Il poeta Martín López-Vega: "Si deve scegliere tra cultura e mercato"

Articolo pubblicato il 15 aprile 2011
Articolo pubblicato il 15 aprile 2011
Con vista sul Parco del Retiro, il poeta e traduttore spagnolo Martín López-Vega elenca le sue preoccupazioni letterarie, europee e nazionali, e ci offre un rapido esame della poesia contemporanea.

Martín López-Vega, nato nelle Asturie 36 anni fa, ci riceve presso la sede della redazione spagnola-messicana Vaso Roto, dove lavora come editore. Dalle ampie finestre del suo ufficio nella redazione, si gode di una splendida vista panoramica sul Parco del Retiro. "Mi piace scrivere una poesia che sia più chiara possibile, il mondo è già abbastanza confuso", dice il poeta. "Credo anche che scrivere una poesia oscura ed ermetica sia molto più facile che scrivere una poesia chiara".

Una settimana prima del nostro incontro, Martín López-Vega ha presentato in una libreria di Madrid la sua ultima raccolta di poesie, intitolata Adulto extranjero (2010), che è ora alla sua seconda edizione, qualcosa di raro in Spagna.

DVD EdicionesNegli ultimi dieci anni si è consolidato come uno dei più grandi nomi della generazione di poeti spagnoli nati tra gli anni Settanta e Ottanta, che stanno offrendo libri di timbro assennato e preciso. Che si rifanno a poeti così differenti tanto come stili che background: l'israeliano Yehuda Amichai, il nordamericano di origine serba Charles Simic, il danese Henrik Nordbrandt, il russo Josif Brodskij ... Senza negare il grande debito verso gli autori della sua stessa lingua, Lopez-Vega è considerato parte di una tradizione molto più ampia che non fa distinzione tra paesi o continenti. "Se dico che uno dei miei poeti preferiti è Joseph Brodsky, sto parlando di un poeta europeo o nordamericano? Senza la sua ultima tappa nordamericana, neanche Brodsky sarebbe stato quello che è stato, temo. La mia idea della tradizione poetica è molto simile a quella che si trova in una buona sezione di poesia americana in una libreria nordamericana; han tradotto quasi tutto ciò che ne valesse la pena. Detto questo, per distinguere tra Europei, Nordamericani, Israeliani, ecc., si potrebbe solo farlo guardandone i relativi passaporti, il che sarebbe molto noioso. Quindi sì, penso che ci sia una tradizione poetica universale".

Il viaggio come incontro

In Adulto extranjero troviamo molte poesie scritte durante i viaggi del poeta. Lopez-Vega spiega, citando lo scrittore svedese Kjell Erik Espmark, che il viaggio è spesso l'occasione propizia per "lasciare il contesto della vita quotidiana. Nella nostra vita quotidiana è molto difficile fermarsi e pensare con chiarezza su di te e su tutto ciò che ti sta intorno. " Molti di questi viaggi sono stati in città europee.

López-Vega è inoltre un traduttore di francese, portoghese, inglese e italiano. Cosa ne pensi circa l'importanza delle lingue come elemento di coesione nell'Unione Europea? "Credo che il linguaggio non abbia nulla a che fare con essa; ciò che è necessario sono delle istituzioni più solide. L'America è un paese più unito rispetto all'UE? Se si considera un newyorchese e un agricoltore dello Iowa, non credo. In ogni caso non credo che abbia niente a che fare con il linguaggio. Inoltre, l'UE ha un linguaggio praticamente comune ed è lo stesso per quello degli Stati Uniti. Alla fine tutti capiscono l'inglese".

Mercato e cultura

Parliamo delle abitudini dei lettori in Spagna, un paese che, rispetto ai suoi vicini, non ha proprio un elevato tasso di lettura. "La Spagna è probabilmente uno dei paesi europei in cui si legge di meno, a causa sicuramente di un sistema d'istruzione deplorevole". Il poeta, che ha lavorato per anni in una delle catene di librerie più prestigiose della Spagna, La Central, considera indispensabile "separare mercato e cultura. Librerie come La Central e alcune altre si accontentano di sopravvivere economicamente e influenzare culturalmente. Non possono pretendere di guadagnare tanto denaro come le grandi catene il cui obiettivo principale è quello di aumentare i profitti: accumulano le novità su tavoli e scaffali, senza un criterio chiaro, quasi in ordine di arrivo, e le loro vetrine e banconi principali vengono venduti ai grandi editori che possono permetterseli. Lo stesso vale per i piccoli editori. Nella maggior parte dei casi, deve essere chiaro se optare per la cultura o il mercato, il che non esclude il fatto che ci possano essere case editoriali che possono avere successo su entrambi i fronti, naturalmente." Tornando alla questione europea, Lopez-Vega è a favore dell'idea di Bruxelles di imporre un prezzo fisso sui libri. "Oggi è l'unica via per la sopravvivenza delle piccole case editrici e dei piccoli librai".

Diamo una possibilità alla poesia

Per concludere mi chiedo perché molte persone vedano nella poesia un genere difficile e impegnativo per un lettore medio. "Sicuramente la lettura di un poema è più difficile per chi è abituato solo a un romanzo o un saggio, perché il senso è più concentrato e ha un ruolo più importante il concetto piuttosto che la parola", ha detto Lopez-Vega. "Una poesia ha in sé un buon canto e buona metrica, oltre a molteplici altre cose. Perciò si potrebbe dire che sì, è più difficile. Ma penso che non ci sia un altro genere letterario che possa dare più soddisfazione in meno spazio. Merita la pena provare!".

Foto: home-page: (cc) Dowlesan/Flickr; Martín López-Vega/© Lino González Veiguela;  'Adulto Extranjero/DVD ediciones