Il Dark Web è un mondo di luci e ombre, ed è il futuro

Articolo pubblicato il 03 novembre 2016
Articolo pubblicato il 03 novembre 2016

Il "Dark Web", il lato più oscuro di Internet per definizione, è di fatto sconosciuto ai più e spesso etichettato come un ricettacolo di criminali a causa di storie come quella di Silk Road, "la via della seta", una piazza di spaccio di droga online. Ma anche nel lato oscuro di Internet si può trovare un po’ di luce. E (forse) si può trovare il suo stesso futuro.

La luce nella stanza è scarsa, ad eccezione di due grossi riflettori puntati verso un grande tappeto rosso circolare e l'uomo che sta in piedi davanti a tutti. Dietro di lui, il panno di velluto viola crea scenari teatrali, appositamente studiati per metterlo al centro dell'attenzione. Siamo al TEDGlobal di Londra (un ramo dei noti TED Talks), Jamie Bartlett è vestito in modo informale e parla con un riconoscibile accento britannico, e parla in tono spiritoso e affascinante. I capelli disordinati non riescono a nascondere le gocce di sudore sulla fronte mentre si muove determinato sul palco, parlando di un mondo senza censura visitato da utenti anonimi. Bartlett ha parlato con entusiasmo per 14 minuti, e di fronte ad un pubblico che non sapeva nulla o quasi sul tema ha discusso di uno dei suoi interessi principali: il Dark Web.

«È il posto dove andare per chiunque abbia qualcosa da nascondere» afferma. Bartlett è uno dei maggiori esperti mondiali del Dark Web, che lui definisce uno dei luoghi più "interessanti ed esaltanti" di Internet. Per lui, i mercati presenti sul Dark Web sono creativi, sicuri e difficile da censurare. «Penso sia questo il futuro» aggiunge, senza nascondere il suo entusiasmo. Secondo recenti sondaggi la privacy online e il modo in cui vengono trattati i propri dati personali sono temi che preoccupano sempre di più gli utenti, soprattutto dopo le rivelazioni di Edward Snowden sui programmi di sorveglianza di massa dei privati cittadini messi a punto dalla NSA (l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense). Il Dark Web è una soluzione efficace per tutti coloro che si preoccupano in tal senso.

Non è mai stato così popolare prima d’ora, e continua ad attirare utenti che vanno da dissidenti politici, giornalisti e attivisti a trafficanti d’armi, pedopornografi e tossicodipendenti. Mentre continua il dibattito sul se mantenere o meno nascosta questa parte di Internet, non si può negare che milioni di persone considerano sempre più il Dark Web e il suo browser Tor il modo ideale per comunicare online.

La nascita della rete non rintracciabile        

Nel 2004 un gruppo di ricercatori presentò il progetto Tor, sviluppato in collaborazione con la Marina statunitense. Tor, acronimo di "The Onion Router" (progetto cipolla, ndt) è un browser che permette agli utenti di navigare in rete nell’anonimato. Inizialmente il progetto aveva lo scopo di proteggere le comunicazioni dell’intelligence da soggetti terzi, crittografando l'indirizzo IP degli utenti. Questo viene poi inoltrato a migliaia di altri computer in tutto il mondo che utilizzano la stessa rete. I dati vengono quindi ulteriormente crittografati, strato su strato come in una cipolla (da qui il nome), finché diventa impossibile identificare posizione e identità dell’utente.

Ma per garantire l'anonimato attraverso il browser, per poter avere una copertura di massa, la Marina aveva bisogno di Tor. Permisero quindi che il sistema diventasse open source, in modo che potesse essere liberamente sviluppato da chiunque. Da qui non ci volle molto prima che il Dark Web (o Dark Net) iniziasse a crescere.

Molti siti web e servizi usano Tor per nascondere i loro indirizzi IP, e sono accessibili solo attraverso Tor Browser. È molto difficile chiudere i siti web nascosti in questa parte di Internet, che garantisce agli utenti un anonimato e una libertà che non esistono nella normale navigazione. E questo inevitabilmente significa che il Dark Web può essere utilizzato, oltre che per normali attività, anche per scopi decisamente poco nobili. I file della NSA svelati da Edward Snowden hanno creato un dibattito sull’anonimato e la sicurezza online dei cittadini, ma ciò che preoccupa le autorità è la quantità di attività criminali che si sono sviluppate nelle profondità più nascoste di Internet.

Narcos 2.0

Sul tavolo c’è una banale busta da lettere bianca, aperta. «Questa è arrivata dalla Polonia», spiega il ventenne Andre*, prendendola in mano. All'interno c’è una borsa con otto francobolli di LSD, popolare droga psichedelica. Una carta protegge il contenuto della busta, facendola apparire normale ed evitando sospetti su ciò che effettivamente contiene, droghe illegali spedite da un altro paese.

Andre viene dal sud della Danimarca, e fa un uso ricreativo della droga. Ha usato Bitcoin più di 50 volte dal 2012, sempre allo scopo di acquistare droga sul Dark Web. Ricorda ancora i vecchi tempi del sito ormai scomparso Silk Road, quando le droghe meno conosciute, come lo psichedelico 2CB, «costavano solo 1.40 £ a trip».

Acquistare droghe on-line è semplice: l'utente paga utilizzando Bitcoin, e il venditore cripta l'indirizzo dell'utente, distruggendolo in modo permanente dopo aver inviato il pacchetto. Anche se «i prezzi sono levitati di oltre 20 volte rispetto a quelli iniziali» a causa della volatilità della moneta, Andre può ancora acquistare praticamente qualsiasi tipo di droga comodamente seduto nel salotto di casa. Per le persone come lui, l’unica attrattiva è il quasi-anonimato che il sistema fornisce ai suoi utenti. I tossicodipendenti che evitano l'interazione fisica tra acquirente e venditore preferiscono utilizzare i Bitcoin ai metodi di pagamento traduzionali, e l’enorme popolarità di Silk Road l’ha reso evidente.

Questo sito web è stato spesso definito la versione illecita di eBay, guadagnandosi presto il monopolio di tale mercato e rivestendo un ruolo importante nel traffico di droga on-line, prima di essere sequestrato dall'FBI nell’ottobre del 2013. Ora, diversi siti web più piccoli hanno preso il suo posto.

Sfondo bianco, logo con lettere colorate e un tasto di ricerca "Mi sento fortunato", la homepage di "Grams" ha un aspetto familiare. Ma c’è qualcosa che non quadra: la tagline è "Cerca nel Darknet". Accessibile solo attraverso il browser Tor, questo motore di ricerca è stato progettato per essere identico a Google, ma invece di "Cerca con Google" o "digita l'URL", invita a cercare la cannabis nel Dark Web. Quando l'utente lo fa, saltano fuori decine di risultati che portano a diversi siti web.

"Valhalla", mercato della droga online, ha un design bianco e pulito, e permette di ricercare prodotti anche agli utenti non registrati. Un venditore chiamato "Mr. Spain" vende 50 grammi della varietà di cannabis "Amnesia Haze", all'equivalente in Bitcoin di 270 euro. Tutte le transazioni sono realizzate con Bitcoin, l'unica moneta che mantiene gli utenti in un discreto anonimato. "Khaki" è un venditore europeo di cocaina, che offre 3,5 grammi di polvere colombiana non tagliata a 220 euro su "Dream Market", marketplace fondato nel 2013. Sullo stesso sito, "genericvendor" offre 3,5 grammi di cristalli di metanfetamine per 775 dollari australiani. Descrive accuratamente il suo prodotto, specificando tutti i termini e le condizioni per l'acquisto. Le 5 stelle nella valutazione lo indicano come un venditore molto popolare.

Tuttavia, la droga non è l'unica cosa che si può comprare in questi mercati. "InvisibleHand" vende un libro che spiega come contrabbandare merci attraverso il servizio postale, e anche le pistole sono molto pubblicizzate. Una Glock vale circa 850 dollari e se si cerca qualcosa di più economico, da "markwhite1” si può comprare una  Winchester Magnum .45 per soli 500 dollari.

Il primo studio sugli utenti del Dark Web, condotto da ricercatori del King’s College di Londra, dimostra che la maggior parte (il 57%) dei siti progettati per Tor facilitano le attività criminali. Tuttavia anche i ricercatori ammettono di non aver controllato tutto il materiale disponibile sul Dark Web a causa del modo in cui è costruito il sistema. La controversia esiste perché, secondo Jamie Bartlett: «ci sono più droghe, più disponibili, con più facilità, per più persone», e questo preoccupa le autorità, che cercano nuove strategie per chiudere i siti web e arrestare criminali come Ross Ulbricht. Un anno fa il creatore di "Silk Road" è stato condannato all’ergastolo dopo essere stato arrestato dall'FBI. Tuttavia, anche se lo studio fosse corretto, gran parte del Dark Web viene ancora usata in maniera del tutto innocente. E questo è molto importante perché, per alcune persone, il Dark Web è un vero e proprio mezzo di sopravvivenza.

C'è una luce

«I media esagerano e si concentrano solo sulle droghe e il loro traffico. Come abbiamo visto nello scandalo di Silk Road, questo è il loro modo di controllare l’esposizione dei fatti», afferma la giornalista giapponese Nozomi Hayase, che si occupa di libertà di parola, trasparenza e movimenti decentralizzati. Nozomi è convinta che la privacy sia una parte fondamentale della libertà di parola. Sostiene anche che chi detiene il potere sia spaventato dai cittadini che si oppongono alle azioni dei governi ed esercitano i loro diritti umani fondamentali. Ed a ciò è dovuto il grande timore verso piattaforme come il Dark Web, perché ripristinano la libertà delle persone. Cita come esempio la NSA: «si è saputo che l'agenzia stava violando il diritto fondamentale dei cittadini alla privacy – dice – quindi ora ci deve essere un modo alternativo per garantire questi diritti». L'adozione di un web senza censura e l’uso di comunicazioni completamente crittografate è sicuramente un'opzione in tal senso, la privacy in questo modo sarebbe insita nella tecnologia stessa come diritto fondamentale per tutti».

Nel frattempo c’è il Dark Web. Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, aveva spesso messo in guardia sui meccanismi di sorveglianza, così come aveva fatto Edward Snowden. Entrambi sono stati definiti paranoici e perseguitati per la loro opera di divulgazione, ma ora sempre più persone sono alla ricerca di strade che garantiscano loro sicurezza e privacy online. Non sono più solo criminali ed esperti informatici ad utilizzare i servizi del Dark Web. Giornalisti, avvocati per i diritti umani e molti altri stanno imparando come proteggere le loro comunicazioni attraverso la parte più nascosta di Internet.

Il team di Tor Project conferma ciò. Tutti possono utilizzare il browser per "ricercare temi sensibili" in paesi in cui l'accesso a determinate informazioni si trova dietro a un firewall, ma anche per "aggirare la sorveglianza o la censura" in Stati in cui siti come Facebook o YouTube sono bloccati. I dati rilasciati da Facebook nel mese di aprile mostrano che a marzo più di un milione di persone in tutto il mondo ha effettuato l’accesso ai social network attraverso Tor Browser, in soli 10 mesi da quando il servizio era stato reso disponibile per gli utenti.

Libertà vera, ma a un costo

Attualmente le organizzazioni non governative (ONG) usano Tor per permettere ai loro operatori di connettersi al loro sito web mentre si trovano in un paese straniero senza informare occhi ed orecchie indiscreti del fatto che stanno lavorando con tale organizzazione. I giornalisti usano Tor e il Dark Web per comunicare in modo più sicuro con informatori e fonti anonime. La Freedom of the Press Foundation di San Francisco ha sviluppato SecureDrop: un servizio del Dark Web che lo scrittore e attivista Kevin Gallagher descrive come una "piattaforma per le soffiate". SecureDrop è attualmente utilizzato da oltre 28 agenzie di stampa e da organizzazioni di attivisti in tutto il mondo, tra cui il Guardian e il Washington Post.

Questo sistema è responsabile di molte delle grandi storie che negli ultimi tempi sono state raccontate grazie ad una soffiata ricevuta tramite la piattaforma. «Grazie a questi siti oggi c’è una maggior trasparenza», afferma Gallagher. Tor permette ai giornalisti di approfondire certi argomenti su Internet senza lasciare tracce identificabili. Questo significa che il bersaglio delle loro storie, il governo o chiunque altro non può monitorarli. Gallagher crede che il Dark Web non debba essere un luogo di anarchia e illegalità. Può essere invece un luogo dove le persone possono parlare liberamente e accedere alle informazioni senza censura. Anche se, inutile negarlo, esiste un lato oscuro in questa parte nascosta di Internet, e tale discussione non è nuova.

«Da sempre la società ha dovuto pensare a come libertà e libertà di espressione possano essere accompagnate da attività illegali» dice Gallagher. Il punto è che i criminali continueranno a fare passi falsi, a dire qualcosa alla persona sbagliata, lasceranno prove da trovare, creeranno testimoni e faranno errori. In un'intervista al Telegraph, Paul Sylverson, co-fondatore del progetto Tor, ha risposto ad alcune domande sui crimini nel Dark Web. Secondo lui «Nel secolo scorso le forze dell’ordine erano infastidite dai delinquenti che erano in grado di svanire all’improvviso grazie ad auto che loro non avevano. C'è voluto del tempo, ma la polizia si è messa in pari, dovrebbe succedere la stessa cosa con il Dark Web. È il prezzo da pagare per donare libertà di espressione a chi vive in un regime autoritario o sotto una dittatura.»

«L’uso di Tor potrebbe davvero fare la differenza tra la vita e la morte» spiega Gallagher. Man mano che il software migliora e diventa più fruibile e accessibile in tutto il mondo, aumenta il numero di persone che lo utilizzano, ed ognuna di esse ha qualcosa da nascondere o qualche sito che vorrebbe visitare senza essere scoperto. Le voci girano in fretta, e i servizi nascosti del Dark Web stanno diventando sempre più popolari, fino a raggiungere il mondo reale in situazioni di vita vera.

«Il Dark Web non è più un covo di spacciatori o un nascondiglio per informatori. Sta diventando di uso comune», afferma Jamie Bartlett. Di recente, il compositore e musicista elettronico britannico Aphex Twin ha pubblicato il suo ultimo album in un sito del Dark Web. Un gruppo di architetti di Londra ha aperto un sito per persone preoccupate dai progetti di riqualificazione. C'è anche "La Torist", la prima rivista letteraria del Dark Web, che si propone di insegnare le basi della crittografia a un pubblico sempre più ampio e dare alla gente un'altra porta di accesso alla parte nascosta di Internet. Gli utenti giornalieri del Tor Browser sono tra i due e i tre milioni, e per la maggior parte si tratta di utenti legittimi. Bartlett prevede che «Abbastanza presto ogni azienda di social media, tutte le principali agenzie di stampa e la maggior parte delle persone userà il Dark Web. Il Dark Web non è tutto buio, né tutto luminoso. Una parte non avrà la meglio sull'altra, vinceranno entrambe».