Il cuore di Bruxelles a ritmo di lirica. 

Articolo pubblicato il 22 maggio 2015
Articolo pubblicato il 22 maggio 2015

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L'8, il 9 e il 10 maggio scorsi si sono svolte le giornate europee della lirica. Durante quest'evento, Cafébabel ha partecipato ad una serie di iniziative all'aperto organizzate da La Monnaie nella capitale belga. 

"Trovando la canzone di casa" : lirica-ciclista

La compositrice inglese Kaffe Matthews, in collaborazione con l'artista mediatico Tom Keene, ha proposto al pubblico un'esperienza musicale diversa dalla lirica come la conosciamo. 

Una ventina di biciclette, dotate di altoparlanti e di un navigatore, sono state messe a disposizione del pubblico con lo scopo di realizzare dei percorsi musicali nella capitale. Ai partecipanti è stata proposta una mappa interattiva e sono stati proprio loro a decidere l'ordine secondo il quale volevano "comporre" la loro opera musicale. Il GPS guida il ciclista verso una selezione di composizioni musicali che sono state scelte dall'artista e gli altoparlanti consentono di condividere la scelta con gli altri. Tutti i pezzi musicali sono collegati con le varie comunità di Bruxelles incontrate dall'artista. L'obiettivo è di far riflettere i visitatori sulla loro identità culturale e sul multiculturalismo di Bruxelles. 

Otto « audiobici » saranno disponibili fino alla fine della stagione presso la biglietteria di La Monnaie, e consentiranno di aprofittare ancora di questa iniziativa di diffusione e di creazione musicale unica nel suo genere. Inoltre, quest'idea innovativa trasmetterà un'immagine diversa e nuova della città.

« Picnic lirico! »

Per il quinto anno consecutivo e in linea con la filosofia « put-in / pick-out », La Monnaie e Parsifools hanno organizzato il 10 maggio scorso un picnic musicale al Parc Royal. 

Quest'evento, diventato una vera e propria tradizione a Bruxelles, si basa su un principio semplice: scambiare delle vivande per un picnic con un concerto gratuito all'aperto. Questa giornata festiva è stata accompagnata da musica da camera suonata dall'orchestra Orchestre symphonique de La Monnaie. Il soprano belga Tineke Van Ingelgem ha in seguito proposto un proprio spettacolo, cantando dei lieders (poesie cantante tedesche), delle arie e delle canzoni classiche. Un appuntamento magico che, grazie al bel tempo, ha fatto risplendere ancora di più questa bellissima giornata.

Verdi e George Orwell insieme sulla scena

Per concludere il percorso musicale, abbiamo assistito ad " Un ballo in maschera », l'opera più censurata di Verdi, la quale è stata realizzata secondo la versione iniziale grazie al montaggio artistico di La Fura dels Baus. Questo melodramma, composto durante un periodo storico molto movimentato (1857-58), aveva come fine la narrazione di un avventimento politico inspirato ad un fatto reale, per la precisione l'assassinio del re Gustavo III di Svezia in occasione di un ballo mascherato nel 1792. 

Con la Rivoluzione francese ed i sconvolgimenti che ha comportato per la società, la monarchia assoluta ha passato momenti difficili in Europa. Per questo motivo il potere riteneva troppo pericoloso affrontare un argomento che potesse veicolare delle idee rivoluzionarie, e soprattutto durante gli ultimi anni di governo della monarchia assoluta di Ferdinando II in Italia. 

Verdi si è battuto contro la censura per non dover spostare l'ambientazione della sua opera in un luogo sconosciuto, per non cambiare il titolo nobiliare del re con un semplice cortigiano e per non incentrare la trama su temi politici. Dopo un anno di negoziazioni, nel 1859 a Roma ci fu la prima di quest'opera.  Tuttavia il compositore dovette ambientare il melodramma a Boston, sostituire il re con un governatore della città e depoliticizzare l'opera focalizzandosi sull'amore e l'intrigo. Così facendo la trama politica è passata in secondo piano. 

« Quale inferno ! », ha scritto Verdi al suo librettista in una lettera del 1858 in seguito alle minacce di multe ricevute nel caso in cui non avesse modificato l'opera.

L'adattamento artistico di La Fura dels Baus

Alex Ollé, direttore artistico di La Fura dels Baus ha dichiarato durante un'intervista: "Se Verdi avesse potuto scrivere quest'opera senza censure, credo che lo avrebbe fatto in chiave politica". Modificando un pò la versione originale dell'opera, Ollé avvicina la figura del re assoluto Gustavo III a quella dei dittatori del XX secolo. Mentre per l'ambientazione di "Un ballo in maschera" si ispira al romanzo '1984'  di  George Orwell.

La sceneggiatura unisce due storie diverse im modo magistrale e coerente. L'azione si svolge in un enorme bunker di cemento, e la scena è allestita alludendo all'architettura fascista. Tutti i personaggi indassano delle maschere e hanno dei numeri stampati sulla schiena a rappresentare la società alienata che ha perso la sua identità.

Senza modificare una sola parola del libretto di Verdi, ci si ritrova al centro di una storia d'amore platonica tra il re a la moglie del suo migliore amico. Il re è la vittima di una cospirazione e di un amore impossibile che lo rendono cieco.  Tuttavia, si tratta anche di una storia di sfiducia sociale (il direttore artistico si ispira al movimento 15-M degli Indignados). L'avventura si conclude con la morte del re per mano del suo migliore amico. Una distopia orwelliana che ci fa riflettere sulla nostra identità e sul concetto di libertà del XXI secolo.

In conclusione, si tratta di un capolavoro musicale e tecnico diretto magistralmente ed il cui adattamento artistico è sotto ogni aspetto stupefacente.