Il festival musicale di Bayreuth: vecchi maestri e anime giovani

Articolo pubblicato il 25 agosto 2009
Articolo pubblicato il 25 agosto 2009
La domanda «Beirut? Quello in Medio Oriente?» viene posta spesso quando si inizia a parlare agli amici del festival dei giovani artisti di Bayreuth. Chi, se non degli ammiratori di Wagner, o i 300 musicisti venuti ad esibirsi per questa occasione, conosce la cittadina della Franconia Bavarese nella quale la musica va di pari passo con la geopolitica?

Sulla sempreverde collina di Bayreuth, si erge imponente il palazzo dei festival Richard Wagner. Il compositore è onnipresente in questo luogo. Eppure, i suoni dell’opera wagneriana Parsifal non sono gli unici a risonare nelle strade costruite durante l’epoca del barocco. Chi passeggia per le vie, tra l’Opera e il Vecchio Castello, sarà sorpreso di sentire i ritmi di una fanfara brasiliana. Camminando spensieratamente per il centro storico, ad un tratto, ci si ritrova al bivio tra un gruppo rumeno che suona la fisarmonica e un quartetto franco-tedesco. E un complesso di ottoni echeggia qualche strada più in là.

Oltre i conflitti politici: Israele e Palestina dietro lo stesso leggio

(Albert78000 /flickr)Bayreuth è stata invasa dalla musica. Nonostante siano gli amanti di Wagner e gli ospiti del festival ad affollare la città durante il mese di agosto, non è solo merito loro se la cittadina vive una vera rivoluzione musicale. Il brusco aumento del numero dei musicisti di strada è segno che il festival ha raggiunto il suo obbiettivo. Seguendo il motto liberamente ispirato a quello wagneriano “follow your passion”, anche quest’anno si esibiranno 300 giovani artisti provenienti da 29 paesi sul «Palcoscenico di prova per la gioventù del mondo». In primo piano: la musica, ovviamente. Ma c’è posto anche per la recitazione, la scrittura e la danza.

Inizialmente posto sotto il segno della Guerra Fredda, il festival è divetato un riflesso del mondo globalizzato: accanto ad un concerto di gala con opere italiane, spagnole e turche, c’è lo spettacolo del gruppo Lyra Tatui dal Brasile. Questa miscela musicale invita lo spettatore ad un viaggio tra oriente ed occidente. Per il workshop Orient meets Occident sono stati invitati musicisti dal Libano, dalla Siria, dall’Iraq e dalla Palestina per interpretare La Passione Araba di J. S. Bach , sotto la regia di Vladimir Ivanoff. Lo scopo del progetto è d’invitare giovani israeliani, palestinesi ed arabi a suonare insieme, accantonando i conflitti politici e religiosi che li separano . È una piacevole coincidenza, quindi, che il 19 agosto, a Bayreuth, il direttore d’orchestra Daniel Barenboim partecipi per la prima volta al festival con la sua West Divan Orchestra composta da musicisti arabi ed israeliani.

Scontro culturale in musica

«L’arte mi ha sempre resa felice», spiega con entusiasmo Sissy Thammer, quella che da ventiquattro anni dirige il festival con passione. Per questo motivo vuole dare l’opportunità ai giovani artisti di tutto il mondo di esibirsi nell’ambito del suo festival. Specialmente i giovani e i bambini sono spesso intimoriti dall’arte e dalla musica classica e hanno bisogno di essere guidati alla loro scoperta. È chiaro che il fastoso Parsifal non può piacere a tutti! Il festival dei giovani offre ai non amanti delle opere di Wagner un bel misto tra tango argentino, operette ungheresi e improvvisazioni lituane di jazz. Chi non suona uno strumento, può partecipare ad un programma di tirocinio presso il servizio stampa o nel management degli eventi culturali.

Purtroppo il lavoro con i musicisti provenienti da paesi diversi non è sempre facile. Qual è il piatto preferito di un giapponese? Per quanto tempo si esercita un belga? Che tipo di cuscino vorrebbe un giamaicano? Sissy Thammer sostiene che è raro che la lingua rappresenti una barriera per gli organizzatori e per i partecipanti. «Grazie al carattere internazionale del festival si trova sempre qualcuno che sappia tradurre dal libanese al francese e dall’italiano al russo. Capita invece più spesso che i giovani portino con sé i conflitti politici e sociali del loro paese di provenienza fin dietro al leggio». Un dialogo è sempre stato possibile e si è riusciti a eliminare le tensioni. Non bisogna però dimenticare il prezioso aiuto della cordialità della Franconia, agevolata da una bella sorsata di birra o vino della zona!

È possibile iscrivervi online al festival come musicista o come tirocinante. Non è richiesta la conoscenza del tedesco!