Il nuovo Governo bulgaro con un “Rambo” come Primo Ministro

Articolo pubblicato il 31 luglio 2009
Articolo pubblicato il 31 luglio 2009
Il 27 luglio il parlamento ha eletto Boyko Borisov Primo Ministro con una maggioranza netta. Il suo partito dal nome Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria si è candidato per la prima volta per le elezioni europee all’inizio di luglio. Il Governo di Borisov agisce come un Governo di minoranza senza l’appoggio di una coalizione.
Rassegna stampa del Regno Unito, Germania, Romania e Bulgaria

«L’allargamento è la più efficace politica estera dell’EU», titola il Financial Times, Inghilterra

Secondo il Financial Times i progetti del neoletto primo ministro bulgaro Boyko Borisov di agire contro la corruzione saranno decisivi per l’allargamento dell’Ue: «Quelli che sono a favore di un ulteriore allargamento dell'Ue dovrebbero pregare che Borisov abbia successo. Dal 2007 lo slancio verso l’allargamento si è andato perdendo e l’appetito dei tanti stati membri - in particolare la Francia – è diminuito. Se il duo sud-orientale europeo non dovesse riuscire a migliorare, si comincerà a dubitare sempre di più sul proverbiale potere di trasformazione dell'Unione Europea, compromettendo così i progetti di espansione verso i Balcani occidentali. Che tragedia se ciò dovesse accadere. Poiché la prospettiva dell’entrata nell'Unione Europea – per quanto sia un processo lungo e difficile – è uno dei pochi fattori di stabilizzazione dei Balcani. Per quanto blando, l’allargamento è sempre stato uno degli strumenti più efficaci della politica estera dell’Ue».

«Il Primo Ministro è come Rambo», Frankfurter Rundschau, Germania

Bisogna cambiare la politica stessa o le persone che ne fanno parte, sostiene il filosofo politico Rumen Dimitrov. Nel suo Paese di origine fanno quest'ultima cosa, scrive il giornale della sinistra liberale: «Il nuovo governo sotto il “Rambo” Boyko Borisov è composto da personaggi “nuovi e senza macchia”. Uno schema che sembra familiare: in Bulgaria qualsiasi personalità che sia stata in politica per un periodo lungo è compromessa. Le uniche persone non corrotte sono quelle che di sicuro non capiscono niente di politica. È un circolo vizioso: chiunque voglia ottenere qualcosa deve far accordi con organizzazioni sospette. Chiunque si rifiuti di agire così non arriverà mai a nulla. L’entrata della Bulgaria nell’Unione Europea ha favorito quelli che lottano contro la corruzione del Paese. Ma questo di per sé non è abbastanza: Bruxelles fa le regole ma non sembra poi in grado di mostrare come metterle in pratica. Senza le classiche virtù politiche della furbizia e dell’astuzia non funzionerà. Prima che la “sporca” politica faccia spazio alla purezza morale, verrà l’ora degli uomini forti. E nonostante ciò la corruzione esisterà ancora. Solo che non ne sentirete più parlare». (Norbert Mappes-Niediek)

«Bulgaria: una vecchia soffitta che avrebbe dovuto essere sgombrata tempo fa», Dnevnik, Bulgaria

Commentando il nuovo governo in Bulgaria il quotidiano scrive: «In questo Paese ci sono molte cose di cui bisogna occuparsi, è come una vecchia soffitta che avrebbe dovuto essere sgombrata tempo fa. In realtà quello che Boyko Borisov ha annunciato di voler fare, cioè far sì che i progetti per l’autostrada siano completati, è una cosa che molte persone vedono come una questione urgente. Ma le autostrade non sono l’unica questione urgente. È ora di garantire delle sovvenzioni ai produttori di latte. È ora di valutare l’efficienza economica dei progetti per la costruzione della centrale nucleare a Belene. In Bulgaria ci sono tantissime cose da fare e fino ad ora sono state semplicemente ignorate o totalmente dimenticate». (Julian Popov)

«Lustrazione in stile balcanico»,  Adevărul, Romania

Il nuovo Parlamento bulgaro ha vietato agli ex agenti segreti di assumere posizioni direttive all’interno dell’assemblea o in comitati importanti. Il quotidiano rumeno commenta così: «I nostri vicini del sud hanno trovato il modo per condurre una lustrazione inaspettata [indagando sulle attività politiche del popolo durante il comunismo]. Senza troppo clamore hanno limitato i diritti di quei cittadini che (Nabeelah Shabbir)avevano fatto un patto con il diavolo. Ovviamente è una lustrazione in stile balcanico – arriva troppo tardi e in modo troppo parziale – ma è pur sempre una lustrazione. Non sono riusciti ad impedire realmente agli agenti del male di entrare in parlamento, ma ne hanno semplicemente limitato il potere nel forum legislativo. È tanto? O è poco? Sicuramente è molto di più di quello che abbiamo fatto noi rumeni. Abbiamo avuto la proclamazione di Timisoara, con il famoso Punto 8 [una proposta giunta dagli attivisti dei diritti civili nel 1989 per una lustrazione]. Ma i nostri informatori non hanno perso per niente il loro potere. Non solo, abbiamo permesso loro di conquistare posizioni chiave per assicurarci che anche sotto la democrazia saranno loro a condurre il gioco. I più audaci si sono dati alla politica…». (Grigore Cartianu)