Il Parlamento Europeo perde la fiducia dei cittadini

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2009
Articolo pubblicato il 26 gennaio 2009
Il 52% degli europei ha fiducia nel Parlamento europeo che, nonostante i tre punti in meno rispetto al 2007, continua ad essere l'Istituzione europea più stimata dai cittadini.

I Paesi che hanno meno fiducia nel Parlamento europeo sono Lettonia, Austria e Regno Unito. Non è un caso se i partiti conservatori di queste due ultime nazioni stiano valutando la possibilità di separarsi dal Partito Popolare europeo, per creare un nuovo gruppo parlamentare euroscettico. Il paradosso sta nella polarizzazione dell'opinione pubblica sul carattere rappresentativo dell'Eurocamera. I motivi che spingono gli europei ad avere più o meno fiducia nell'Europarlamento sono della stessa natura: chi si fida, lo fa più che altro «perché le decisioni vengono prese democraticamente», mentre chi non si fida, lo fa soprattutto «perché l'Europarlamento è troppo lontano dai comuni cittadini». Nonostante tutto, il Parlamento europeo è l'istituzione comunitaria più stimata dagli europei, tra la Banca Centrale Europea con il 50% di fiducia, la Commissione europea con il 47% e il Consiglio duropeo con il 43%. Ed è anche l'Istituzione più conosciuta: l'87% degli europei ha sentito parlare del Parlamento europeo, contro il 78% della Commissione, il 73% della Banca Centrale e il 62% del Consiglio.

Presto la riforma elettorale che tutti aspettano

«L'Europa vuole costruire una democrazia nazionale, ma non ha gli strumenti di uno Stato-nazione», rileva il liberale Andrew Duff, conferenziere con l'incarico di elaborare una bozza per la riforma elettorale europea. Il Parlamento rappresenta la democrazia popolare e per far sì che il livello di fiducia degli elettori aumenti, forse è necessario un cambiamento nel modo di relazionarsi con i cittadini. Una delle idee guida proposte da Duff è la generalizzazione del sistema di circoscrizioni elettorali regionali, affinché i candidati possano avere un contatto più diretto con i propri elettori. Per il momento la proposta viene osteggiata in Spagna, Germania, Polonia e Romania, dove il sistema di circoscrizione nazionale unica privilegia i grandi partiti governativi: socialisti, conservatori e liberali. La Commissione degli Affari Costituzionali aspetta l'approvazione del Trattato di Lisbona per poter lavorare esclusivamente sulla riforma elettorale. L'obiettivo dichiarato dai parlamentari di tutti i partiti é il completo rinnovamento delle elezioni del 2014.