Il nuovo disco dei Neon Neon: Feltrinelli elettro-pop

Articolo pubblicato il 16 maggio 2013
Articolo pubblicato il 16 maggio 2013
Il duo Neon Neon, nato come progetto parallelo di Boom Bip e Gruff Rhys, racconta la storia di Giangiacomo Feltrinelli, controversa personalità italiana, editore illuminato e utopico dinamitardo, ritrovato morto ai piedi di un traliccio dell'alta tensione nel 1972.
Testi ricercati ed eruditi, melodie pop, un'atmosfera nostalgica in chiave new wave, fanno del disco "Praxis Makes Perfect" una combinazione raffinata tra dance ed elettronica, nonché, come dice il Guardian, una lezione di storia tra le più armoniose e orecchiabili.

Questa storia – Giangiacomo Feltrinelli, il traliccio di Segrate, Che Guevara, piazza Fontana – appartiene a un’Italia che non c’è più e che, forse anche giustamente, non viene più raccontata ai figli e ai nipoti. Per cui prendetela come un racconto fantastico, una specie di fiaba”. Così scriveva Enrico Deaglio, giornalista e scrittore italiano, lo scorso anno in occasione del 40simo anniversario della morte di Giangiacomo Feltrinelli.

L’Italia che ha assistito alla parabola di Feltrinelli, figlio della borghesia milanese degli anni ’70, ha provato a ricostruirla il duo gallese-californiano Neon Neon, progetto nato nel 2006, da un’idea di Boom Bip, produttore americano e pioniere dell’elettronica, e Gruff Rhys, leader della band Super Furry Animals. Il loro album, Praxis Makes Perfect (Lex, 2013), è, secondo il Guardian, la lezione di storia più armoniosa che sia mai stata ascoltata, un tributo, non solo a una personalità, ma a un’intelligenza, a una mente sì controversa ma indubbiamente illuminata, un progetto che attinge a piene mani dalla dance schiettamente italica, con incursioni elettroniche, per tracce che spesso sembrano veri e propri jingle. D’altronde, non è la prima volta che il duo intesse una biografia musicale. Nel 2008, con il loro primo disco, Stainless Style, i due avevano incasellato in sintetiche tracce elettroniche l’esistenza di John DeLorean, industriale e ingegnere statunitense, fondatore della casa automobilistica omonima, nonché play-boy seriale.

Recuperando l’allure elettro-pop lasciata almeno cinque anni fa, i due ingaggiano improbabili guest, tra cui Asia Argento e Sabrina Salerno, richiamano all’appello Cate Le Bon, già presente nel primo album, e Josh Klinghoffer dei Red Hot Chili Peppers, e rispolverano storie di un’Italia che non c’è più, che stava per affacciarsi negli anni di Piombo. Frugano negli archivi, sfogliano vecchie edizioni di romanzi russi e riprendono in mano i libri di storia per raccontare di un uomo che ha incarnato da solo l’ossimoro meno comprensibile in quegli anni, e non solo, un borghese comunista, intellettuale milionario, amante delle belle lettere, ispirandosi alla biografia “Senior Service”, scritta dal figlio Carlo.

Il comunista illuminato

Nato a Milano nel 1926, nel cuore di una delle famiglie più ricche d’Italia, Giangiacomo Feltrinelli è stato educato a casa, da un padre industriale e una madre snob. Non era certo previsto che, nel 1944, si ritrovasse tra le mani il Manifesto del Partito Comunista, lettura che lo porta dritto a bussare alle porte del partito e a riferire ai compagni le conversazioni dei monarchici, ospiti nel salotto di casa, dando prova di fedeltà estrema. Con in tasca i soldi del padre, Giangiacomo s’imbarca in un ambizioso progetto culturale che avrebbe dovuto condurre l’Italia verso un secondo Illuminismo attraverso l’acquisizione della parola scritta e della letteratura.

Solo qualche anno dopo, nasce la casa editrice Feltrinelli, la prima a portare in Italia autori come Borges, Bellow e Kerouac, a pubblicare il capolavoro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, "Il Gattopardo", ma soprattutto la prima, e l’unica per molto tempo, a dare alle stampe, nel 1957, “Il dottor Zivago” di Pasternak, libro uscito in Russia solo nel 1989. Una pubblicazione travagliata, di cui sono state ritrovate le tracce nell’emozionato carteggio tra l’editore e lo scrittore, dopo il ritrovamento del manoscritto da parte dell’editore nel 1956 a Berlino, e un’azione coraggiosa che costerà a Feltrinelli la tessera del partito, schieratosi contro la pubblicazione del romanzo.

La strategia della tensione

Essere a capo di una delle più importanti case editrici italiane non è sufficiente, tuttavia, a Feltrinelli, che nel 1970 crea i GAP, gruppi d’azione partigiana, tra le prime falangi armate della sinistra italiana, emanazione della sua attività clandestina. “This is radio GAP – Gruppi di Azione Partigiana”, esordisce Asia Argento ne “Mid-Century Modern Nightmare”, sincopato singolo wave-dance, che nasconde a fatica un accento polemico su un movimento quasi infondato come quello della spedizione sardista, ovvero la secessione sarda fomentata da Feltrinelli sull’onda di quella cubana, un’idea utopica più simile a un capriccio da milionario che a un progetto politico. Nota critica che si ritrova anche in “Shopping (I like to)”, dove Sabrina Salerno racconta in salsa anni ’80 dell’inevitabile ombra capitalista che gravava sulla figura di Giangiacomo, e in “Hoops with Fidel”, con Feltrinelli che gioca a basket con il líder máximo.

Tra i primi ad adoperare la pericolosa perifrasi strategia della tensione e a incoraggiare i bombaroli uniti d’Italia in un’era in cui il paese era dilaniato da stragi e attentati, Feltrinelli è morto il 14 marzo del 1972 a Segrate, nei pressi di Milano. Il suo corpo è stato ritrovato ai piedi di un traliccio dell’elettricità, dilaniato da un’esplosione. Un’immagine rimasta impressa nella testa degli italiani a lungo, oggetto di inchieste, indagini, processi e studi storici.

La stampa internazionale si è chiesta perché l’idea non sia venuta a un musicista italiano. Chiuso a fatica il capitolo degli anni di Piombo, è come se l’Italia avesse ancora i conti in sospeso con questa pagina della sua storia. E nessuno sembra essere stato in grado, almeno finora, di comporre una ballata dolce come “Ciao Feltrinelli”, traccia onirica alla fine del disco, che sa di libri perduti, di utopie dinamitarde e di una triste illusione tutta italiana. 

Foto: © tumblr ufficiale dei Neon Neon.