di fronte ad un fenomeno che non possiamo ignorare, bollandolo con vecchi stereotipi. C’è una nuova sfida per l’Europa, e se i partiti tradizionali non vogliono accorgersene, i cittadini, alla fine, saranno costretti a scegliere altre opzioni». (Articolo del 05/03/2010)

Sme – Slovacchia : «Un nuovo tipo di populismo»

Il successo del populista Geert Wilders preoccupa il quotidiano progressista Sme: «È possibilissimo che il futuro Governo olandese – per evitare una nuova grande coalizione, come quella che è appena caduta – avrà bisogno del sostegno di Wilders. Wilders non è un estremista classico. Non è razzista e nemmeno antisemita, non soffre di antiamericanismo, è contro il proibizionismo e sostiene il libero mercato. D’altra parte, semina odio, parla di responsabilità collettiva e vuole fermare qualsiasi tipo d’immigrazione. Non sappiamo come si comporterà se avrà una parte del potere tra le sue mani. Lui stesso dice che non riuscirà comunque a realizzare i suoi propositi e le sue rivendicazioni contro gli immigrati. Sarà comunque necessario osservarlo con attenzione, perché il suo credo rischia di estendersi in altri paesi europei». (Articolo del 05/03/2010)