Il ruolo dei media giovanili

Articolo pubblicato il 17 febbraio 2014
Articolo pubblicato il 17 febbraio 2014

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Karike (lett.: "I Collegamenti") è una rivista giovanile prodotta da un gruppo di ragazzi in Bosnia e Herzegovina letta specialemten dai giovani, a cui è indirizzata. E’ in stampa già da 6 anni, in lingua serbo-croato-bosniaca, ed è un’ottimo esempio di come un mezzo espressivo possa essere gestito da dei giovani.

Intervista di: Stefan Alievikj

Editata da: Ana Alibegova

Karike (lett.: "I Collegamenti") è una rivista giovanile prodotta da un gruppo di ragazzi in Bosnia e Herzegovina letta specialemten dai giovani, a cui è indirizzata. E’ in stampa già da 6 anni, in lingua serbo-croato-bosniaca, ed è un’ottimo esempio di come un mezzo espressivo possa essere gestito da dei giovani. Tutto il lavoro dietro la rivista è svolto totalemente in forma volontaria: in questo modo il team di Karike promuove il volontariato.

Questa settimana a Mladiinfo abbiamo il nostro amico Haris Dedovic, redattore capo di questa rivista giovanile. Bene, cominciamo!

M.: Come comincia la storia di Karike? Quando è stato pubblicato il primo numero e qual’era la motivazione, e quali gli obiettivi che vi siete posti fin dall’inizio?

Haris: La storia dietro Karike cominicia con la storia della ONAuBiH (trad: Agenzia Giornalistica Giovanile in Bosnia e Herzegovina), e i suoi primi passi. Il giornale è stato il primo progetto dell’Agenzia. Nel 2007 è uscita la prima tiratura. La motivazione e gli obiettivi, agli inizi, erano di creare un luogo dove ogni giovane in Bosnia e Herzegovina potesse esprimere i suoi dubbi, i suoi problemi, senza censura di sorta e senza esperienza giornalistica. Ora l’obiettivo resta lo stesso, ma con delle aggiunte e dei miglioramenti. Vogliamo che Karike che sia anche un luogo dove i giovani che lavorano al giornale possano fare le prime esperienze in campo giornalistico, e possano farsi le ossa come reporter professionisti, anche sotto l’aspetto etico. Siamo anche migliorati a livello di contenuti: non affrontiamo solo i problemi dei giovani, ma diamo loro anche informazioni che sui media bosniaci convenzionali loro non possono trovare.

M:Karike è distribuito per lo più in forma cartacea. Può essere letto on-line?

Haris: Karike si può leggere on-line, in formato PDF (link: this webpage.). I nostri articoli sono pubblicati anche su molti portali web del paese.

Stiamo anche cominciando una collaborazione a livello regionale con i media oline al momento. Ma, sì, la verità è che Karike è un periodico che ha le sue particolari regole di analisi, revisione e non ha le caratteristiche per essere una rivista on-line, a parte in casi eccezionali.

M: Possiamo vedere Karike come una rivista che amplifica la voce dei giovani, specialmente quando si parla di condividere opinioni su argomenti di politica: c’è lo spazio per contenuti di altro genere?

Haris: Karike è una rivista per giovani e siamo molto categorici su questa definizione. Questo significa che Karike si occupa di tutti gli argomenti che riguardano i giovani. Quindi, sì, benchè ci sia un gran numero di articoli riguardanti la politica, ci sono anche altri argomenti importanti e interessanti per i giovani in Bosnia e Herzegovina: attività delle ONG, lavoro autonomo, economia, salute, ambiente, ecc… . L'obiettivo principale della nostra rivista è fornire ai giovani articoli su argomenti che non vengono trattati dai media “normali”. E se questo vuol dire parlare di politica, ambiente o programmi spaziali, lo facciamo. Non è una rivista orientata politicamente, è una rivista per giovani.

M.: Puoi fare un paragone con altri media dalle idee simili a Karike, di altre nazioni?

Haris: Difficilmente. Ci sono, certo, molte buone piattaforme per i giovani, da cui traggono informazioni su argomenti rilevanti; uno dei migliori esempi è Mladiinfo. Ma, nel complesso direi che Karike ha un senso dello stile diverso. E questo perché noi ci ispiriamo e impariamo da riviste come Feral Tribune (croato), Slobodna Bosna (bosniaco) e Buka (bosniaco), ma per quello che riguarda gli argomenti e i cambiamenti sociali interni alla gioventù, noi siamo molto progressisti. Cerchiamo di essere un mix di stile “vecchia scuola” e movimenti “new age”, ai quali i giovani aspirano sempre.

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