Il blues del calcio francese

Articolo pubblicato il 10 aprile 2008
Articolo pubblicato il 10 aprile 2008
Sono già passati più di 15 anni. Eravamo nel 1993, l'Olympique di Marsiglia vinceva la Champions League. Da allora il deserto. Nessun club francese è più riuscito a scalare le cime del calcio europeo. Mentre il Real Madrid ha vinto nove volte la prestigiosa coppa, il Milan AC sette volte, cinque il Liverpool e quattro il Bayern di Monaco, la Francia in confronto fa una pessima figura.

Secondo Bernard Laporte, segretario di Stato allo sport, una delle prime cause del malessere nel calcio francese si chiama deficit finanziario. “E’ sul piano economico che siamo penalizzati” ha dichiarato l’ex allenatore della nazionale francese ai giornalisti di Téléfoot.

Un miliardario per il Chelsea

Mentre gli investitori stranieri si buttano sui club di calcio europei come il miliardario russo Roman Abramovitch per il Chelsea, oppure i fondi di pensione americani per il Manchester, pochi sono i capitali stranieri ad essere attratti dalla Francia. Non sono i club che rifiutano gli investitori stranieri. Sono loro che non s’interessano a noi” prosegue Bernard Laporte, “perché, quando vedono i nostri incassi e le condizioni nelle quali si svolgono le nostre partite, preferiscono mille volte andare a investire in Spagna o in Inghilterra.” Effettivamente, i bilanci dei club francesi sono di tre volte inferiori a quelli dei club europei di stesso livello. Uno studio di auditing sul fatturato dei club europei dello studio Deloitte classifica ai tre primi posti il Real Madrid (con 351 milioni di euro), il Manchester United (con 315) ed il FC Barcellona (con 141), mentre il primo dei club francesi, l’Olympique Lyonnais, arriva soltanto al tredicesimo posto con 141 milioni di euro e l’OM di Marsiglia è solo al diciannovesimo con 99 milioni. Sarà dovuto alla fiscalità, più pesante in Francia, o ancora al fatto che una clausola di solidarietà per i club minori è inclusa sui benefici televisivi, il fatto è che i club francesi risultano meno attrattivi. I primi a confermarlo sono i giocatori: Robert Pires, che ha passato gran parte della sua carriera all' Arsenal (Regno Unito) lo conferma davanti alle telecamere di Téléfoot: “E’già difficile ritornare -in Francia-, sul piano sportivo, ma, sul piano finanziario… non è proprio possibile” … In serie A, abbiamo il migliore esempio col Paris Saint Germain, spesso preso di mira dai Guignols dell’Info” su Canal +. L’ex allenatore del PSG, Luis Fernandes spiega le ragioni della debacle parigina nel quotidiano sportivo Direct Plus del 27 marzo 2008: “ E’ un club giovane, bisogna precisarlo. Con i primi titoli e con l’arrivo di Canal + abbiamo iniziato a crescere a livello europeo. In quel momento, non abbiamo costruito delle basi solide.” Aggiunge poi laconico: “Anno dopo anno la situazione è peggiorata. Non abbiamo saputo rafforzarci al livello della formazione. Abbiamo sopratutto cambiato allenatori e presidenti e pensato di più a vendere e comprare giocatori.”

Club versus equipe nazionale

Come poter competere con gli inglesi che ricevono compensi tre volte più alti della media dei francesi? Anche se alcuni club come l’Olympique de Lyon tentano di diversificare facendosi quotare in borsa o con un marchendising più spinto (maglie, saloni di parrucchieri o anche scuole guide) , queste iniziative rimangono minoritarie. Ad Eric Besson, nuovo segretario di Stato alla prospettiva, è stato affidato il compito importantissimo di occuparsi della competitività del calcio francese! Eppure la situazione non è così nera. La Francia possiede una buona rete di centri di formazione dove, ogni anno, vengono scoperti le future vedette del calcio francese e forse europeo. D’altronde, club come Cannes, Auxerre, Lyon o ancora Monaco hanno svelato il talento di giocatori come Zinedine Zidane, Thierry Henry, Franck Riberi o Karim Benzema quando erano ancora adolescenti. Infatti “les Bleus” sono arrivati in finale nell’ultima Coppa del mondo svoltasi in Germania, si sono qualificati per l’Euro 2008 in Austria e in Svizzera allorché David Beckham ed i suoi colleghi britannici, a quella finale non potranno nemmeno accedere nel giugno prossimo.

Johara BOUKABOUS

Traduction Noelle Tomasi

Foto: Marius Hanstad/FlickR