Il piano Juncker: una nuova soluzione per la disoccupazione in Europa

Articolo pubblicato il 19 aprile 2016
Articolo pubblicato il 19 aprile 2016

L'Europa ha bisogno di una spinta definitiva che riattivi la produzion e gli investimenti. La Commissione Juncker crede che l'economia sia la chiave di Volta in grado di riportare la fiducia a Bruxelles.

Se la crisi economica ha dimostrato qualcosa, è che l'insieme comunitario non è tanto solido come si pensava. L'identità europea si è vista colpita nelle proprie fondamenta: il benessere economico. Se l'economia europea non gira, ci troviamo in un labirinto in cui l'unica via d'usicta è la rinascita dell'euroscetticismo. Una forza che fino al 2008 sembrava dormiente, soprattutto in Spagna, paese di chiara vocazione europeista. 

L'Europa ha bisogno di una spinta che faccia credere i cittadini nel progetto europeo. È l'ora di un'Europa più unita e forte che possa ricreare le fondamenta su cui è fondata l'identità europea. È il momento di un'Europa più unita e forte che sia in grado di risorgere con più forza delle grandi ceneri lasciate dalla crisi economica.

Il denaro non arriva all'economia reale

Ci sono soldi, ma non si usano. Di fronte a questo problema Jean-Claude Juncker, l'attuale presidente della Commissione Europea, all'inizio del suo mandato si è posto come obiettivo quello di riattivare l'economia. Così nasce il Piano di Investimento per l'Europa, meglio conosciuto come ‘Piano Juncker’, che promette di mettere di nuovo in movimento l'economia circolare europea generando fino a 315.000 milioni di euro di investimenti e fino a 3 milioni di posti di lavoro nell'arco di tre anni.  Denaro che si otterrà con l'attivazione di progetti, privati o pubblici, che verranno finanziati dal Fondo di Investimenti Strategici per l'Europa. Fondo creato con i contributi di organismi pubblici e privati che vogliano trarre profitto dal loro investimento. Inoltre, le Piccole e Medie Imprese che generano l'85% dei posti di lavoro, saranno le grandi beneficiate dalla seconda parte del Piano, in cui si contempla il finanziamento di imprese affinché esse investano in progetti con intenzione futura.

La fiducia in Bruxelles è la chiave

Il grande interrogativo è: come si riuscirà a mobilitare una tale quantità di denaro? E la risposta di Juncker è stata chiara, contundente e semplice: con fiducia. La fiducia è l'incognita di un'equazione che permetterà che ogni euro investito nei progetti del ‘Piano Juncker’ si moltiplichi per 15. Il problema sta nella creazione della suddetta fiducia, la stessa che la crisi ha tolto dal vocabolario del cittadino europeo che ha visto la propria vita sottomessa alle decisioni di Bruxelles. 

Si tratta di un processo di moltiplicazione dell'investimento iniziale totalmente controllato e pianificato in cui non c'è spazio per l'improvvisazione. Ogni euro investido, sia da imprese pubbliche che private, viene appoggiato dalla Commissione Europea e dalla Banca Europea degli Investimenti. Il Piano Juncker assume tutto il rischio dell'investimento realizzato, assicurando che l'investitore non perda mai il capitale investito. In altre parole, tutto funziona grazie ad una catena in cui il collante è la fiducia che unirà le istituzioni europee e imprese, organismi pubblici, governi comunitari ed extracomunitari, e, infine, il cittadino, il grande benefattore del Piano di Investimento per l'Europa. 

L'Andalusia vuole essere a capo del rinnovamento settoriale

Per il momento, il Piano Juncker mobiliterà in Spagna 2,5 miliardi di euroe creerà 5.500 posti di lavoro. I progetti al momento confermati in Spagna comprendono la creazione di infrastrutture di gas, l'accesso alle infrastrutture dei trasporti, l'uso più efficiente dell'energia e lo sviluppo di progressi medici come l'Alzheimer. Fanno tutti parte dei momentanei 7 progetti che si avvarranno del Fondo del Piano, la cui più importante pietra miliare sarà l'indiscutibile miglioramento della vita del cittadino europeo.

Ragioni più che rilevanti per i quali l'Andalusia ha bisogno di credere in questo progetto che aprirà le porte al rinnovamento di settori strategici e in vista. L'Andalusia vuole reinventare la propria posizione competitiva finanziando con 13 milioni di euro del Piano la messa in moto di un corridoio di merci che colleghi il Porto di Algeciras con quello di Bobadilla. Richieste che, per il momento, sono state ignorate dal Governo. Situazioen preoccupante se si pensa che l'investimento si recupererebbe con interessi, e ancora più importante, alleggerirebbe notevolmente la disoccupazione della comunità.  

Innovazione per porre fine alla disoccupazione

 Adesso è il momento di tendere di nuovo la mano a Bruxelles, di avere fiducia in lei, di aiutarla a creare nell'investitore quella sensazione di sicurezza e solvibilità di cui nessuno aveva dubbi prima della crisi. Bisogna investire in Europa e per l'Europa, capendo che i progetti finanziati dal Piano Juncker  si trasformeranno in modo diretto in un miglioramento dell'economia, che annuncerà ai cittadini che Bruxelles è qualcosa in più di semplici decisioni politiche lontane dalla vita dei cittadini, che Bruxelles vuole che gli Stati Membri e le regioni si reinventino dopo la crisi. È il momento di scommettere su un'economia che restituisca l'orgoglio che la crisi ha strappato via all'indentità europea. E quale miglior modo se non di reinventarla dagli impulsi regionali delle politiche europee.