Il Disarmo: una questione femminile?

Articolo pubblicato il 12 dicembre 2016
Articolo pubblicato il 12 dicembre 2016

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Attualmente si sono 15.000 testate nucleari nel mondo. Lo sapevate? No? Non siete gli unici, poiché il disarmo è stato, finora, un tema marginale. Tutto ciò è destinato a cambiare, e presto. Con queste premesse, si è svolto a Vienna, il 5 e 6 luglio, il “Forum per l' Educazione Superiore alla Pace".

Il Forum è stato organizzato dall'Ufficio dell'ONU per gli affari del disarmo, l'UNODA, e si è articolato in sette discussioni plenarie svoltesi nell'arco di due giorni. Pur con una ampia varietà di argomenti, le sessioni si sono concentrate sui temi del disarmo e dell'uguaglianza di genere.

Erano tutti d'accordo: la partecipazione delle donne in questo campo è importante e proficua. Per quanto riguarda l'argomento del disarmo, esiste una disomogeneità di conoscenze. Riempire questa lacuna è stato l'obiettivo dichiarato della conferenza che ha preceduto una risoluzione del Consiglio per la Sicurezza dell'ONU (UNSCR1325) che reputa di fondamentale importanza il coinvolgimento delle donne nei processi decisionali relativi alla pace e alla sicurezza internazionali. Per facilitare la partecipazione delle donne del sud del mondo sono state concesse delle borse di studio e, tra più di 100 richiedenti, sono state scelte 30 persone particolarmente qualificate, alcune delle quali hanno assunto il ruolo di esperte.

É stato sorprendente constatare che sia i partecipanti al Forum sia i rappresentanti dell'organizzazione fossero prevalentemente (sebbene non esclusivamente) donne. Ma per quanto ne so, questo punto è stato raramente toccato in modo specifico durante il forum. Non è stata presentata nessuna informazione particolare al riguardo e le organizzazioni coinvolte non sembrano aver preso delle iniziative per assicurare la partecipazione femminile. In sede alla commissione preparatoria del CTBTO (Organizzazione per il Trattato sulla messa al Bando degli esperimenti Nucleari) non esiste, per esempio, nessuna quota di assunzione di personale femminile.

Possono le quote, però, risolvere problema? Nadia Schmidt, direttrice della ONG ICAN AUSTRIA (Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari), ha sintetizzato il problema principale: “ Per il ruolo che ricopro, è ovvio che discuterei volentieri di politiche nucleari. Ma siccome sono una donna, sono essenzialmente invitata a dibattiti sull'educazione al disarmo. “Ciò spiega come gli stereotipi di genere possano essere radicati nella mente delle persone, senza che esse ne siano consapevoli". L'ambasciatrice filippina Maria Collinson ha lanciato un appello affinchè alle donne venga concesso il potere economico – e dice che tutto il resto “verrà dopo”.

Per ulteriori informazioni sul Forum e sul tema del disarmo:

https://www.dnpeducation.org/.