Il diritto allo studio a Palermo tra dibattiti e il ricordo del Bataclan 

Articolo pubblicato il 17 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 17 dicembre 2015

In occasione della "Notte bianca per il diritto allo studio", professori, studenti e rappresentanti delle istituzioni si sono confrontati su una delle tematiche più spinose degli ultimi anni: il diritto allo studio. Nella sede del San Saverio di Ballarò, dove l'Ersu ha reso omaggio alle giovani vittime del Batalcan, non sono mancate discussioni accese e proteste. Ecco il racconto della giornata. 

Servizio mensa, posti letto, borse di studio e nuovo metodo di calcolo Isee. Anche a Palermo si è parlato molto degli argomenti più spinosi del diritto allo studio universitario. E la giornata non poteva che essere il 10 Dicembre, "Notte bianca per il diritto allo studio", quando l'Ersu -Ente Regionale Diritto allo Studio- ha ospitato nelle sue sedi, studenti , rettori e politici che operano nel settore dell'istr​uzione e del diritto allo studio.

Il cuore del dibattito però ha vauto luogo nella residenza universitaria San Saverio di Ballarò. Una scelta emblematica perché quando si parla di diritto allo studio si discute di servizi essenziali da garantire a coloro i quali si trovano in una situazione economicamente svantaggiata. E perchè l'obiettivo è sempre lo stesso, garantire il famigerato articolo 34 della Costituzione che recita «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi».

Fino ad oggi l'ente ha garantito agli studenti un pasto completo sovvenzionato in base alla fascia di reddito. «Occore sopperire all'incapacità dell'Ersu di continuare ad erogare pasti in maniera cospicua”, spiega il direttore dell'ente Alberto Firenze.  sarà necessario «rimodulare il menù, i costi o la tipologia di pasto». E quando uno studente chiede se «modificare i pasti è la giusta strada da percorrere», sottolineando come uno dei più grandi problemi sia la qualità del pasto, Firenze assicura: «Per garantire tali qualità è stata istituita una commissione che sarà operativa dalle prossime settimane».

Più spinosa la questione del calcolo Isee e delle borse di studio, che ancora per l'anno 2015/16 non sono state erogate. «È vero che c'è stato un aumento del 10% degli assegnatari di borse per l'anno 2015/16 -spiega il professore Barbagallo- ma il dato è falsato, poiché l'aumento è stato indotto per evitare la perdita di risorse futuro»,  continua, sostenendo che «è necessaria la rimodulazione dei parametri ministeriali per la valutazione dell'ente». Ernesto Bruno, direttore dell'Ersu di Palermo aggiunge invece che «in questa grave situazione si sta cercando di fare un'anticipazione di cassa per dare agli studenti qualcosa»cioè almeno una rata entro i termini previsti per legge.

La tassa regionale per il diritto allo studio è un problema poiché ogni studente la versa all'inizio dell'anno accademico e «successivamente l'università deve versare questo contributo nelle casse dell'ERSU, ma ogni volta sembra che l'ente debba 'minacciare' l'università prima di ricevere tale somma», spiega uno dei rappresentanti degli studenti nella commissione. E tra le possibili soluzioni spunta la proposta cambiare le fasce dell'ISEE per accedere alle agevolazioni.

Non meno complicata infine la questione dei posti posti letto, con il presidente Firenze che si rammarica per la gestione precedente alla sua dell'ente Ersu «che nel corso degli anni ha perso diverse occasioni di finanziamento che avrebbero portato al restauro di alcuni dei dormitori dell'Università di Palermo». Quando il dibattito si conclude rimbalza la questione aperta del professor Barbagallo: «Qual è il significato che vuole dare la regione Sicilia al diritto allo studio? Investire nella formazione universitaria ed in tale diritto è un motore per l'economia».

L'omaggio ai giovani parigini nella "sala Bataclan"

Ma il pomeriggio del San Saverio è stata anche l'occasione per ricordare le giovani vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre. Dopo la strage del Bataclan, in cui hanno perso la vita moltissimi coetani si è deciso di intitolare la sala del plesso universitario proprio alla sala da concerti parigina.

«All'interno della sala abbiamo il piacere di ospitare l'installazione artistica Je Suis Paris realizzata da Gianfranco Spatola e Roberto Fontana», spiega Firenze mentre scioglie il drappo di seta nero che avvolge la targhetta dove è inciso "Sala Bataklan". «L'iniziativa - prosegue- vuole essere un modo per ricordare tutte le vittime del terrorismo, in particolare i giovani uccisi a Parigi il 13 Novembre 2015».

Nella sala espositava prende parola il fotografo Gianfranco Spatola che il giorno degli attentati si trovava a Parigi: «Quando Alberto mi ha proposto di esporre qui le fotografie che avevo scattato mi è sembrato doveroso", racconta. "Quelle immagini sono state terribili ma è da lodare la capacità dei parigini di rimettersi in gioco, di rioccupare tutte le piazze, le strade ed i luoghi pubblici appena 3-4 giorni con grande forza, in grande silenzio perché la vita continua». 

... E La protesta degli studenti 

In serata infine prende il via l'atteso tavolo tematico sul diritto allo studio alla presenza dell'assessore regionale all’Istruzione Bruno Marziano, dei rettori degli atenei siciliani e dai rappresentanti degli Ersu. «L'università deve puntare su innovazione e ricerca i cui temi sono i cardini per il rilancio ed il miglioramento dell'offerta formativa siciliana»afferma MarzianoE poi insiste sui rischi della "dispersione degli studenti che deve essere fermata", si impegna entro metà gennaio a indire «dei bandi di circa 18 milioni di euro per 600 dottorati di ricerca per gli specializzandi in medicina" e infine ribadisce l'importanza di "spendere tutti i soldi che vengono concessi dall'Unione Europea». Ma l'Isee, ovvero lo strumento di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni sociali agevolate, è uno dei punti più caldi della protesta studentesca. Così, intorno alle 19.30, "gli studenti contro il nuovo Isee di Palermo" irrompono nell'aula e inscenano una protesta intonando cori e agitando uno striscione che recita: "Basta chiacchiere sul nostro futuro!" 

«Abbiamo voluto interrompere questa passerella proprio perché, finalmente, abbiamo l’occasione di dire in faccia a chi amministra la nostra vita universitaria tutto ciò che, a causa loro, ci manca - spiega Federico Guzzo, un loro rappresentante. In primis il diritto allo studio, che ci viene negato ogni giorno di più dall’assenza di servizi, alloggi, cattiva erogazione delle borse di studio, e l’ennesima beffa del nuovo calcolo ISEE». 

Toni particolarmente accesi che testimoniano alcuni disagi cha vanno avanti ormai da mesi. A gettare acqua sul fuoco ci pensa il coro multietnico dell'Ersu che ha intonato la Marsigliese. 

Dai tavoli tematici palermitani, come quelli svoltisi in tutta Italia, dovrebbe scaturtire un documento comune da cui prenderà vita una strategia comune che l'Associazione Nazionale per il Diritto allo Studio Universitaio (ANDISU) affronterà insieme al MIUR. Gli studenti attendono speranzosi, in ballo c'è il loro futuro.