Il Regno Unito ammetterà mai di essere europeo?

Articolo pubblicato il 10 marzo 2003
Articolo pubblicato il 10 marzo 2003
L’Unione Europea sta espandendo velocemente i propri confini e il dibattito sull’esistenza di un’unica “identità europea” è di nuovo in voga. Ma il Regno Unito ha dei legami di lunga data dall’altra parte del globo e ciò significa che non è così facile accettare l’etichetta di “europei”.

“Che cosa significa essere europei?” Questa è una domanda che un sempre maggior numero di cittadini europei si chiederà per i prossimi dieci anni, dato che l’integrazione europea aumenta e l’Unione economica e politica espande i propri confini geografici per includere paesi con culture e società che sono state finora considerate al di fuori del modello occidentale.

Ma per molti britannici una domanda ancor più pertinente sarebbe “Io sono europeo?”. Questo è il dilemma con il quale la Gran Bretagna combatte fin dalla creazione del primo nucleo della moderna Unione Europea, dilemma che è diventato sempre più problematico poiché i governi britannici che si sono succeduti hanno realizzato una maggiore integrazione con l’Europa.

La difficoltà che deve affrontare il Regno Unito è se accettare un’identità basata su parametri geografici o crearne una che si fondi su basi linguistiche o storiche. Ovvero, il Regno Unito deve promuovere una maggiore identificazione con il continente Europa, con il quale condivide limiti geografici o con i membri del Commonwealth e con gli USA, con i quali ha forti legami linguistici, storici e culturali?

Se si prende in considerazione la struttura della società è evidente che ci sono delle differenze nette tra la Gran Bretagna e i paesi continentali, proprio per questo è difficile stabilire un senso di identità comune. Gran parte dell’Europa continentale, ad esempio, opera in termini legali con il sistema “napoleonico”, la Gran Bretagna invece adopera un sistema giuridico differente, che va sotto il nome di “Common Law”. Le differenze fondamentali tra questi due sistemi possono creare problemi insormontabili se si fondono le società a questo livello, ciò è accaduto recentemente con la proposta di un sistema giuridico pan-europeo che è stato immediatamente rifiutato dal Regno Unito. Non solo il Regno Unito non gradisce di buon grado di cambiare una delle più semplici ma fondamentali parti della propria costituzione in favore di un modello più europeo, ma vede anche pochi motivi per farlo, visto che al di fuori dell’Europa nazioni potenti e industriali come America e Australia trovano il sistema britannico più che adeguato.

Ed è questo il problema centrale tra identità europea e Gran Bretagna. Differenze come quelle appena citate non sono che una prova per dimostrare ulteriormente la crescente “estraneità” dei vicini europei, rispetto a un’ideologia comune con grandi nazioni quali gli Stati Uniti.

In termini culturali il Regno Unito mantiene con orgoglio forti legami con Stati Uniti e Australia per quanto riguarda TV, cinema e musica. Mode culturali provenienti dai paesi del Commonwealth e dall’America arrivano in Europa quasi sempre attraverso la Gran Bretagna. Al contrario, accade di rado che le mode europee vengano adottate in massa dal Regno Unito. Musica, cinema o cucina del continente Europa trovano posto solo ad un livello molto alto o molto basso della scala sociale britannica. Insomma, nonostante le differenze geografiche gli inglesi tendono a vedere la realtà americana e australiana simile alla propria, se non proprio identica, mentre la realtà e la vita tedesca, italiana e francese sono sconosciute o considerate talmente differenti dall’uomo medio britannico che sono marginali negli avamposti dell’accettazione culturale.

I motivi alla base di questo senso di identità comune con gente che vive dall’altra parte del globo, e non con quella che vive ad un’ora di nave, hanno basi storiche.

La creazione sanguinosa di un’Europa fatta di nazioni, nel diciannovesimo secolo, ha avuto un impatto di poco conto nel Regno Unito che era occupato ad espandere il proprio impero al di là dei propri confini. Ogni tentativo di invasione da parte di potenze straniere è stato inutile e i confini dell’isola sono rimasti inalterati. Dunque il senso di identità nazionale nel Regno Unito è molto forte. È questo avvenimento forse che rende l’accettazione e addirittura l’incoraggiamento ad un’identità europea più larga difficile da accettare. Priva di una identità nazionale forte, un’Europa unita fatta di un solo popolo è più facile da comprendere. Se l’identità nazionale è forte, il bisogno di un’ulteriore identità più ampia è minore, in particolare se, come nel caso del Regno Unito, la nazione ha il pieno appoggio di alleati potenti.

La creazione del Commonwealth dopo la caduta dell’impero britannico ha fortificato le ideologie e i sentimenti comuni tra le ex-colonie e il Regno Unito. Nonostante l’indipendenza, paesi come l’India, il Sudafrica e addirittura l’attualmente controverso Zimbabwe, condividono aspetti della società che trovano le proprie radici nella società britannica. Il Commonwealth incoraggia prospettive in comune tra la Gran Bretagna e i suoi alleati. Se un’isola piccola come la Gran Bretagna può contare sull’appoggio di grandi nazioni come Canada e Australia, la creazione di relazioni più strette con popoli con i quali si sono combattute battaglie sanguinose piuttosto recenti e con i quali apparentemente si hanno pochi ideali in comune, è di poca importanza. La verità pura e semplice è che per quanto lo riguarda il Regno Unito non ha bisogno dell’Europa.

Un senso comune di dipendenza incoraggia un’identità unica. Se le nazioni condividono un senso di identità e hanno lo stesso obiettivo diventano più forti, tutte le nazioni possono unire le forze e migliorare economicamente e politicamente, anche la stabilità sarebbe una garanzia per tutti. Il Regno Unito non si trova in questa situazione grazie alla forza dei propri alleati internazionali. La situazione politica internazionale attuale lo dimostra chiaramente.

Nonostante i ripetuti richiami in anni recenti per sviluppare una politica estera europea comune, distinta da quella degli Stati Uniti, con lo scopo di un seggio permanente per l’UE nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la crisi attuale in Iraq mostra la realtà. L’identità della politica estera britannica rimane fortemente legata all’America e credo personalmente che cambiarla sarebbe considerato dall’America stessa un grave errore. Invece Francia e Germania stanno provando a costruire una politica europea comune. Sfortunatamente le due politiche sono completamente diverse, la stampa e il pubblico britannici non possono che concludere che le differenze tra Regno Unito e Europa sono insormontabili. Ovviamente, si mormora, il futuro del Regno Unito non può risiedere in una comunità dove su un argomento così importante le due parti si trovano ai poli opposti.

La domanda da porsi è se questa situazione cambierà mai. Una nuova generazione di europei è portata a stringere legami più stretti in una maniera che i nostri genitori e sicuramente i nostri nonni non poteva. Soprattutto non bisogna dimenticare, tra le frustrazioni che si provano alla mancanza di entusiasmo nel Regno Unito per una maggiore identificazione con l’Europa, che sono trascorse solo due generazioni dall’unità e che un’identità comune tra gli europei occidentali, tralasciando gli europei dell’Est, era impossibile. Non bisogna scordare che nell’Europa post-bellica il Regno Unito ha deciso di rafforzare i propri “rapporti speciali” con gli Stati Uniti piuttosto che stringere legami più forti con l’Europa.

Il Regno Unito non era incline ad unirsi alla nuova comunità europea nei suoi primi anni di vita, ed era tantomento benvenuto, quando ha deciso di diventarne membro è stato piuttosto per motivi economici (gli è stata venduta un’area economica europea in comune) e non culturali o idelogici.

Questo ovviamente non significa che la situazione non può cambiare, o che non cambierà. Con l’avvento di programmi come l’Erasmus e l’uso maggiore della lingua inglese in Europa, sempre più britannici vedono il continente non solo come un paese dove godersi il sole ma anche un paese d’affari. Viaggi aerei economici danno la possibilità ai più giovani di viaggiare in Europa più spesso che mai. Le università nazionali e europee con dipartimenti internazionali sempre più ampi incoraggiano gli studenti britannici a mescolarsi con i propri vicini europei, creando maggiore diffusione di idee e mode culturali. Inoltre, il crescente sentimento anti-americano e i movimenti no-global costringono i più giovani a guardare più attentamente in patria per un’ideologia comune. In poche parole, l’Europa continentale sta diventando più importante per i cittadini britannici.

Tuttavia i legami culturali e politici che il Regno Unito ha con i potenti sono talmente forti che rimane il dubbio se i cittadini britannici si sentiranno mai a proprio agio con la sola etichetta di europei. Il Regno Unito per adesso è felice di continuare ad avere un duplice ruolo: nazione europea e globale.

Foto: (c) Paolo Margari/flickr