Il social mugging: vuoi essere mio amico su facebook?

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2013
Articolo pubblicato il 02 dicembre 2013

Il XXI secolo ha inventato un nuovo reato. Da quando quasi tutti andiamo in giro con smartphones, tablets e portatili ultra fini non passa un giorno che non si venga assaliti da richieste di amicizia da parte di perfetti sconosciuti. Come fronteggiare al meglio la situazione? 5 strategie per sfuggire ai muggers virtuali.

A Berlino, in autunno inoltrato, ci sono -20 gradi e un vento gelido soffia per le strade della città. Al pub all’angolo, tra tavoli di legno e morbide poltrone dall'aria molto accogliente, per gli amici della privacy digitale si è già in territorio nemico: kindl berlinese, Club Mate (una delle bevande più alla moda di Berlino, ndr.) e accesso gratuito a internet sono all'ordine del giorno. Molti tirano fuori il loro tablet o il MacBook subito dopo essersi lasciati pigramente crollare su una sedia o su una poltrona. Altri leggono libri.

È proprio questo il momento che i molestatori virtuali attendono: la vittima che si siede da sola in un caffè: "Ehi, ho notato che leggi Murakami...  piace anche a me". Si aggrappano a ogni pretesto, dall'arte al Club Mate: "Qui bevono e basta, che barba". Fin qui tutto bene. In qualche modo bisogna attaccare bottone e discussioni improvvisate o incontri casuali sono sempre la cosa migliore. "Scrivi? Anche io faccio arte su internet." Poi segue una lunga conversazione, giusto? Ma no! Bastano 3 minuti; si passa in fretta all'hipster di Berlino e il mugger si è già volatilizzato in meno che non si dica.

attacchi digitali nella birreria reale

Ha sempre con sé il nome del profilo facebook della sua vittima. E con questo inizia subito la procedura di spionaggio. Prima, quando si poteva ancora scrivere un indirizzo e-mail falso, inventarsi un nome a caso, mentire sul proprio numero di cellulare o ci si poteva permettere in generale di non avere un profilo social, i più si prendevano gioco di questi muggers. Chi cerca su Google l'espressione in inglese trova informazioni su aggressioni e rapine nel mondo reale che sono state pianificate e organizzate proprio sui social media. Ma qui stiamo parlando di un altro genere di mugging. Stiamo parlando di molestie nei caffè e nei bar che avvengono molto più spesso di quanto si possa pensare.

Come fare a proteggere la propria privacy tra le onnipresenti possibilità di accesso che internet presenta, senza per forza ricorrere alla scortese risposta: "No, guarda, lasciami stare, non voglio essere tuo amico"? Nomi completamente inventati o simili possono essere smascherati nel giro di pochi secondi su facebook. Chi ha ancora a cuore le regole di buona educazione del ventesimo secolo e non se la sente di dare una risposta tanto diretta deve farsi furbo, se non vuole che il suo profilo facebook venga improvvisamente assediato dai muggers o fare i conti con i rimorsi della propria coscienza.

Le seguenti 5 strategie non garantiscono una protezione totale dalle inopportune richieste di amicizia, ma possono sicuramente scoraggiare gran parte dei muggers dei social media.

le ultime strategie anti-muggers

1. Chi arriva al bar con un difficilissimo libro di Derrida dalla monotona copertina blu scuro, allontana almeno il 50% dei molestatori del "genere Murakami". Chi poi ha anche una matita e sottolinea diligentemente dà a intendere: "Sono un intellettuale, sono impegnato e quindi non ho tempo di fare conversazione". Il nostro mugger deve essere proprio un tipo accanito e testardo per osare rompere la doppia corazza protettiva del post-strutturalismo.

2. Ci si lascia scappare un nome comune (per esempio, "Sonia Müller" o "Mario Rossi"). Quando il mugger lo cerca su facebook, con un po' di fortuna cliccando sul primo profilo con questo nome trova una foto molto vaga o sconosciuta.

3. Continuare a sorseggiare la propria birra e spiegare che ci si trova a Berlino solo temporaneamente. Che in realtà si vive a Wahne Eickel, dove si studia per diventare bancario (o bancaria). Però attenzione: è credibile solo se quel giorno non si è vestiti da hipster.

4. Si può anche creare un nuovissimo profilo facebook apposta per i muggers virtuali. Ma per renderlo verosimile (amici, foto, post ecc.) bisogna dedicarci un po' di tempo. Ne vale la pena, perché è un'esca eccellente da offrire ai sempre più numerosi muggers.

5. Eccoci all'ultima strategia, da giocare solo se si è in 2: appena ci si accorge di aver attirato l'attenzione di un potenziale mugger, assumere un'espressone seria e fare smorfie nervose con la bocca. Quando il mugger colpisce, rispondere amichevolmente, ma aggiungere subito con enfasi: "Scusa, ma siamo nel mezzo di una conversazione molto privata. A dirla tutta, ci stiamo lasciando. Quindi avremmo bisogno di un po' di privacy, se non ti dispiace". Strapperete un sorriso compassionevole persino al mugger più feroce, prima che ritorni di nuovo al suo posto. Non tornate più in quel bar, altrimenti il prossimo tentativo di conversazione potrebbe, nel caso peggiore, sfociare anche in un tentativo di flirt.

Grazie a Chris Stevens, che ha dato il nome inglese al fenomeno delle insistenti richieste di amicizia nel mondo reale.