Ich bin ein Berliner: come la destra dell'AfD mi ha aperto gli occhi

Articolo pubblicato il 21 settembre 2016
Articolo pubblicato il 21 settembre 2016

(Opinione) Il partito di estrema destra Afd ha sconfitto il partito cristiano-democratico di Angela Merkel nelle elezioni che si sono svolte a Berlino lo scorso weekend, e questo significa che il partito della Cancelliera farà ora parte dell'opposizione. Di per sè non è una gran bella notizia, eppure "mi ha fatto sentire una vera berlinese come mai prima d'ora".

Mentre mi recavo al seggio nel mio quartiere di Berlino, domenica mattina, camminando ho incrociato un uomo e una donna che chiacchieravano in compagnia dei loro cani. «È pericoloso» stava dicendo la donna, indicando la palla verde che il cane dell'uomo stava tenendo in bocca. L'uomo rise: «È daltonico». «E' quel che dico sempre di me» rispose la donna, in un chiaro dialetto berlinese.

Perfino il colore dei giocattoli per cani è considerato politico, in questa soleggiata giornata di autunno della capitale tedesca. Ed è andata a finire che il cane ci ha visto giusto. Nei prossimi anni, Berlino sarà probabilmente guidata da una coalizione rosso-verde-rosso, formata da Social-Democratici (SPD), Verdi e Sinistra. I cristiano-democratici di Angela Merkel hanno ottenuto il peggior risultato di sempre a Berlino, e sono quindi passati all'opposizione.

Il gran vincitore della serata è però l'AfD (Alternative fur Deutschland), partito populista di estrema destra. Nonostante infatti fossero le prime elezioni cittadine a Berlino in cui avesse mai preso parte, il partito ha ricevuto ben il 14,2% delle preferenze. Proprio deprimente come sembra. Contrariamente alle premesse contenute nel suo nome, l'AfD tuttavia non offre affatto una alternativa politica, ad eccezione di dichiarazioni populiste e la pressante richiesta di fermare gli arrivi dei rifugiati in Germania. Un must per i membri di questo partito, che ancora una volta hanno fatto propri slogan razzisti e commenti estremisti.

Prendiamo ad esempio Beatrix von Storch, una dei leader dell'AfD a Berlino, la quale una volta ha suggerito di sparare ai rifugiati in arrivo lungo i confini, salvo poi naturalmente dichiarare che si trattava solo di un grande malinteso. Al momento il partito sta tentando di dare nuova vita al termine tedesco "völkisch" (populista o nazionalista, n.d.t.), non senza ragione oggi caduto in disuso, per i richiami al concetto razziale (e quindi razzista) utilizzato dal partito nazista. Durante l'abituale diretta serale televisiva sulle elezioni, un sostenitore dell'AfD ha dichiarato che nessun partito era tanto lontano dall'estremismo di destra quanto l'AfD. Ho dovuto spegnere il televisore.

Ma in fondo c'è anche qualcosa di positivo in queste elezioni, ossia l'affluenza alle urne più alta dal 2001. Circa 100.000 aventi diritto, che non avevano partecipato alla passata consultazione elettorale nel 2011, oggi hanno fatto sentire la propria voce. Sfortunatamente, è stato l'AfD a beneficiarne. Eppure, nonostante tutto, il fatto di aver portato più persone alle urne è comunque un evento estremamente importante in ogni democrazia. Quale sarebbe l'alternativa? Suggerire alla gente di non votare al fine di ottenere il risultato desiderato? Suona come uno scherzo, ma pochi mesi fa alcuni esperti di comunicazione vicini al partito Social-Democratico proposero esattamente questo.

Questa è stata la mia prima elezione a Berlino da quando mi sono trasferita qui, nel febbraio 2012, e stranamente mi ha fatto sentire una vera berlinese come mai prima d'ora. Non ho mai voluto vivere nella capitale. Vi arrivai per un tirocinio, ma poi ho finito per rimanere qui per il lavoro. Sono più una berlinese di testa che di cuore. Eppure, seguendo ieri la copertura mediatica delle elezioni in televisione e vedendo tutti i berlinesi scontrosi, arrabbiati e insoddisfatti intervistati per le strade, non ho potuto fare a meno di sentirmi offesa per conto della città. Ascoltando queste persone (e le voci drammatiche dei giornalisti televisivi) si potrebbe avere l'impressione che Berlino sia il peggior posto dove vivere dell'Europa.

È vero che molte cose a Berlino non funzionano: per il nostro splendido nuovo aereoporto sono stati investiti miliardi di euro ad esempio, ma nessuno crede che verrà veramente mai aperto. Cantieri infiniti, amministrazione disastrosa, e tutto questo prima dell'avvento dell'AfD.

Berlino può essere una gran pena, una vera e propria spina nel fianco. Ma in fondo rimane pur sempre la nostra spina.