Il punto di vista di una Bulgara sulla Brexit: ​La Gran Bretagna parteciperà al gioco?  

Articolo pubblicato il 08 agosto 2016
Articolo pubblicato il 08 agosto 2016

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Sono passati 10 anni da quando la Bulgaria si è unita all'UE, ma non sembra cambiato molto. I prezzi continuano a salire, gli stipendi sono bloccati e c'è poco miglioramento nella qualità della vita. Eppure perfino il paese più povero dell'Unione sollecita la permanenza del Regno Unito nell'Unione. Cambieranno idea? Articolo di opinione.

Sono passati quasi 10 anni da quando la Bulgaria ha aderito all'UE. Non è cambiato molto da allora, però. I prezzi continuano a salire (recentemente le autorità municipali a Sofia hanno deciso di raddoppiare quasi il prezzo di un biglietto di trasporto pubblico a 80 centesimi), mentre gli stipendi e le pensioni rimangono basse. Secondo l'INS, il salario medio nella capitale si aggira sui 660 euro, e nella regione più povera si raggiungono a malapena i 330. Molti bulgari si sentono delusi e traditi.

L'adesione all'UE era la loro ultima speranza di cambiamento, per una migliore qualità della vita e per il progresso. Invece, a parte alcuni grandi progetti infrastrutturali, i Bulgari ti direbbero che non credono più nel sogno europeo di trasformazione del paese in una nazione prospera. O perlomeno, che non accadrà presto.

Primo strike.

Quando la crisi ha colpito l'Europa nel 2008 le cose sono ulteriormente peggiorate. Sempre più Bulgari hanno deciso di vivere, lavorare e studiare all'estero. Speravano che nella parte occidentale del continente la vita sarebbe stata più facile. Di certo non era l'ideale; molti avrebbero preferito rimanere nel loro paese, ma almeno erano speranzosi.

Contrariamente alla convinzione popolare che la maggioranza degli europei dell'Est si sposti solo ad Ovest per poter sfruttare i sistemi di protezione sociale locale, i motivi principali sono sempre il lavoro e i salari più alti. Gli ultimi dati dall'ufficio del Regno Unito delle statistiche nazionali mostrano che l'87% dei Bulgari e dei Rumeni che sono venuti nel Regno Unito nel 2014 è venuto per motivi legati al lavoro. Circa due terzi è arrivato con un posto di lavoro già definito.

La maggior parte dei miei amici e degli amici dei miei amici hanno scelto di ricominciare nel Regno Unito insieme a oltre 60.000 altri Bulgari. Anche se il paese non li ha esattamente accettati con entusiasmo e braccia aperte. Sono passati solo due anni da quando Londra ha revocato le restrizioni discriminanti di occupazione che ponevano limiti al tipo di lavori che i cittadini UE-2 (Bulgari e Rumeni) potevano intraprendere, ma che non ha impedito ad un mio collega che alcuni anni fa, dopo aver lavorato per una popolare rivista di politica, ha intrapreso un percorso lavorativo diverso come macellaio in Inghilterra. Ora, le prospettive di una Brexit hanno messo ulteriore pressione su tutti coloro che hanno fatto compromessi su compromessi alla ricerca di una vita decente. 

Secondo Strike.

La decisione della Gran Bretagna di lasciare l'Unione Europea pregiudicherebbe i diritti e le condizioni dei Bulgari e dei Rumeni che desiderano lavorare nel paese in futuro. Inevitabilmente, ciò causerebbe un duro colpo per le economie dei due paesi balcanici.

Sofia si trova di fronte un rischio maggiore, dato che negli ultimi anni gli emigranti sono diventati il più grande investitore straniero del paese. Nel 2013, hanno versato 1,7 miliardi di euro nell'economia bulgara, rispetto ai 1,2 miliardi di euro provenienti da investimenti diretti esteri. Un altro ostacolo che potrebbe verificarsi è che studenti bulgari che progettano di studiare nel Regno Unito dovrebbero pagare tasse universitarie per intero, senza accesso a prestiti ai prestiti studenteschi.

Sofia si trova di fronte un rischio maggiore, dato che negli ultimi anni gli emigranti sono diventati il più grande investitore straniero del paese. Nel 2013, hanno versato 1,7 miliardi di euro nell'economia bulgara, rispetto ai 1,2 miliardi di euro provenienti da investimenti  diretti esteri. Un altro ostacolo che potrebbe verificarsi è che studenti bulgari che progettano di studiare nel Regno Unito dovrebbero pagare tasse universitarie per intero, senza accesso a prestiti ai prestiti studenteschi.

Per quanto riguarda coloro già trasferiti là, un mio amico che ha vissuto a Londra per quasi 10 anni, dice che solo recentemente ha cominciato a capire l'entità della minaccia Brexit (o "follia" come lo chiama lui) – incertezza economica, sicurezza lavorativa... e la lista continua.

Terzo Strike.

Non sorprende quindi che Bulgaria sia più che interessata a mantenere il Regno Unito dalla parte del mercato unico, con la relativa libertà di movimento. Inoltre, una recente ricerca di Chattam House sostiene che il Regno Unito vanti una maggiore crescita economica e un tasso di disoccupazione inferiore rispetto ai maggiori paesi sviluppati. Attrae più investimenti diretti di qualsiasi altro paese dell'UE ed è classificato tra i posti migliori per fare affari nel mondo sviluppato.

Le debolezze dell'economia inglese, come ad esempio la bassa crescita della produttività, sono auto-inflitte. Alla fine della giornata, lo stato membro più povero, che non ha beneficiato dell'UE quanto ha sperato, e i cui cittadini sono più che disposti ad emigrare, è lo stesso stato che sollecita una delle economie più ricche – grazie all'Unione stessa – a non lasciarla. Un po' ironico... non credi?

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Questo articolo è parte del nostro progetto East Side Stories. Contrastando i cliché più comuni nei confronti del Sud ed Est Europa, mira a mantenere viva l'idea europea attraverso la sensibilizzazione, il dialogo, lo scambio di idee e la segnalazione oltre i tradizionali media.