Il favoloso declino del presidente del Parlamento europeo

Articolo pubblicato il 30 novembre 2016
Articolo pubblicato il 30 novembre 2016

(Opinione) Ormai è ufficiale: Martin Schulz si trasferirà da Bruxelles a Berlino. Forse non era proprio l'Europa l'origine del suo sogno europeo.

Il  Süddeutschen Zeitung ha comunicato, ormai da qualche giorno, che Martin Schulz abbandonerà la sua carica di Presidente del Parlamento europeo. Un gesto simbolico che rimanda alla sua idea di Europa, is suo personale American Dream in salsa europea. Martin ne ha viste tante nella vita: da alcolista disoccupato a sindaco, fino a diventare presidente del Parlamento europeo, e ora forse perfino il nuovo cancelliere.

Ormai è un dato di fatto: Martin Schulz, al momento ancora presidente del Parlamento europeo dal 2012, non si candiderà per un altro mandato. Tuttavia sembra che, in qualità di membro dell' SPD, (la sinistra tedesca, ndt) si stia dirigendo sognante verso la massima carica al Bundestag. Alcuni mormorano che inizialmente Schulz ambisse al posto di ministro degli esteri, occupato al momento da Frank-Walter Steinmaier, ma ora invece sembra che voglia andare ancora più in alto: "Martin #Schulz vuole arrivare al Bundestag. In casa AfD (estrema destra, ndt) stanno già andando fuori dai gangheri: un immigrato belga come Cancelliere?" commentano così sarcasticamente su Twitter queli della ZDF.

Ma qual è il suo reale obiettivo finale? Stupore e sorpresa dilagano, a dir poco. Quella che può rappresentare un'ascesa per la sua carriera è in realta, secondo la visione europea, una ricaduta verso il basso. A girare i tacchi in fondo è proprio colui che invece è sempre salito sul ring per difendere l'Europa, che ha messo in riga l'integralista ungherese Orbán, che ha espulso un deputato di Alba Dorata dall'assemblea plenaria dopo che aveva definito il popolo turco come degli animali, che si è impegnato al fine di creare un dialogo all'interno del Parlamento, e che non si scompose nemmeno di fronte agli insulti di Berlusconi (quando lo paragonò ad un kapò, responsabile di un campo di concentramento nazista), il tutto pur di condurre e addomesticare il mostro a tentacoli degli organi europei attraverso la crisi finanziaria. Nessuno prima di lui era riuscito a far respirare un po' di umanità all'interno del Parlamento. Ha cominciato il suo lavoro nel bel mezzo della crisi finanziaria più nera, e proprio ora decide di abbandonarlo.

Der Martin

Se ne va proprio nel momento più sbagliato per l'Europa. Il fatto che Schulz brami solamente alla massima carica nazionale è in effetti piuttosto deprimente, soprattutto nel 2016, il cosiddetto Annus Horribilis nel quale l'Unione, dopo il fallimento del TTIP e la Brexit, è più disunita che mai. Perché prorio ora che l'Europa è più debole e le sirene populiste rieccheggiano in ogni dove? Perché proprio ora in cui la sua presenza è indispensabile in Europa?

Secondo quello che dicono i pettegolezzi e le malelingue, Schulz ha sempre sottolineato il fatto che non avrebbe mai girato le spalle all'Europa per far carriera sul suolo nazionale. La carica da presidente del Parlamento europeo è un grande onore e onere e, seguendo le sue parole, il compito non deve essere stato proprio facile. Forse Martin Schulz è caduto sotto il peso di quel "gigante ammanettato" che proprio l'Europa risulta essere?

Molti argomentano questa scelta dicendo che Schulz, visto il periodo in cui ci troviamo, potrà essere più utile all'Europa come Cancelliere, e questo potrebbe in effetti rivelarsi vero. Ma questo non ci impedisce di pensare che il domani del futuro ex-presidente all'interno dell'élite politica tedesca assomigli al suo personale e particolare sogno europeo: una bolla di sapone che sale, sale e si dissolve.