Il lato oscuro della parità: la donna è il carnefice, l'uomo la vittima

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2013
Articolo pubblicato il 16 gennaio 2013
Quando si parla di violenza, la ripartizione dei ruoli sembra spesso inequivocabile: l'uomo è il carnefice, la donna la vittima. L'idea che anche gli uomini possano essere vittime di violenza da parte delle partner non viene quasi concepita dalla società.
Proprio in Spagna, dove i maltrattamenti nei confronti delle donne sono puniti con straordinaria severità, grazie ad una specifica legge, unica in tutta Europa, si alzano le voci delle vittime maschili. Il caso dello spagnolo Antonio mostra il lato negativo degli ambiziosi provvedimenti finalizzati all'uguaglianza e alla protezione delle donne.

Il rovescio della medaglia: in Spagna, la voce degli uomini vittime di violenze coniugali si fa sentire, sì, ma a fatica. Tuttavia, rivendicando le stesse misure di protezione accordate alle loro consorti, gli uomini aspirano a una parità che, fino a poco tempo fa, erano soliti dare per scontata. Per esempio, questo è il caso di Antonio*.

"Mi sembra di aver passato una vita in catene", spiega Antonio, mentre sfoglia l'album di fotografie che porta sempre con sé. Vuole essere chiamato Anto. Ha perso la fiducia nella giustizia del suo paese. Quando arriva ad una vecchia foto, tace: c'è lui che sorride mentre tiene in braccio la sua bambina. La piccola è morta all'età di sei mesi.

Gli uomini sottoposti ad atti di violenza soffrono esattamente come le donne

Dopo questa tragedia, è il sistema giudiziario spagnolo oggi a lasciarlo senza forze, soprattutto la legge entrata in vigore nel 2005 contro la violenza di genere (Ley Organica de Medidas de Proteccion Integral contra la Violencia de Genero): una legge specifica per la tutela delle donne. Secondo i dati del centro di ricerca Reina Sofia, la Spagna è l'unico paese europeo in cui esiste una legge che si occupa esclusivamente della violenza domestica e familiare. Non comprende solo campagne di sensibilizzazione e il riconoscimento dei diritti della vittima, ma anche l'inasprimento delle pene contro i perpetratori maschili.

Diciotto anni fa, Anto conobbe l'amore della sua vita. La sua prima fidanzata, una ragazza amorevole, che lo copriva di attenzioni. I due si sono sposati e si sono trasferiti in un piccolo paese vicino Madrid. Dopo la morte della loro bambina, il matrimonio ha conosciuto una svolta improvvisa. Lei ha cominciato a insultarlo e a ridicolizzare lui e il suo lavoro. Alle sue richieste di aiuto, quando era distrutto per la perdita della figlia, lei reagiva con indifferenza. Da un giorno all'altro, gli insulti e le offese si sono trasformati in violenza fisica, come quella volta che lei prese a graffiarlo in faccia fino al punto di farlo sanguinare. A questo poi si sono aggiunte le false denunce.

False denunce: mito o realtà?

"Purtroppo la legge favorisce anche casi di false denunce", critica l'avvocato di Anto, Victor Martinez Paton, uno dei pochi avvocati in Spagna specializzati in questa problematica. "Come vittima di violenza di genere è possibile beneficiare di un sussidio finanziario fino a 400 euro al mese, di un appartamento in affitto a prezzi molto più bassi e, in caso di divorzio, l'uomo deve lasciare immediatamente la casa", spiega Martinez.

"Quando all'improvviso la polizia è venuta a bussare alla porta di casa, parlando di una denuncia, non ho capito più nulla", spiega Anto stringendo il suo album di fotografie. Nonostante non ci fosse stata alcuna violenza fisica da parte sua, a causa delle asserzioni della moglie ha dovuto trascorrere una notte in cella. "Non potete immaginare quanto mi sia sentito frustrato", ricorda.

La presidente della commissione d'inchiesta sulla violenza contro le donne, Susanna Martinez Novo, dal canto suo, vede nelle false dichiarazioni soltanto un fenomeno mediatico. "Si tratta di una leggenda", sostiene. Istituzioni statali come il Consiglio generale della Magistratura non contano più di 20 casi di false denunce l'anno su un totale di 100.000 casi di violenza di genere. Il fatto è che ci sono diverse definizioni del concetto di falsa testimonianza.

Uomini: criminali nati?

Lo so che ci sono molte più donne che vengono maltrattate o addirittura uccise dai propri uomini, è una vergogna. Ma perché io, come uomo, non ho gli stessi diritti?

Un altro punto critico della legge specifica contro la violenza di genere è la diversità della pena per uomini o donne a parità di reato - "discriminazione positiva", viene ufficialmente chiamata. "Si tratta di una vera e propria violazione del principio di uguaglianza della giustizia", sostiene l'avvocato Martinez. "Se un uomo maltratta una donna viene punito piu' duramente. Perché?". Mentre le prime accuse contro Anto sono state subito sospese, la terza volta ha fatto seguito una condanna a sei giorni di arresti domiciliari, nonostante la moglie abbia poi dichiarato in tribunale che non era stato commesso nessun atto di violenza fisica nei suoi confronti.

Nel frattempo i due si sono separati, e quello che Anto esige è la giustizia. Ha sporto denuncia per aggressione fisica. Gli ultimi anni di maltrattamenti hanno lasciato tracce su di lui. I certificati medici lo confermano. Ancora oggi deve prendere dei farmaci. Da un vecchio zaino estrae un'enorme cartella. "Qui tengo tutti i documenti che riguardano la mia causa", dice sfogliando nervosamente una pila di carte. Le sue mani tremano. "Lo so che ci sono molte più donne che vengono maltrattate o addirittura uccise dai propri uomini, è una vergogna. Ma perché io, come uomo, non ho gli stessi diritti?", chiede. La procedura giudiziaria è stata subito sospesa dalla giudice a causa del comportamento di Anto. Quando Anto ha cominciato a raccontarle disperatamente e confusamente la sua storia, la giudice lo ha buttato fuori, come conferma Martinez. "Gli uomini sottoposti ad atti di violenza soffrono esattamente come le donne".

Il silenzio dei media

"Uomini vittime della violenza femminile? Questo la società lo lascia passare sotto silenzio", afferma lo psicologo spagnolo Esteban Canamares, alle cui cure da alcuni anni si sono affidati sempre più uomini maltrattati. Gli uomini che sono vittime di violenza fisica soffrono esattamente come le donne, che sono particolarmente familiari a questo tipo di violenza. "Il problema è che non è così visibile e pertanto non è facilmente dimostrabile".

Oggi Anto vive dai genitori, perché ha dovuto vendere la sua casa. Il 5 dicembre é l'anniversario della morte della sua bambina. Non riesce più nemmeno a pagare la sua lapide. Mentre chiude l'album di fotografie si ferma un attimo, sulla sua guancia scorre una lacrima. "Sarei molto più felice se potessi essere con mia figlia", dice rimettendo la grossa cartella nello zaino. Sembra pronto a togliersi la vita, se questo potesse cambiare qualcosa nell'attuale sistema giudiziario.

*Nome cambiato dalla redazione

Foto: copertina (cc)ro_buk/flickr;  nel testo ©Gara Fariña García