Ideafix Cracovia: come recuperare autostima

Articolo pubblicato il 06 maggio 2014
Articolo pubblicato il 06 maggio 2014

In Polonia, i giovani si sono abitutati a non apprezzare adeguatamente se stessi, preferendo nella maggioranza dei casi ciò che proveniva dal di fuori. Adesso, però, questa tendenza sta cambiando. Il progetto IdeaFix, con sede a Cracovia, sembra essere uno dei paradigmi responsabili di questo cambio di rotta. Un concept store in cui sono in vendita prodotti realizzati unicamente da polacchi.   

Cra­co­via è una città di con­tra­sti. In ap­pa­ren­za gri­gia, ac­co­glien­te nei suoi an­go­li. Un luogo scos­so dalla sua sto­ria re­cen­te che prova ad adat­tar­si con ra­pi­di­tà ad un si­ste­ma rag­giun­to con af­fan­no. Ol­tre­pas­san­do łRynek Główny, la idil­lia­ca piaz­za cen­tra­le che ac­co­glie l'as­sal­to di mi­glia­ia di tu­ri­sti, sco­pria­mo una città che non co­strin­ge il tu­ri­sta al colpo di ful­mi­ne, ma con­qui­sta len­ta­men­te con la con­sa­pe­vo­lez­za che non potrà re­si­ster­le. I bloc­chi di edi­fi­ci ana­cro­ni­sti­ci ur­la­no la ne­ces­si­tà di una ri­for­ma, spor­chi e tra­scu­ra­ti, ma allo stes­so tempo ce­la­no nei pian­ter­re­ni luo­ghi che po­trem­mo ri­tro­va­re in un qual­sia­si ri­no­ma­to quar­tie­re alla moda di una gran­de ca­pi­ta­le. Que­sta real­tà è una sorta di spec­chio del ca­rat­te­re del suo po­po­lo. Dif­fi­den­te, di­stan­te, fred­do a prima vista. Ami­che­vo­le e ac­co­glien­te ad uno sguar­do ap­pro­fon­di­to. L'an­ti­co quar­tie­re ebreo di Ka­zi­mierz è di­ven­ta­to uno dei luo­ghi più fre­quen­ta­ti dai gio­va­ni della città. Tra le sue stra­de un'in­fi­ni­tà di ne­go­zi, bar e lo­ca­li di ogni tipo, ger­mo­gli di crea­ti­vi­tà e il­lu­sio­ni spon­ta­nee. Un am­bien­te, quel­lo at­tua­le, che con­tra­sta mol­tis­si­mo con una sto­ria tri­ste e de­ca­den­te che si av­ver­te in ogni an­go­lo del di­stret­to. Al­l'in­ter­no di que­sto eco­si­ste­ma, al nu­me­ro della stra­da Bocheńska, ci im­bat­tia­mo nella sede di Idea­Fix. Un con­cept store in cui esi­ste un'u­ni­ca pre­mes­sa.

"Only Po­lish De­sig­ners"

Già al­l'in­gres­so, stam­pa­to sul gri­gio mat­to­ne con sten­cil e spray nero, si può leg­ge­re chia­ra­men­te l'u­ni­ca legge esi­sten­te nel­l'u­ni­ver­so Idea­Fix. "Only Po­lish De­si­gners", av­ver­te. Al­l'in­ter­no, in­ve­ce, nulla sem­bra al di fuori del nor­ma­le. Basta un'oc­chia­ta per sco­prire un luogo spa­zio­so che pul­lu­la di crea­ti­vi­tà in tutte le sue va­rian­ti, de­co­ra­to con buon gusto e qual­che tocco ri­schio­so. Abiti, so­prat­tut­to abiti. Ma anche com­ple­men­ti, di­schi, film ed ogni tipo di bi­giot­te­ria. Sul sofà posto al­l'in­gres­so, Magda, una ra­gaz­za di ven­t'an­ni ve­sti­ta in tema al ne­go­zio, mi offre il suo aiuto. Quan­do le dico che mi pia­ce­reb­be scri­ve­re un re­por­ta­ge sul pro­get­to, mi fissa un in­con­tro con Anna, un'ad­det­ta di Idea­Fix, per il gior­no suc­ces­si­vo.

La in­con­tro al­l'o­ra sta­bi­li­ta, sullo stes­so di­va­no. È una ra­gaz­za gio­va­ne, ve­sti­ta senza la­scia­re nulla al­l'im­prov­vi­sa­zio­ne, dagli occhi chia­ri e lo sguar­do se­re­no. Si per­ce­pi­sce dal suo modo di fare quan­to sia a suo agio con l'am­bien­te cir­co­stan­te. Un mi­me­ti­smo to­ta­le. Mi rac­con­ta che tutto co­min­ciò nel 2009, con l'u­ni­ca am­bi­zio­ne di of­fri­re un luogo "dove le per­so­ne crea­ti­ve di Cra­co­via po­tes­se­ro espor­re le loro opere". La sua ini­zia­ti­va ri­spo­ndeva sem­pli­ce­men­te ad una do­man­da na­tu­ra­le che la città con una gran­de ef­fer­ve­scen­za ar­ti­sti­ca ri­chie­de­va con forza. "C'e­ra­no molti ar­ti­sti in città e vo­le­va­mo dar­gli la pos­si­bi­li­tà di poter mo­stra­re al mondo le loro crea­zio­ni", dice Anna. Nel suo lo­ca­le or­ga­niz­za­no con­fe­ren­ze, espo­si­zio­ni, ses­sio­ni di pit­tu­ra dal vivo, la­bo­ra­to­ri ed altre at­ti­vi­tà che con­sen­to­no ai cit­ta­di­ni di en­tra­re in con­tat­to con gli ar­ti­sti. In se­gui­to, il pro­get­to ha ini­zia­to a cre­sce­re. De­si­gner di tutto il paese vo­le­va­no pren­de­re parte al pro­get­to.

Alla do­man­da sul cosa do­vreb­be fare un de­si­gner per poter espor­re il suo la­vo­ro o ven­de­re le sue crea­zio­ni in Idea­Fix, la ri­spo­sta è chia­ra. "Qua­lun­que crea­to­re può con­tat­tar­ci e in­viar­ci il suo port­fo­lio. La cosa fon­da­men­ta­le, ciò di cui siamo sem­pre alla ri­cer­ca, è che sia qual­co­sa di ori­gi­na­le. Non si trat­ta uni­ca­men­te di ven­di­te, quan­to di of­fri­re un pro­dot­to con un va­lo­re ar­ti­sti­co. Non vo­glia­mo se­gui­re la moda", af­fer­ma Anna senza va­cil­la­re. I pro­dot­ti spa­zia­no dalle t-shirts e gli abiti, ai ta­vo­li e le lam­pa­de, pas­san­do per i di­schi e i film di gio­va­ni crea­to­ri. "Ci piace pro­muo­ve­re gio­va­ni ta­len­ti mu­si­ca­li non an­co­ra alla ri­bal­ta, per­so­ne che non hanno bud­get per poter di­stri­bui­re il loro la­vo­ro. Per quan­to ri­guar­da i film, ven­dia­mo quel­li che con­si­de­ria­mo più me­ri­te­vo­li. Ci ado­pe­ria­mo per es­se­re ta­lent scout: non sono solo gli ar­ti­sti a met­ter­si in con­tat­to con noi, ma siamo anche noi a ra­strel­la­re il mer­ca­to in cerca di quel­la sfu­ma­tu­ra crea­ti­va ori­gi­na­le", ag­giun­ge. L'u­ni­cio re­qui­si­to per qual­sia­si og­get­to che de­si­de­ri ac­ce­de­re al­l'in­ter­no di que­sto museo della crea­ti­vi­tà è che sia stato par­to­ri­to dalla mente di un cit­ta­di­no po­lac­co. 

In con­tro­ten­den­za

Non si trat­ta di un ri­fiu­to verso ciò che è stra­nie­ro, quan­to di po­ten­zia­re l'au­toc­to­no nel luogo in cui me­ri­ta di stare. Una sorta di di­scri­mi­na­zio­ne po­si­ti­va verso i pro­dot­ti no­stra­ni per re­cu­pe­ra­re l'au­to­sti­ma persa du­ran­te lungo tempo. "In Po­lo­nia ci sono molti arts­i­ti va­li­di, che con­ce­pi­sco­no pro­dot­ti di alta qua­li­tà allo stes­so li­vel­lo di altri de­si­gner in­ter­na­zio­na­li. Oggi, nel­l'e­ra do­mi­na­ta da In­ter­net", pro­se­gue "ab­bia­mo la pos­si­bi­li­tà di ac­qui­sta­re pro­dot­ti frab­bri­ca­ti dal­l'al­tra parte del pia­ne­ta. Ci piace pro­muo­ve­re chi è ori­gi­na­riio di qui ed è bravo", dice Anna cer­can­do di giu­sti­fi­ca­re una de­ci­sio­ne che po­treb­be es­se­re con­si­de­ra­ta re­strit­ti­va. In Idea­Fix non si ven­do­no solo pro­dot­ti. Si vende il va­lo­re di ciò che è fab­bri­ca­to in Po­lo­nia.

Forse tra qual­che anno i gio­va­ni pre­fe­ri­ran­no ve­sti­re con abiti di­se­gna­ti al­tro­ve, ma in que­sto mo­men­to ve­sti­re con mo­del­li po­lac­chi è di ten­den­za. "Non pen­sia­mo che il no­stro pro­dot­to sia mi­glio­re, ma che sia al­tret­tan­to buono, allo stes­so li­vel­lo degli altri", pre­ci­sa l'ad­det­ta del ne­go­zio. "Quan­do si con­clu­se l'e­po­ca co­mu­ni­sta, si sca­te­nò il fer­vo­re per i pro­dot­ti oc­ci­den­ta­li", ag­giun­ge. Ora la ten­den­za si sta in­ven­ten­do. Il pro­dot­to no­stra­no vende di più.

Una sfi­la­ta per pro­muo­ver­si

Il sa­lo­ne di bel­lez­za pul­lu­la di gente. Al­cu­ni dei pre­sen­ti sor­seg­gia­no cock­tails che il bar­man pre­pa­ra per gli in­vi­ta­ti in at­te­sa del­l'i­ni­zio del­l'e­ven­to. Anna ci ha in­vi­ta­ti ad una delle sfi­la­te nelle quali si esi­bi­rà la nuova col­le­zio­ne di al­cu­ni mar­chi del ne­go­zio.

"Anche voi siete blog­ger?", ci chie­de Lau­ren Lu­xen­berg. Que­sta ca­na­de­se spe­cia­liz­za­ta in moda, au­tri­ce del blog Style Sa­va­ge, è di pas­sag­gio in città in com­pa­gnia di un'a­mi­ca. Ha sco­per­to il nome Idea­Fix in una delle guide di moda della città e ha vi­si­ta­to il ne­go­zio. "Siamo en­tra­te per com­pra­re qual­che abito e Anna ci ha in­vi­ta­te alla sfi­la­ta", ci rac­con­ta­no. Senza dub­bio, il team ha sa­pu­to ven­de­re al me­glio il suo pro­get­to. In­fat­ti, molte guide e ri­vi­ste in­ter­na­zio­na­li, dal Giap­po­ne ai Paesi nor­di­ci, hanno ini­zia­to a par­la­re di un ne­go­zio di Cra­co­via nel quale si scom­met­te sui pro­dot­ti rea­liz­za­ti in casa. E dove si  ri­ven­di­ca che la Po­lo­nia, crea­ti­va­men­te par­lan­do, ha molto da dire.

Que­sto re­por­ta­ge fa parte del­l'e­di­zio­ne spe­cia­le del pro­get­to "EU­to­pia: Time to Vote", de­di­ca­to a Cra­co­via. Il pro­get­to è co-fi­nan­zia­to dalla Com­mis­sio­ne Eu­ro­pea, dal Mi­ni­ste­ro degli este­ri fran­ce­se, dalla fon­da­zio­ne Hip­po­crè­ne, la fon­da­zio­ne Char­les Leo­pold Mayer e la fon­da­zio­ne EVENS.