Il ruolo dei cittadini immigrati di seconda generazione nella società francese: situazione attuale e prospettive

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2009
Pubblicato dalla community
Articolo pubblicato il 04 gennaio 2009
In queste ultime settimane l’Obama-mania ha entusiasmato l’America e il mondo. Questo fenomeno influenzerà anche il vecchio continente riguardo le posizioni occupate dagli immigrati di seconda generazione?
Il trionfo del senatore Obama, inoltre, è stato seguito da un’altra buona notizia proveniente dall’altra riva del Reno: l’elezione a capo del partito ecologista “Die Grünen” di Cem Özdemir, cittadino di origine turca. Di fronte a questi cambiamenti, visibili anche in Occidente, ci si può interrogare sulla situazione francese. Quante possibilità ci sono che emerga una classe politica o, più in generale, un’élite in grado di rappresentare la popolazione francese in tutta la sua diversità?

Il fenomeno Barack Obama è il simbolo di una scelta basata sulle competenze, sul carisma e sull’intelligenza e non sul colore della pelle. I pregiudizi troppo spesso legati all’aspetto fisico, o all’appartenenza etnica, nazionale o religiosa, sono stati messi da parte per fare spazio al buon senso  e alle uguali opportunità. Obama rappresenta, inoltre, una rottura netta se si guarda alle modalità d’accesso alle più alte cariche delle persone di colore o di origine straniera. Il suo successo, in effetti, non è da attribuirsi al principio di discriminazione positiva.

È possibile garantire l’uguaglianza mettendo da parte meccanismi quali quello della discriminazione positiva?

Esaminiamo il caso francese, che vede la nomina a funzioni pubbliche importanti di tre rappresentanti dell’immigrazione non europea, tre donne oltretutto. La visibilità politica dei cittadini di origine africana e maghrebina fino ad ora era stata quasi nulla nella patria dei diritti dell’uomo. Dunque la nomina di Rachida Dati, Rama Yade et Fadela Amara risulta una novità.

Ben presto queste tre ministre sono state sommerse di critiche legate al loro ruolo di garanti delle minoranze  e alla loro incompetenza. In particolare, attacchi di rara violenza sono stati scagliati contro Rachida Dati che, essendo di estrazione popolare, non sembrava potersi permettere abiti lussuosi, concessi, invece, alle sue colleghe di governo di ben altra origine.

La Francia da l’impressione che un ministro di origine extra europea sia sempre un garante e non stia lì per le proprie competenze. Questa critica è l’eterno leitmotiv di chi si oppone da sempre all’accesso a ruoli di rilievo da parte di francesi di origine straniera in politica, come nei media. Gli attacchi nei loro confronti sono sempre più aspri rispetto a quelli rivolti a chi ha origini francesi o europee. Queste nomine sconcertano una parte del paese poco propensa ad accettare che una persona di colore o di origini maghrebine possa essere considerata francese. Pertanto, l’ingresso nell’élite repubblicana di cittadini considerati francesi di serie b è ancor più malvista.

Ciò che possiamo definire razzismo legato al successo

Le percezioni legate all’origine etnica e sociale prendono il sopravvento sulla valutazione razionale di una persona basata sulle sue qualità intrinseche e sulla sua personalità. La persona presa di mira si vede attribuire l’eredità di un’intera comunità e tutte le sue caratteristiche che non necessariamente possiede. Possiamo notare, d’altronde, che la Francia annovera solo due deputati di colore. C’è dunque ancora molta strada da fare per  riabilitare l’immagine dei nostri concittadini immigrati di seconda generazione che l’immaginario collettivo relega a lavori poco qualificati. Questa percezione rassicura e consente di giustificare un secondo tipo di razzismo fondato sulla constatazione del livello di sottosviluppo culturale, economico e sociale. D’altra parte il passato coloniale della Francia non è estraneo a questa visione dei francesi di origine extra europea.

Una mano tesa

Vogliamo tuttavia credere che la coraggiosa volontà del Presidente Sarkozy non interromperà il cammino intrapreso con la nomina a ministri di tre figlie di immigrati. I meccanismi di elezione legati alle origini hanno vita dura e difficilmente possono essere modificati nel medio periodo. Ciò ci porta a pensare che solo la volontà politica e gli obblighi di legge siano in grado di accellerare le cose e modificare sensibilmente i dati.

Marc Terrisse

Traduzione: Silvana Fancello