Il direttore della Berlinale proclama il 2016 l'anno della diversità.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2016
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2016

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Quando si parla di diversità, film da tutto il mondo e di registi di ogni genere battono gli Oscar .

Martedì, nel corso di una conferenza stampa a Berlino, il direttore del Festival Internazionale del Cinema, Dieter Kosslick, ha annunciato con orgoglio che quest'anno il pubblico assisterà a una grande diversità. Tanto per cominciare, sono in programma circa 112 film diretti da donne.

Lo scorso anno il Festival ha ricevuto critiche per avere un numero relativamente esiguo di donne in posizioni chiave. Quando gli è stato chiesto se Meryl Streep fosse stata nomitata quest'anno presidente di giuria  proprio in risposta a quelle critiche, Kosslick ha risposto ."Quando si cerca un membro della giuria, delle volte si ha la fortuna di ritrovarsi con il migliore".

Kosslick si è anche vantato anche della rappresentanza di artisti di colore presente al Festival 2016 per il secondo anno di seguito, al contrario degli Oscar di quest'anno che sono stati fortemente presi di mira per l'assenza di attori neri tra i nominati.

Come ogni anno, anche il cinema gay è ben rappresentato tra i film in programma alla Berlinale 2016. I Teddy Awards, che premiano film con tematiche LGBT celebrano quest'anno il 3oesimo anniversario con alcuni"Teddy Retro": saranno visionati 17 film dalla storia del cinema gay, che risale al 1919 con la pellicola Different from Others.

Spiccano nella lista anche film prodotti in Medio Oriente. I Paesi di origine includono Libano, Egitto e persino Arabia Saudita e Siria. La presenza di film sauditi è particolarmente notevole dal momento che esiste un unico cinema in tutta la nazione a causa delle restrizioni religiose. Barakah yoqabil Barakah ( Barakah incontra Baeakah) è una commedia amorosa un cui i protagonisti tentano di affrontare con trepidazione la difficoltà di un corteggiamento in quel regno nel deserto così estremamente restrittivo .

Dal lato apposto di un immaginario spettro liberale, troviamo un film tributo a David Bowie, The Man Who Fell to Earth, che sarà proiettato venerdì 12 Febbraio al Friedrichstadt Palast. Bowie ha vissuto a Berlino tra il 1976 e il 1978 e nella sua vita ha partecipato a tre Berlinale.

La varietà tra i registi e i contenuti compie un giro completo per ritornare indietro, alle storie su cosa significa essere un uomo bianco. Il film Goat, prodotto da James Franco, tratta dei rituali di iniziazione che devono affrontare gli universitari americani. La pellicola guarda a come queste pratiche condizionino la psicologia di chi un giorno sarà al comando delle nostre banche.

Dunque la diversità non è un tema nuovo per la Berlinale. Eppure con Trump e la xenofobia in Europa che dominano i titoli dei giornali, parlare di diversità adesso senza dubbio suona rigenerante.