Il sistema educativo valenciano riconsidera l'istruzione pubblica

Articolo pubblicato il 20 marzo 2016
Articolo pubblicato il 20 marzo 2016

Dopo quattro anni di duri tagli nel campo dell'istruzione, la Comunità Valenciana, guidata da un nuovo governo socialista, torna a riconsiderare il sistema pubblico. Il Ministro dell'istruzione, Vicent Marzà, aumenta i fondi per le borse di studio universitarie e prende una decisione che scatena polemiche: gli allievi delle università private non avranno più diritto alle borse di studio.

Da quando è iniziata la crisi economica spagnola nel 2007 il sistema educativo pubblico ha sofferto numerosi riadattamenti e tagli. All'interno della Comunità Valenciana, una delle più indebitate del Paese, queste misure diedero vita ad un'ampia contestazione da parte degli studenti e di tutto il sistema accademico, scatenando proteste giornaliere. Era la Primavera Valenciana, nata nel febbraio del 2012 in risposta ai tagli al sistema dell'educazione pubblica e all'aumento delle tasse universitarie. Migliaia di giovani scesero in piazza per protestare contro la cosiddetta Legge Wert, promossa dall'allora Ministro dell'istruzione José Ignacio Wert.   

Nell'anno accademico 2012-2013, gli universitari spagnoli subirono un innalzamento medio di 540 euro in più per matricola, con un incremento delle tasse del 15% fino addirittura al 25% in alcune comunità come la Catalogna. Anche i requisiti di rendimento per ricevere una borsa di studio aumentarono, mentre il livello di reddito per poter ottenere questo servizio si ridusse: tra il 17% e il 32% degli studenti che avrebbero preso la borsa con i requisiti precedenti, attraverso la nuova riforma persero questo diritto e nel peggiore dei casi, si videro obbligati ad abbandonare l'università.

Le università private escluse dal nuovo sistema di borse di studio

A seguito delle elezioni per l'autonomia nel maggio 2015, la Comunità Valenciana è tornata ad essere governata dalla sinistra dopo vent'anni di Partito Popolare. La buona notizia per gli studenti è che l'attuale governo del Partito Socialista del Paese Valenciano (PSPV), guidato da Ximo Puig e appoggiato dai nazionalisti di Compromís, ha approvato un aumento del 40% dei fondi destinati alle borse di studio per l'anno accademico 2016-2017

Tuttavia, il ministro dell'istruzione Vicent Marzà, ha deciso di escludere dal sistema delle borse di studio gli universitari che si sono iscritti in uno dei quattro centri privati della comunità. Questa decisione, approvata da chi trova ingiusti gli aiuti dell'amministrazione pubblica a chi opta per il sistema privato, ha dato anche spazio alle critiche dei settori più liberali dell'economia e di una parte della società.

Carmen, studentessa di 22 anni, considera questa misura positiva e crede che la funzione dell'amministrazione pubblica non debba essere quella di premiare l'eccellenza, quanto piuttosto quella di permettere che tutti possano studiare. Amparo, anche lui 22 anni, non condivide questa opinione e spiega che «non tutti coloro che studiano nelle università private lo fanno perché hanno molti soldi, ma perché magari non hanno ottenuto il punteggio necessario per l'accesso all'università pubblica» e, con questa argomentazione, propone in alternativa che si aumentino i posti nelle università pubbliche.

Anche Anna reclama il fatto che con questa decisione alcuni alunni delle università private potrebbero essere danneggiati e propone come soluzione che i centri privati stessi si incarichino di concedere borse di studio agli studenti più svantaggiati. Altri universitari, come Quico, sono più scettici e dubitano che gli studenti delle università private necessitino realmente di una borsa per mantenersi agli studi.

Ma ci sono eccezioni. Tra esse spicca il caso degli alunni della Laurea in Medicina Veterinaria dell'università privata CEU-Universidad Cardenal Herrera: anche loro possono beneficiare delle borse di studio, dal momento che nessun'altra università del sistema valenciano pubblico offre dei posti in quel corso di laurea. 

Le quattro nuove modalità di borsa di studio che il Governo Valenciano prospetta e che stando alle parole del Ministro Vicent Marzà sono destinate a «eguagliare le opportunità» sono la borsa Salario, che permette agli alunni con un reddito molto basso di studiare nell'università a patto di raggiungere tutti i crediti ogni anno; le borse di Formazione in Lingue co-finanziate dal Fondo Sociale Europeo; le borse contro l'abbandono scolastico, per aiutare gli alunni a pagare il prezzo delle materie del terzo anno, per le quali il prezzo aumenta notevolmente, e infine le borse di Formazione a Distanza.