Il ritorno dell'inquisizione in Slovacchia

Articolo pubblicato il 19 settembre 2014
Articolo pubblicato il 19 settembre 2014

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In  Slovacchia, la situazione non è facile per alcune minoranze. Precisamente per l'intolleranza verso gli omosessuali, il paese si distingue dai suoi confinanti e potrebbe tranquillamente far concorrenza alla Russia. La tensione monta tra la popolazione in occasione del referendum che potrebbe far cambiare le cose.

La campagna contro gli omosessuali va avanti già da tempo. Grazie al partito conservatore KDH ed ai suoi accordi con i socialdemocratici dello SMER, le iniziative dei movimenti cristiani ad essere riconosciute nella Costituzione. Lo scorso giugno hanno infatti aggiunto questa frase: «Il matrimonio è un legame unico tra un uomo ed una donna. La Repubblica slovacca protegge il matrimonio in tutti i modi e veglia sul suo buon funzionamento» E non è tutto. Il movimento Alleanza Per La Famiglia ha annunciato a  settembre, di aver raccolto molte firme per un futuro referendum volto a vietare l'adozione di figli da parte di coppie dello stesso sesso, vietare altre forme di unione al di là del matrimonio e, infine, a rimuovere l'obbligo per i  bambini a partecipare ai corsi di educazione sessuale se i familiari non sono d'accordo con il loro contenuto.

Incostituzionale ?

« Da quando è cominciata azione, siamo convinti del carattere incostituzionale di questo referendum. Il fulcro dell'iniziativa è di limitare l'accesso, di una parte della popolazione, alle legali istituzioni del matrimonio, dell'adozione e dei PACS, che concernono il diritto alla vita privata e alla costituzione di una famiglia. Di fatto, vogliono bloccare queste possibilità per il futuro », ha dichiarato il capo del movimento Être différent in risposta alla richiesta del referendum. Il presidente della Repubblica, Andrej Kiska, ha deciso di sostenere gli ideatori della petizione e la chiesa, rimettendo la decisione sul referendum al Consiglio Costituzionale al fine di verificare i presupposti di costituzionalità. Anche l'ex ministro della giustizia,  Lucia Žitňanská, si è pronunciata : « Come avvocato, penso che la questione posta dal referendum tocchi le libertà e i diritti fondamentali dell'individuo. Ho letto molti pareri sull'argomento e ne ho parlato con gli esperti di diritto costituzionale prima di formulare questa conclusione. »

« Peggio che assassini » 

Per tutto il tempo, la tensione aumenta tra i gruppi sostenenti il referendum e i suoi detrattori, e questo, non solo nel panorama legislativo. La scorsa settimana, il video del prete cattolico Marián Kuffa, messo online sul sito del settimanale týždeň (Semaine) ha suscitato uno scandalo. Le parole di quest'ultimo sono state uno shock quando ha dichiarato : « Gli  omosessuali sono talvolta peggio degli assassini. » Questo ancor prima di qualificare gli omosessuali degli « assassini seriali » che sono all'origine di « un genocidio della nazione ». Il video è stato successivamente ritirato in seguito alle pressioni del pubblico. Un movimento rappresentante leaders d’opinioni e artisti è subito nato per far fronte a queste pesanti minacce ai diritti costituzionali. Manifesti con l'arcobaleno sono apparsi nelle strade e con un testimonila famoso nel mondo dei media e della cultura slovacca. « Se fossi lesbica, voi smettereste di leggere i miei libri ? » domanda l’editrice Evita Urbaníková. « Se fossi gay, voi smettereste di ascoltare la mia musica? » chiede il musicista Robo Papp. Romana Schlesinger del Forum Queer Leaders si unisce a questa campagna. « Siamo felicissimi di questo sostegno e speriamo che tutti riflettano a mente lucida sulle questioni poste da questo referendum. Con l'amore e la comprensione, possiamo andare più lontano che dividendo costantemente la gente », ha dichiarato sul sito O Médiách.

Sull'altra sponda i conservatori si preparano a dar battaglia. « L’Alleanza per la famiglia ha incontrato molti capi di diversi partiti, per discutere sulle politiche pro-famiglie, anche se sostengono il referendum. Tre partiti (OľaNO – indipendenti –, KDH – conservatori – e lo SNS – estrema destra) hanno mostrato un reale interesse a darci manforte, tramite molti loro deputati », ha dichiarato Anton Chromík, membro della Alleanza. « Questo referendum non vuol togliere diritti a nessuno. Ci interessa solo di conservare lo statu quo della nostra società in modo che padri e madri slovacchi possano liberamente pronunciarsi su ciò che è meglio per i loro figli », spiegano dal movimento.

Grazie all'azione del presidente della Repubblica, il referendum ora giace sul tavolo del Consiglio Costituzionale. Esso deciderà se gli slovacchi voteranno, insieme alle comunali di questo autunno, contro i  diritti dei loro concittadini omosessuali.