Il farfallino? In Polonia è moscerino

Articolo pubblicato il 21 dicembre 2006
Articolo pubblicato il 21 dicembre 2006

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In Europa non c’è niente di più elegante di un bel farfallino. L'accessorio – rigorosamente di seta – è d'obbligo per qualsiasi gentleman. Sopratutto da quando, nel 1886, il francese Pierre Lorillard ideò lo smoking, chiamato allora Tuxedo, per via di un ristorante nel Tuxedo Park, a New York. E – si sa – non c'è smoking senza papillon, la classica ciliegina sulla torta.

Ma è da sempre che questo curioso fiocchetto stimola le fantasie “animalesche” delle lingue europee. Sì, perché noi italiani lo chiamiamo, appunto, “farfallino” o, usando un francesismo, papillon. I francesi sono più precisi e dicono nœud-papillon, “nodo a farfalla”. Sui colletti spagnoli si librano invece degli “uccellini” perché la parola usata è pajaritas. Più ad est, il capo di moda non sfugge a classificazioni entomologiche: i tedeschi allo smoking abbinano una mosca, fliege, come i polacchi, che però la preferiscono “piccola”: muszka.

La più antica è comunque la denominazione inglese: la cravatta ad arco, bow-tie, fu presa in prestito già nel Diciassettesimo secolo ai francesi, che usavano una cravatta corta preconfezionata, chiamata jabot. Gli unici a non spiccar voli pindarici in Europa, in fin dei conti, sembrano essere i catalani. Che indossano semplicemente un “fiocco” o llaç.