Il progetto 'HIV Cure?' in Kenya: riflettere, non evangelizzare

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2011
Articolo pubblicato il 01 dicembre 2011
Il progetto austriaco HIV Cure? è  un documentario sui miti che circolano sull’AIDS, prodotto da degli studenti della Scuola Universitaria Professionale di Salisburgo.

I dreadlocks di Sebastian Frisch rendono bene l’idea del giramondo. Il ventiquattrenne, che dal 2007 ogni anno abbandona per un certo periodo la sua Baviera per recarsi in Kenya, partecipa ad un progetto volto ad aiutare i bambini di strada. “L’atteggiamento positivo della gente e la loro fiducia nel prossimo mi hanno colpito profondamente”. Sebastian non vuole più lasciare il Paese. “Qui la povertà incontra la gioia di vivere e la volontà di rompere i tabù”, così lo studente di Scienze Multimediali della Scuola Universitaria di Salisburgo racconta la vita in Kenya. I contrasti netti lo affascinano. Per questo motivo Sebastian questa volta in Africa ha voluto fare sul serio. Sul posto ha creato un progetto ambizioso: HIV Cure?.

Naturalmente non è semplice creare un progetto di aiuto in Africa, anche se durante i suoi viaggi è entrato in contatto con molte persone che ora lo aiutano nella realizzazione del documentario HIV Cure?. Durante un progetto di educazione sull’HIV nelle scuole keniane, Sebastian ha sentito per la prima volta dei tabù sul virus dell’AIDS, che sono radicati nelle menti delle persone. “Mi trovo di fronte a questi luoghi comuni e alle loro conseguenze anno dopo anno” ci spiega.

Sfatare i miti

Grazie all’appoggio dei suoi compagni dell'Università di Salisburgo, il progetto è ormai da un anno in fase di preparazione. A luglio di quest’anno un gruppo di sette persone ha iniziato il suo viaggio a Mikindani, un villaggio nei pressi di Mombasa, nel Kenya sudorientale, luogo scelto per le riprese del documentario. Il tema affrontato sono i falsi miti che circolano sull’HIV. In tutto il mondo ci sono ancora circa 33 milioni di persone affette dall’AIDS. Il 70% di queste persone vivono nell’Africa sub-sahariana. Un numero spaventoso che non diminuirà se non avviene una svolta nell’atteggiamento verso questa malattia. Infatti, l’AIDS rimane un tema tabù in Africa e uno dei suoi più grandi problemi sociali. Gli studenti voglio aiutare concretamente la popolazione keniana, oltre che con il documentario, con l’affissione di manifesti, i cui brevi slogan in Suaheli [la lingua locale] portino a far riflettere la gente in strada. Secondo Sebastian non si tratta di un atto di evangelizzazione.

Secondo una di queste credenze avere una relazione sessuale con un bambino “purifica” e guarisce dall’AIDS

Le radicate credenze del luogo compromettono la campagna di informazione. La parola AIDS in Africa ha un valore totalmente diverso rispetto a quello attribuitogli in Europa. A Mikindani si ha raramente la possibilità di informarsi con l’aiuto di internet, giornali o televisione. Secondo una di queste credenze avere una relazione sessuale con un bambino “purifica” e guarisce dall’AIDS. Ciò ha come estrema conseguenza che il Sudafrica è il paese al mondo con il più alto tasso di stupri nei confronti di bambini. Questi esempi mostrano come la diffusione dell’HIV possa essere fermata attraverso campagne di informazione. È molto probabile che la popolazione sia confusa a causa della disinformazione.

Nell’atteso documentario, che attualmente si trova in post-produzione, si è voluto lasciare la parola alle vittime che raccontano in prima persona la propria esperienza. In particolare illustreranno come la loro vita è stata portata via a causa dei luoghi comuni sull’AIDS. Inoltre a Nairobi e Mombasa vengono aiutati da rappresentanti dell’ONU e istituzioni pubbliche. Il lavoro di cooperazione procede bene. “Il sindaco di Mikindani ci appoggia risolutamente, dato che è anche nei suoi interessi spazzare via la disinformazione”, spiega Sebastian. Difficile prevedere come la gente del posto reagirà al documentario, in cui degli europei raccontano i destini dei keniani. “Se sette giovani si immergono completamente in un’altra cultura che trattano con rispetto e girano un film, otterranno fiducia sufficiente”, spera Sebastian.

Per la realizzazione del progetto “HIV Cure?” occorrono urgentemente altre donazioni. Per ulteriori informazioni www.freshmania.de.