Il Grande Dibattito francese: Europa al tappeto

Articolo pubblicato il 24 marzo 2017
Articolo pubblicato il 24 marzo 2017

[OPINIONE] 1 minuto e 30. E' quanto ci ha messo Marine Le Pen per smontare l'Unione Europea. Qual è stata la risposta. Due episodi di New York, unità speciale.

« Le Grand Débat » (Il grande dibattito, ndr), un programma televisivo diffuso la scorsa settimana, riuniva i cinque candidati francesi più quotati nei sondaggi. In questo ordine: Marine Le Pen, Emmanuel Macron, François Fillon, Benoît Hamon e Jean-Luc Mélenchon. Il giorno dopo in molti cercano di identificare un vincitore o un personaggio che sarebbe spiccato nel dibattito. E' noto che ai francesi piace analizzare le loro sfide. Sono molto pochi però quelli che si informano sul capro espiatorio che ha incassato colpi per tutto il tempo. L'Europa, messa al tappeto, ha di nuovo fatto le speseo di un'emissione politica diffusa in un'ora di grandi ascolti. In cifre, si tratta di 10 milioni di francesi che hanno potuto assistere al gimmick del secolo. Nel 2017 l'Eurpa non è più il genitore povero del dibattito pubblico, è diventato il punching-ball che gli estremisti si divertono a colpire.

Mentre tutti gli altri candidati hanno delineato i loro progetti per la Francia, Marine Le Pen ha usato il suo minuto e mezzo di conclusione davanti alla telecamera per sparpagliare il puzzle UE. « Mostrando chi è Raoul », la presidentessa del Fronte Nazionale ha elencato minuziosamente tutti gli argomenti che i populisti riservano all'Unione Europea. Citazioni:  « (...) L’Unione Europea ci incanala, ci proibisce, ci esaspera e ogni volta che vogliamo far trionfare il buon senso (...) non ci permette di farlo. Indipendenza non significa sottomettersi ai burocrati di Bruxelles. L'indipendenza è la possibilità di decidere per noi stessi». La risposta? Nessuna. Il Grande Dibattito si chiude sui buoni propositi di Jean-Luc Mélenchon che riguardano « la virtù », il potere del denaro e l'aumento delle guerre.

Il destino ha voluto che le dichiarazioni di Marine Le Pen echeggiassero senza che né gli altri candidati, né i giornalisti del canale potessero metterle in discussione. Ma in 3 ore di dibattito, la leader del FN è stata la sola a menzionare l'Europa nella sua discussione nazionale. La Brexit? « Formidable ». La Francia? « La vice-cancelliera di Madame Merkel » L’Unione europea ? « Vieta tutto ». In men che non si dica, Marine Le Pen brandisce un grafico sull'euro che sottolinea il calo di produzione industriale in Francia, in Spagna e in Italia dopo l'adozione della moneta unica. Risposta? Un silenzio imbarazzante da parte degli altri candidati e un cambio di argomento da parte dei moderatori verso il modello sociale francese. L'Europa ricomparirà nel dibattito solo nel discorso di chiusura di Marine Le Pen. 

Perché è così difficile difendere l'Europa? Perché tutti i presunti candidati europeisti - se si escludono i brevi accenni di Emmanuel Marcon alla Brexit e quelli di François Fillon all'euro - fanno tanta fatica a ribattere alle elucubrazioni dei rappresentanti politici eurofobi? Perché questo silenzio imbarazzante ogni volta che si attacca l'Unione Europea con le peggiori caricature e le informazioni più fuorvianti? Non ci vuole molto ad accorgersi che il sistema argomentativo costruito dal Fronte Nazionale in Francia, l'UKIP in Gran Bretagna, l'FPÖ in Austria, l'AfD in Germania, la Lega Nord in Italia, il PVV nei Paesi Bassi, può essere facilmente smontato a colpi di informazione. Ad ogni disinformazione corrisponde il suo discredito, in particolare in un periodo in cui il fact-checking va di moda. Allora, come si spiega il fatto che davanti a 10 milioni di telespettatori i principali candidati alla presidenza della seconda potenza europea non alzino la voce? Alla vigilia dei 60 anni del Trattato di Roma, in piena crisi dell'idea stessa di Europea e in un momento in cui Marine Le Pen si trova alle soglie del potere, questa è forse essere la sola domanda veramente importante.