Il buon costume in Europa: dal reggimoccolo all’uva spina

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2013
Articolo pubblicato il 08 febbraio 2013
Ciò che non viene proibito dalla legge viene vietato dall’educazione”. Questa citazione di Ovidio risulterà forse anacronistica all’uomo del XXI secolo, al pari del dibattito sui costumi e sull’educazione. Eppure sopravvive in tedesco l’Anstandwauwau, letteralmente il reggimoccolo.
Che, alle orecchie abituate alla lingua germanica, non potrà fare a meno di richiamare Anstand (educazione, appunto). Sarà così anche nelle altre zone dell’Europa? Una passeggiata linguistica all'insegna del buon costume.

Come viene percepito oggidì il senso dell’educazione? I limiti morali risultano abbastanza soggettivi, soprattutto nelle diverse zone geografiche. Ciò che nell’Illuminismo rappresentava l’inibizione della superbia, dell’autostima, dell’egocentrismo e degli istinti animali nell’individuo, oggi si rivela un concetto ormai superato e rientra tra le caratteristiche ben più che auspicabili nell’uomo tipico della nostra moderna società consumistica.

Nondimeno, nella lingua tedesca è sopravvissuto un vocabolo che significa “guardiano dei costumi”: l’Anstandwauwau, letteralmente il ‘bau bau’ dell’educazione. Questo ruolo veniva assunto dalla cosiddetta “dama di buon costume” che finanche nell’inoltrato XX secolo snervava le giovani donne, poiché, proprio come un ‘terzo incomodo’ (in tedesco, l’equivalente è ‘la quinta ruota del carro: das fünfte Rad im Wagen), si accompagnava alle giovani coppie per svolgere la funzione di sorvegliante morale. E questa figura non compare soltanto sul suolo tedesco. Anche in Polonia la przyzwoitka (dal polacco przyzwoity - decente, educato) terrorizza le giovani coppie in merito agli incontri extraconiugali. 

Non erano dunque ammesso il bacio alla francese fintanto che la dama vigilasse sull’integrità morale del protetto/a. Con il tempo la dama tedesca ironicamente è diventata Wauwau - come i bambini chiamano familiarmente il cane - ossia uno spione silenzioso, che sorveglia il territorio e questo vocabolo si è conservato fino ad oggi. Anche in inglese si presta attenzione al molesto sorvegliante che plays the gooseberry, letteralmente “gioca a fare l’uva spina”, un’espressione che potrebbe riferirsi al colore (il rossore provocato dalla vergogna) o alla natura degli acini (spinosi, pungenti).

EXCUSE ME?, esclama il mio collega spagnolo un po’ irritato, quando gli chiedo l’equivalente dell’espressione nella sua lingua. Tuttavia, anche nelle lingue romanze c’è il corrispettivo della tedesca Anstandsdame - il cosiddetto reggimoccolo, candeliere (in spagnolo: sujetavelas). I francesi (tenir la chandelle) e gli italiani (fare la candela) reggono candele, verosimilmente secondo la tradizione degli inizi del XIX secolo, secondo la quale gli inservienti dovevano reggere una candela durante la consumazione del rapporto (con il volto diretto al muro - si intende), affinché gli sposi novelli potessero anche vedere come il rapporto procedesse in alcova.

Secondo un’altra teoria, ci si voleva in tal modo sincerare dopo il coito che la prescelta fosse stata effettivamente vergine. Per quale ragione allora si è passati all’italiano reggimoccolo (chi regge il fazzoletto da naso)? In chiave moderna può ritenersi un assoluto cockblocker, così come viene chiamato dagli americani il moderno Anstandswauwau.

Foto: © Jesse Draper/flickr