Il Brussels Film Festival celebra il cinema Europeo nella sua 15esima edizione.

Articolo pubblicato il 05 luglio 2017
Articolo pubblicato il 05 luglio 2017

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Brussels sembra essere il centro del cinema europeo, considerando i molti festival che si svolgono nella città.  Tra le varie manifestazioni, Cafébabel ha avuto l'opportunità di partecipare all'ultima edizione del Brussels Film Festival apprezzando le proiezioni in un clima piacevolissimo!

La quindicesima edizione del Brussels Film Festival si è appena conclusa ma stiamo ancora assaporando l'arietta fresca che sfiorava i nostri volti durante le proiezioni cinematografiche all'aperto. Sembra proprio che il festival sia stato svolto nel periodo migliore! Dal 10 al 23 giugno il Flagey, il Cinematek, il Teatro 140 ed il White Cinema hanno ospitato una selezione dei film europei migliori degli ultimi anni per celebrare la ricchezza della nostra cultura cinematografica.

Togliendo i cinema appena citati, l'idea di proiettare i film all'aria aperta è stata fantastica e di grande successo. Dopo nove mesi di freddo, nessuno voleva più rimanere rinchiuso in una fredda sala cinematografica. Questo è il notivo per cui (oltre all'entrata gratuita!) sono stati registrati tra i mille ed i duemila partecipanti ogni sera alle proiezioni in piazza. L'atmosfera accogliente e rilassante ha attratto anche studenti ancora impegnati nel blocco studentesco, così come il team di Cafébabel! Non potevamo perdere quest'occasione! 

Workshops, conferenze ed incontri professionali sono stati organizzati durante la settimana ma l'attrazione principale sono state le proiezioni di film. Alcune delle pellicole selezionate erano molto conosciute ma Cafébabel ha voluto concentrarsi su titoli meno noti.

Il primo film che abbiamo selezionato è "King of the Belgians" ("Un re allo sbando"), un road movie presentato alla 73esima edizione del Festival di Venezia. Diretto da Jessica Woodworth e Peter Brosens, la commedia ci porta a domandarci da "Cosa è la Bulgaria?" a "Cosa è il Belgio?". Ambientato in una regione spesso ritenuta instabile, come i Balcani, dove un re belga in decadenza deve affrontare per la prima volta la vita quotidiana mentre cerca di tornare nella propria patria e salvarla dall'estinzione. Questo viaggio tragicomico da Instanbul all'Albania rivela i forti limiti della prospettiva del re (che rappresenta in un certo senso le nostre idee occidentali). Molte domande interessanti ci vengono indirettamente poste, sollevate dai protagonisti che sono persone molto interessanti. In ogni caso, il film non pone domande dirette al pubblico ma ci invita a riflettere su alcune questioni come il concetto dell'esistenza della monarchia e degli Stati. Un film ironico ma anche profondo.

Il secondo film che abbiamo deciso di vedere è "DOGS" (Caini) di Bogdan Mirică. Il film, resentato al Festival di Cannes nel 2016, ci porta immediatamente al centro degli eventi. Poi il pubblico scopre il protagonista Roman e la sua storia che si incrocia con il destino degli altri personaggi. Mano a mano e lentamente (molto lentamente!) il pubblico inizia a cogliere la trama di questo film abbastanza duro. Ancora una volta, una pellicola ci porta a scoprire l'Europa Orientale ed i Balcani, i confini tra Romania ed Ucraina. E' qui che Roman, per vendere la propria terra, deve affrontare il passato del nonno che rivela la natura sanguinosa degli uomini. Questa volta, gli spetattori sono portati a riflettere sulle differenze tra la campagna e le città moderne. Il crimine è al centro della storia, mostrando come il conflitto tra modernizzazione e tradizione esista ancora in alcune comunità europee.    

Entrambi i film sembrano essere molto legati alle regioni nelle quali sono stati ambientati e ci regalano una panoramica su queste culture, sulla vita quotidiana così distante dalla nostra. Attraverso scene più lente e paesaggi alle volte polverosi ed aridi, le immagini ci trasportano nella realtà (e non nell'immaginazione) di questi paesi. Con trame differenti e temi vari, ci forniscono un'idea generale di queste comunità, che ci ricordano le lotte percepite in  “The Good Postman” al Millennium Film Festival. Ne risulta un'affascinante regione Balcanica, alle volte anche spaventosa e fragile.  

Se lo scopo del Brussels Film Festival è quello di celebrare la ricchezza del cinema europeo, questi film ne sono proprio la prova, producendo un grande impatto sul pubblico e permettendoci di scoprire un'altra faccia dell?Europa.