Il partito di governo blocca le manifestazioni del 15 marzo

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2012
Articolo pubblicato il 09 febbraio 2012
C’è qualcosa di marcio in Ungheria. Il governo ungherese ha riservato l’intero centro della città alle celebrazioni dell’imminente festa nazionale, bloccando altre potenziali manifestazioni. Una panoramica sulla reazione dell’opposizione.

Ngo Milla, il gruppo Facebook ‘un milione per la libertà di stampa in Ungheria’, ha fatto richiesta per prenotare una piazza nel centro di Budapest in vista di una manifestazione per il 15 Marzo. Le autorità cittadine hanno risposto che tutti i grandi spazi nel centro della capitale erano già stati prenotati. In due giorni la notizia si era diffusa: il governo ungherese aveva riservato tutto il centro per le celebrazioni, impedendo a qualsiasi movimento di opposizione di fare manifestazioni. Secondo alcune inchieste il governo non solo vuole occupare gli spazi per le celebrazioni di quest’anno, ma ha intenzione di farlo per i prossimi due anni.

Un numero crescente di manifestazioni hanno occupato recentemente le strade di Budapest, per protestare contro la nuova legislazione sull’istruzione, le nuove leggi che privano i media della loro libertà e, più in generale, contro la politica e la situazione economica ungherese. In particolare, il 23 Ottobre, una manifestazione organizzata dal NgoMilla ha attirato decine di migliaia di partecipanti, mentre all’inizio di gennaio 2012 i cittadini sono usciti in strada per protestare contro la nuova costituzione. I manifestanti volevano che non solo il loro governo ma anche gli altri Paesi sapessero che una parte considerevole della nazione ungherese non è contenta di ciò che sta accadendo. Uno studente di 23 anni ha osservato: "Penso che i divieti di manifestare facciano apparire il governo davvero vigliacco. Sembra che temano la voce del popolo e degli altri partiti, a tal punto da soffocare le manifestazioni in un modo proprio stupido. Di certo non crederanno che questa mossa fermerà le proteste. La gente troverà altri modi per far sentire la propria voce, come già in precedenza sono riusciti a organizzare manifestazioni e riunire i partecipanti attraverso internet".

Finora nulla è certo: il più grande partito di opposizione Mszp (il Partito Socialista ungherese) ha scritto al sindaco della città István Tarlós per richiedere che la città liberi spazi per le manifestazioni. Alcuni media come il sito hgv.hu hanno ipotizzato che la città potrebbe benissimo farlo, dato che le manifestazioni civili avvengono tradizionalmente il 15 marzo. Nel frattempo, gli utenti di Ngo Milla e altri partiti dell’opposizione sono divisi tra compromesso e ribellione. Ngo Milla insiste che manifesteranno il 15 marzo, a costo di rivolgersi alla Corte europea per i diritti umani a Strasburgo. Intanto hanno fatto richiesta per prenotare via Szabad Sajtó per i prossimi 100 anni. Anche il partito dell’opposizione Lmp (acronimo per "La politica può essere diversa") propone di andare alla Corte, e sostiene, come Ngo Milla, che le azioni del governo stanno negando al popolo il diritto di riunirsi liberamente. Allo stesso tempo, Szolidaritás, un Ong che usa facebook per mobilitare i cittadini, ha deciso di ovviare al problema, tenendo invece la manifestazione il 10 marzo.

Ciononostante, il governo sembra incapace di fermare le manifestazioni con stratagemmi del genere perché le persone sono determinate a far sentire la loro voce. Una madre di 31 anni ha spiegato: "Ho partecipato alla maggior parte delle manifestazioni contro il governo fino ad ora, perché volevo che gli altri paesi ci vedessero e speravo che il governo si rendesse conto che alcune delle decisioni prese erano sbagliate. Mi sono sentita disperata all’inizio, quando ho sentito la notizia, ma poi ho pensato che ciò non può zittirci. Spero che riusciremo a risolvere il problema in maniera civile". Sicuramente, le persone pensano ancora che è importante continuare a manifestare, come ci spiega una ragazza di 26 anni che vuole rimanere anonima: "Democrazia vuol dire che abbiamo il diritto alla libertà di parola. E’ qualcosa che non può essere interrotto. Tuttavia, penso anche che le organizzazioni civili debbano essere più forti, così da poter ottenere qualcosa".

Potrebbe non ancora essere chiaro se il diritto degli ungheresi di manifestare sarà difeso il 15 marzo, ma almeno possiamo ben sperare che le Ong stiano lavorando in tutela dei nostri diritti. Se l’Ungheria è ancora un Paese democratico non ci sarà bisogno di manifestare illegalmente il 15 marzo.

Immagine di copertina: (cc) Csutkaa/ Flickr; video: euronewssite/youtube