Il motore franco-tedesco dà il via all'indipendenza del Sudan del Sud

Articolo pubblicato il 08 luglio 2011
Articolo pubblicato il 08 luglio 2011
Sabato 9 luglio è nato il 54esimo Stato africano, il Sudan del Sud . Appena creato già tutta l'attenzione dei partner per lo sviluppo si è rivolta a questo piccolo paese dell'Africa centrale che beneficia del pieno sostegno delle capitali europee

La creazione di nuovi stati è un evento raro, dai tempi della fine della decolonizzazione ed del crollo dell'Unione Sovietica. Rimane, tuttavia, spesso l'unico modo per risolvere controversie storiche e tristemente assassine. Nel Sud Sudan 3 milioni di sudanesi hanno votato, nel corso di un referendum di autodeterminazione tenutosi a gennaio, con una percentuale del 98% per l'indipendenza della loro regione. La proclamazione e le cerimonie ufficiali si sono tenute Sabato 9 luglio a Juba, la nuova capitale del giovane Stato, nonostante la seria minaccia di fenomeni di violenza al confine con il Sudan dopo l'indipendenza.

Le cancellerie europee riconosceranno e sosterranno l'indipendenza del Sud Sudan molto presto. Il Belgio ha già annunciato l'intenzione di riconoscere il nuovo Paese, anche allo stato attuale. L'Unione Europea ha già programmato una dichiarazione congiunta in questa occasione e ha chiesto ai suoi membri di fare altrettanto.

La Fifa, prima dell'Onu...

Per esempio, la molto europea Federazione Internazionale del Calcio (FIFA) ha dato il beneplacito a una partita amichevole ma formale contro il Kenya con i colori nazionali del Sud Sudan il giorno dopo la dichiarazione d'indipendenza. Ben consapevole dei problemi, il segretario della Federcalcio del Sud Sudan Rudolf Andrea prima di questa prima partita ha detto: "vedere la nostra bandiera nazionale e sentire il nostro inno nazionale allo stadio durante le nostre partite sarà un evento storico".

Se il riconoscimento istituzionale del Sud Sudan è un passo importante che dovrebbe portare alla sua ammissione alle Nazioni Unite in settembre durante l'Assemblea Generale a New York, molti tengono gli occhi puntati sul futuro sviluppo del piccolo Stato secessionista. Infatti, il Sud Sudan trabocca di risorse naturali (soprattutto petrolifere) non sfruttate in vent'anni di conflitto. E' questa ricchezza che ha permesso al Sudan del Sud di godere nel suo cammino di indipendenza del solido sostegno degli Stati Uniti, dell'Unione Europea e di quasi tutti i finanziatori. Tutti hanno interesse che la stabilità del nuovo Stato sia preservata e durevole.

Tanto più che la creazione del Sud Sudan pone il paese in una situazione unica in Africa: è uno dei paesi meno sviluppati, ma non ha debito pubblico. Una vera sfida per lo sviluppo che le agenzie di sviluppo europeo hanno scelto di cogliere. L'Agenzia Francese di Sviluppo (AFD) e il Ministero tedesco per la Cooperazione Economica (BMZ) hanno appena sbloccato ciascuno 6 milioni di euro volti allo sviluppo del settore idrico urbano.

Si stima che nel Sud Sudan solo il 29% della popolazione disponga di un accesso all'acqua potabile. Nelle città, l'accesso all'acqua potabile è ancora peggiore: quasi nessuna rete è funzionale ed il tasso di accesso è stimato al 14%. Queste statistiche posizionano il Sud Sudan all'ultimo posto nel mondo. Per Dov Zerah, direttore generale dell'AFD, il Sud Sudan ha ora l'opportunità di allontanarsi dal cattivo sviluppo strutturale che imperversa in Africa. E se non si interviene, questa situazione allarmante rischia di venire esacerbata dai flussi migratori futuri: da un lato un forte esodo rurale (la popolazione è ancora rurale per l'80%), dall'altro un ritorno dei rifugiati e sfollati interni che potrebbe accelerare dopo la creazione del nuovo Stato.

Foto: home-page (cc) Nazioni Unite / flickr,