Il fiume di follia che ha inghiottito la Repubblica Democratica del Congo

Articolo pubblicato il 25 maggio 2016
Articolo pubblicato il 25 maggio 2016

Abbiamo visitato a Bruxelles l'ultima mostra del fotografo belga Colin Del Fosse 'The river that swallows all the rivers'. Un'esplorazione a posteriori della feroce dittatura di Mobutu Sese Seko, tra opere faraoniche ormai abbandonate e malinconici ritratti di una generazione complice.

La Repubblica democratica del Congo (RDC) è terra sterminata. Lo sa bene Colin Delfosse, giovane e talentuoso fotografo belga, che dal 2009 esplora questo paese. Ex proprietà privata di Leopoldo II poi divenuta colonia, la Repubblica ai suoi albori è stata governata tra il 1965 e il 1996 dal dittatore Mobutu, grazie all'appoggio del Belgio e degli Stati Uniti. Lasciato nella miseria e nello spargimento di sangue, la RDC è ancora oggi teatro di guerre nello scenario in perenne mutazione dell'Africa centrale.

Sulle orme del fotogiornalismo classico Delfosse ne ha documentato elezioni e conflitti, per poi virare in una fotografia documentaria raffinata, che volge lo sguardo verso una quotidianità fatta di bande musicali e pellegrinaggi, pastori evangelici ed agricoltori. Fatale l'incontro con i suoi ormai celebri wrestler mascherati, celebrati nel libro edito lo scorso giugno Toute arme forgee contre moi sera sans effet.

La video recensione della rivista Meek-Magazine.

Destini effimeri per opere faraoniche

La sua ultima esposizione The river that swallows all the rivers, ospitata fino al 3 luglio al Brass - Centro culturale di Forest, ci guida nelle manie di grandezza di Mobutu. La sala luminosa di questa ex-fabbrica di produzione elettrica di Bruxelles ospita immagini di grande formato di siti industriali, sportivi o residenziali, tutti dal carattere faraonico e concepiti per rendere immortale l'operato dell'ex giornalista di Kinshasa, divenuto prima astuto generale poi leader avido e feroce.

Ci si inoltra tra le imponenti opere commissionate da Mobutu: dallo stadio del celebre incontro tra Mohammed Ali e George Foreman a stazioni satellitari, da impianti idroelettrici a piscine gigantesche, da mosaici d'ispirazione cinese a monumenti commissionati alla Corea del Nord. Tutti progetti rimasti incompiuti, inutilizzati o che funzionano solo in minima parte, mancando spesso le risorse per mantenerli in vita.

Lo sguardo spazia tra architetture maestose, in cui la figura dell'uomo appare inadeguata e al tempo stesso indispensabile, per restituire senso ad un generale stato di abbandono. Di fronte al degrado dei luoghi fotografati, la presenza umana rende esplicita l'inutilità e la decadenza di poteri all'apparenza sterminati, ma destinati a rivelarsi effimeri.

Ritratti sull'orlo della malinconia

Quali sogni d'eternità nutrivano la mente di Mobutu? Quali forze hanno potuto alimentare così a lungo visioni tanto distanti dalla realtà di un Paese, depauperato di tutte le sue ricchezze? Alcune risposte le si possono trovare nella piccola sala che ospita i ritratti, dove si svela la vera forza di questa mostra. Una volta entrati, emergono dall'oscurità i volti maschili di figure che, in maniera più o meno prossima, hanno accompagnato il dittatore nel suo percorso di grandiosa follia. Tra loro, figurano un agente della società per l'etrazione dei diamanti, un infermiere dell'esercito, un consulente amministrativo, un campione di boxe, un ex-calciatore della nazionale, i cui giocatori vennero ribattezzati 'Les leopards' da Mobutu stesso.

Le foto, pur indugiando sui segni di corpi e volti incisi dal tempo, ne restituiscono la fierezza. Leggendo le storie di uomini che hanno vissuto scelte sconsiderate e generose elargizioni del dittatore, affiorano malinconie per un passato in bilico tra sogni di gloria ed imminente disastro.

La ricerca fotografica di Del Fosse ci aiuta a ricomporre il puzzle di un Paese immenso, documentando luoghi che da strategici sono stati pressoché dimenticati. E lascia emergere i ricordi di un'umanità relegata ai margini dei libri di Storia, eppure complice di sogni e vanità, rivelatisi deliranti propositi, di un uomo tanto ambizioso quanto crudele. Forse solo indagando aspirazioni e paure di un popolo, si comprende fino in fondo la natura oscura e vacua di chi lo ha guidato.

Maggiori Info: è possibile visitare la mostra di Colin Delfosse The river that swallows all the rivers al Brass fino al 3 luglio. La mostra è inserita nell'ambito dei Parcours D'Artistes della Commune di Forest.