Il Papa? Voleva dire "chiudiamo le porte dell’Europa all’Islam"

Articolo pubblicato il 21 settembre 2006
Articolo pubblicato il 21 settembre 2006

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Il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona ha provocato l’indignazione dei musulmani di tutto il mondo.

Il Parlamento pakistano pretende le scuse dal Papa. Fawi Zezzaf, responsabile del dialogo religioso per il parlamento egiziano, sostiene che il Papa è «un bugiardo». Ali Bardakoglu, numero uno dell’autorità religiosa in Turchia, attribuisce a Benedetto XVI una «mentalità da crociato».

E tutto questo solo per un discorso pronunciato da Papa Benedetto XVI il 12 settembre 2006 all’Università di Ratisbona, in Germania. La voce pacata del Papa arrivava a citare l’Imperatore romano d’Oriente Manuele II che – in un dialogo erudito durante l’assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1402 – diceva: “Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava”.

Gli europei non hanno solo sete di bibite energetiche

Ora che lo scandalo è scoppiato i commentatori europei cercano di ridimensionare le parole del Sommo Pontefice: il discorso del Papa dovrebbe essere riletto nel suo contesto accademico e la citazione contestata sarebbe soltanto una scelta sfortunata. Benedetto XVI sarebbe quindi solo un erudito che non conosce il linguaggio della diplomazia mondiale. Niente di più falso. Il discorso di Joseph Ratzinger all’Università di Ratisbona nasconde una presa di posizione politica fondamentale.

La verità è che Benedetto non si rivolge al mondo musulmano, ma agli europei: il Pontefice conosce lo spaesamento provocato dalla società moderna. In un mondo che sembra fatto solo di reality show, disoccupazione, cambiamento climatico e bibite energetiche, gli europei hanno ancora sete di valori. Ma esitano a tornare nel grembo della madre Chiesa che puzza di stantio: niente sesso prima del matrimonio, concezione della donna all’antica, discriminazione verso gli omosessuali e altro ancora.

Socrate e Gesù sono europei

Il Pastore vuole riportare sulla retta via le pecorelle europee. «Non agire secondo ragione (...) è contrario alla natura di Dio» suona la parte centrale del suo discorso. E la ragione – quindi la libertà individuale e l’autodeterminazione – va di pari passo con la fede cristiana. Benedetto XVI non vuole «ritornare indietro, a prima dell’illuminismo, rigettando le convinzioni dell’età moderna».

Non solo. Il Papa concepisce l’incontro tra fede e ragione come «il fondamento di ciò che (...) si può chiamare Europa». È così che nel Vecchio Continente non c’è posto per l’Islam: «Per la dottrina musulmana (...) Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza». È questa la parte controversa del discorso: Socrate e Gesù sono europei, Maometto non potrà mai esserlo.

Un Papa che non cerca l’incenso mediatico

In Turchia l’irritazione che ha seguito il discorso del Papa è comprensibile. Perché la sua posizione ha delle conseguenze politiche di peso. L’ingresso di Ankara nell’Unione Europea diventa così impensabile per la Chiesa. Dovremmo anche chiederci cosa implica questa posizione per i 15 milioni di musulmani che da generazioni vivono sul nostro continente. Non sono forse europei? Con la sua visita in Turchia in programma per novembre, vedremo se Benedetto XVI potrà difendervi la sua posizione.

Durante il pontificato di Giovanni Paolo II, con un’opinione pubblica europea stanca dei conflitti, le differenze tra le religioni erano state offuscate dalle preghiere ecumeniche con i leader religiosi del mondo intero. Ora Benedetto XVI punta sulla chiarezza delle posizioni. L’incenso mediatico non è affar suo. A Ratisbona ha proposto una risposta alla crisi dell’identità europea, nella quale non c’è posto per la Turchia. Ora ognuno può scegliere da che parte stare. Saranno contenti i conservatori di tutta Europa, scettici nei confronti dell’ingresso della Turchia. «Dobbiamo dire chi è europeo e chi non lo è» aveva tuonato dieci giorni fa a Bruxelles Nicolas Sarkozy, Ministro dell’Interno francese e aspirante presidente. Papa Benedetto ha ascoltato la sua preghiera.