Il lato comico della democrazia: candidati fittizi a vere elezioni

Articolo pubblicato il 07 settembre 2009
Articolo pubblicato il 07 settembre 2009
Agli Austriaci il loro Brüno, ai Tedeschi il loro Schlämmer. Mentre l’artefatto reporter della moda in pantaloncini giallo fosforescente ammicca, in questi giorni, praticamente su quasi tutti i cartelloni, il suo collega tedesco Horst Schlämmer raggiunge la fama non solo in Germania.

La prima comparsa del viscido giornalista di provincia con chiari problemi di alcol risale a quattro anni fa, ma la vera fama, il vice-caporedattore del quotidiano Grevenbroicher l’ha raggiunta solo con il suo essersi infilato nelle elezioni parlamentari. Mentre la maggior parte dei tedeschi ancora si chiede dove veramente si trovi la città di Grevenbroich, Horst Schlämmer ha già fondato da molto tempo il suo partito e lanciato una campagna mediatica efficace. L’orgoglioso indossatore di una tracolla da uomo, da oggi si può scrutare anche in video: il lungometraggio Horst Schlämmer – Isch kandidiere (Io mi candido), che racconta l’ascesa del provincialotto fino alla posizione di Cancelliere, è arrivato il 20 agosto nei cinema tedeschi.

L’invasione dei comici in politica

(SpreePix /flickr)Dietro al politico, che rallegra i suoi seguaci con slogan quali «lettini abbronzanti per tutti» oppure «Yes Weekend!», si nasconde il comico Hape Kerkeling, amatissimo in Germania che, negli ultimi anni, già spesso si è messo in mostra per la sua capacità ad incarnare personalità fittizie. Ma nessuna di esse era mai andata così lontano come Schlämmer. Da adesso c’è l’entrata nella vera vita politica: «Mi chiamo Horst Schlämmer. Sarò il vostro prossimo Cancelliere». Agli spettatori corre un brivido freddo lungo la schiena e Kerkeling se la ridacchia sotto i baffi.

Ma chi è veramente Horst Schlämmer? Un giornalista che esiste veramente e che viene dalla provincia vestfalica? Un personaggio di Hape Kerkerling? O forse entrambi? Subito dopo, c’è il concetto di “iperrealtà”. Il concetto descrive – nella sua forma più semplice – uno stato, in cui la consapevolezza umana non riesce a distinguere più tra realtà e illusione, perfettamente costruita. Schlämmer stesso è dubbioso... ma non della sua reale esistenza. In un'intervista a Der Spiegel assicura: «Non sono un personaggio, sono reale. A volte sono anche un po’ virtuale, ma in genere reale». Alla domanda, da cosa ciò si riconosca, risponde veloce come un lampo: «Mi si può toccare, e puzzo».

Aspiranti Presidenti fittizi

(SpreePix /flickr)Hape Kerkeling non è il primo comico che suscita clamore all’interno dell’arena politica. L’attore francese Cristophe Salengro lanciò già nel 1984, in una trasmissione di Canal+, la figura del Presidente di Grolandia, vista come una parodia della condizione francese. Come tutti i veri Stati, anche Grolandia possiede un proprio inno, una bandiera, e si possono addirittura richiedere passaporti grolandesi. Riguardo alla carica di presidente di Grolandia, ogni cittadino vi si può candidare. L’unico guaio della cosa: solo il Presidente in carica possiede il diritto di voto.

Anche l’aspirante polacco Ędward Ącki, con un nome impronunciabile, si è immischiato nella routine politica. Questa figura fittizia, creata dal giornalista e presentatore radiofonico Szymon Majewski, ha sempre voluto una sola cosa: fare ordine all’interno della politica polacca. Già il nome del suo partito, ĘĄ - Szczerzy do bólu (in italiano «sincero fino alla morte») mostra che Acki non ha paura dei sacrifici. Alla sua esibizione anti corruzione, per la quale davanti al Palazzo della Cultura polacco vennero simbolicamente lavati i panni sporchi dello Stato, ci fu un numero abbastanza alto di fan. All’annuncio della sua candidatura per le prossime presidenziali manca pochissimo, e Lech Kaczyński dovrà prepararsi se nel 2010 vorrà sopravvivere a questo tipetto insolito dal basco rosso.

La paura si diffonde nei Parlamenti europei

È fondata la paura, di alcuni redattori culturali, di una vera invasione di personaggi fittizi all’interno dei Parlamenti nazionali? Il rompiballe di Kerkelings, Horst Schlämmer, ama dare un’immagine della sua società che crede sempre più alle sue curiose promesse e sempre meno si interessa ai politici, ma questa non è certo la fine della politica seria. Schlämmer ha sì annunciato ai media la sua candidatura, ma non ha portato a termine nessuna della formalità necessarie alla fondazione di un partito e alla sua iscrizione alle elezioni. Lo stesso ha fatto il presidente della Repubblica di Grolandia: già nel 2007 voleva farsi avanti per la poltrona al Palazzo dell’Eliseo, ma fallì proprio sul numero di firme necessarie. Schlämmer avrebbe fatto la stessa cosa, se avesse avuto il coraggio di gestire tutte le scartoffie.

Poi se un politico, fattosi avanti con il motto «liberale, conservatore e di sinistra – ce n’è uno per tutti i gusti!», riuscisse ad accaparrarsi abbastanza cervelli, allora andrebbero messi in discussione i mezzi usati dai politici stessi.