Il mondo delle Miss: cosa c'è dietro fasce e lustrini?

Articolo pubblicato il 13 gennaio 2015
Articolo pubblicato il 13 gennaio 2015

Da anni le femministe di diversi paesi si battono contro i concorsi di bellezza. E in Argentina sono riuscite a vincere: a Chivilcoy quel tipo di gara è stato bandito. Ma davvero questi concorsi mercificano il corpo della donna? E che dire di quelli musulmani, con le miss coperte da capo a piedi?

Londra, 14 dicembre: la sudamericana Rolene Strauss viene incoronata Miss Mondo 2014, competizione fortemente criticata e definita misogina da alcuni gruppi femministi. Non è la prima e neppure l'ultima volta che un concorso di bellezza riceve simili accuse: una settimana dopo, infatti, il consiglio comunale di Chivilcoy, città argentina della provincia di Buenos Aires, dichiara illegale quel tipo di concorso in quanto «pratica discriminatoria e sessista». È la prima volta che si assiste ad una messa al bando “ufficiale” delle reginette di bellezza. I concorsi, spiegano i promotori del divieto, «rafforzano l'idea che le donne debbano essere valutate e gratificate esclusivamente per il loro aspetto fisico, basato su stereotipi». Dunque, aggiunge la giornalista Claudia Marengo, «nel 2015, al posto del concorso di bellezza, a Chivilcoy si organizzerà un concorso di maschere artigianali o verranno premiate persone tra i 15 ed i 30 anni che si siano distinte in attività sociali. Spero che presto ci imitino in molti».

Difesa dei concorsi di bellezza: tra business e campagne sociali

Certamente anche in altre nazioni si levano voci di questo avviso, ma c’è anche chi si schiera in favore dei concorsi. È il caso della senatrice italiana Silvana Amati che, quando Rai1, la rete di servizio pubblico italiana, nel 2013 comunicò la rinuncia al concorso di Miss Italia, chiese un’interrogazione parlamentare «sia per capire il motivo della scelta, sia per l'importanza storica del concorso, sia per le campagne sociali che Miss Italia ha condotto». Ad una lettera aperta di protesta rivoltale da numerose blogger femministe, la senatrice rispose: «La nostra televisione a tutt’oggi fornisce immagini femminili assolutamente discutibili e nessuno può lavarsi la coscienza solo eliminando la serata finale di Miss Italia, un concorso che negli ultimi anni è stato profondamente trasformato da quando è una donna a dirigerlo. Non credo sia giusto poi banalizzare il tema delle campagne sociali che il concorso ha veicolato nell’ultimo periodo. Quello più noto è certamente l’impegno contro l’anoressia e l’imposizione del modello di estrema e pericolosa magrezza». Alla fine, dopo interrogazioni e dibattiti, il concorso è andato in onda su una rete privata (La7).  

Al di là delle beghe tra reti televisive, il problema culturale c'è e resiste. I concorsi di bellezza, dove miss in costume sfilano davanti a giudici pronti a esprimere ciò che pensano del loro corpo con delle palette, mercificano la donna? Oppure sono un modo come un altro per dare la possibilità a giovani ragazze di entrare nel mondo dello spettacolo e per dare visibilità a campagne sociali?

Le miss del mondo musulmano            

Tuttavia non tutti i concorsi prevedono sfilate di ragazze con abiti succinti. In Miss Arab World e in Muslimah World - le principali competizioni di bellezza del mondo musulmano - le forme delle concorrenti sono ben coperte. A Miss Arab World possono partecipare donne con velo oppure senza: l'importante è superare dei test culturali e comportamentali. Inftti, la giuria ricerca "la bellezza dell’orgoglio e della mente" ed elegge "una onorevole giovane Miss che rappresenti la cultura araba per 12 mesi".

A Muslimah World, invece, sono ammesse solo le ragazze che indossano l’hijab. E, durante la selezione, devono appunto spiegare cosa le ha spinte a portarlo. Shanti, la presentatrice della TV indonesiana licenziata nel 2006 per aver rifiutato di togliere l’hijab, spiega di aver avuto l’idea delle “Miss Musulmane” dopo gli attentati dell’11 settembre negli USA. Voleva lottare contro l’immagine negativa che era stata incollata sulla sua religione. «Siamo la risposta dell’Islam a Miss Mondo», dichiara fiera. Tuttavia, l’ideatrice non si unisce agli appelli degli islamisti che vorrebbero far annullare Miss Mondo. «Preferiamo mostrare alle nostre ragazze che hanno la scelta tra quel concorso e Miss Musulmana».

Verrebbe da chiedersi cosa c’è di peggio: essere etichettata come una delle responsabili della mercificazione del corpo della donna, accettando di sfilare in costume da bagno, o essere criticata in quanto sottomessa alla censura maschile coprendosi con il velo persino ad un concorso di bellezza. Una possibile risposta è questa: il femminismo dovrebbe significare la libertà per ogni donna di dare di sé qualunque immagine ritenga dignitosa e adeguata alla propria sensibilità ed alla propria autostima, nonché il diritto di non essere giudicata per questo.

Rolene Strauss, Miss Mondo 2014, ha annunciato che uno dei suoi primi impegni da Miss sarà in Honduras. Qui parteciperà all'inaugurazione dei lavori per la costruzione di una scuola che porterà il nome di Maria Josè Alvarado, la reginetta che avrebbe dovuto partecipare al concorso in rappresentanza del paese centro americano, barbaramente uccisa insiema alla sorella dal suo fidanzato. I loro corpi sono stati trovati lo stesso giorno in cui Maria sarebbe dovuta partire per Londra. Fatto di sangue che merita lo sdegno delle femministe più di qualunque concorso di bellezza.