Il mondo è piccolo

Articolo pubblicato il 23 novembre 2005
Articolo pubblicato il 23 novembre 2005

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L’estate scorsa, ai piedi della Grande Muraglia cinese, ho incontrato per caso la mia fornaia spagnola. «Il mondo è un fazzoletto» («el mundo es un pañuelo»), m’ha detto una volta che la sorpresa s’è decantata. Diverse sono le varianti europee per parlare di un incontro casuale in terra straniera. Se la vostra fornaia è tedesca e vi ritrovate naso-a-naso con lei nel bel mezzo di due dune nel Sahara, forse lei vi dirà che il mondo è un villaggio («Die welt ist ein Dorf»), sulle onde d’un malinconico pensiero alla sua Baviera natìa.

Andando più ad Est, nelle contrade slovacche l’universo si approssima ad un bottone («svìt je gombièka»), simbolo della piccolezza per eccellenza. Nel resto d’Europa, le fornaie sembrano d’accordo nel dire che il mondo è piccolo: per esempio per gli italiani “il mondo è piccolo” e per i norvegesi «verden er liten». Anche le fornaie francesi e britanniche per una volta mettono da parte i tradizionali antagonismi nazionali e si trovano accordo in materia: «it’s a small world, «le monde est petit».