I tirocini non retribuiti aumentano le disuguaglianze nel mercato del lavoro​

Articolo pubblicato il 25 febbraio 2016
Articolo pubblicato il 25 febbraio 2016

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Se sei appena uscito dall’università e hai iniziato a cercare lavoro, probabilmente ti sarà capitato di pensare: “come posso lavorare in questo campo se devo avere esperienza?”. La risposta è semplice: tirocinio. Spesso, tuttavia, si tratta di collaborazioni non retribuite, che non tutti possono permettersi di accettare. Forse questi tirocini escludono una grossa fetta della società?

Per poter accettare un tirocinio non retribuito bisogna scendere a molti compromessi. Kaisa Larjomaa, 32enne finlandese, nel 2013 ottiene un tirocinio presso una ONG di Bruxelles. Il compenso però è molto basso: 500€ al mese non bastano nemmeno per le spese dell’affitto in città. Alla fine riesce comunque a svolgere il tirocinio grazie a un prestito dalla banca, dall’università di origine in Finlandia e a un’ulteriore borsa per le spese di viaggio. Eppure il suo compenso è più alto rispetto alla maggior parte delle offerte di tirocinio e, come le ricordano in ufficio, “dovresti ritenerti soddisfatta”, perché molte organizzazioni “non pagano nemmeno un centesimo”.

I tirocinanti di Human Rights Watch denunciano un sistema di disuguaglianze

Lo scorso dicembre, alcuni tirocinanti di Human Rights Watch a Bruxelles hanno pubblicato un articolo dal titolo “Tirocini non retribuiti alla Human Rights Watch – facciamo così tanto e meritiamo così poco?”, evidenziando l’ironia di una ONG che promuove le pari opportunità nel mondo ma non le applica al suo interno. Human Rights Watch si vanta di “garantire un impiego nel rispetto delle pari opportunità, senza discriminazioni nelle assunzioni e impegnandosi nel ricercare i candidati da una rosa diversificata, al fine di costruire un team di lavoro quanto più solido possibile”. Tuttavia, non potrai far parte della rosa diversificata di candidati, se non puoi permetterti di vivere a Bruxelles, New York, Washington, Londra e Ginevra senza uno stipendio. E specie con le ONG, non otterrai mai un lavoro in quel settore se prima non hai fatto un tirocinio.

Stando alle parole dell’articolo, lo sfruttamento dei tirocinanti di Human Rights Watch deve finire, l’organizzazione “può e deve fare di più rispetto alle altre organizzazioni, se vuole meritarsi la reputazione di faro della giustizia”.

Orientarsi nella giungla delle offerte

Per sopravvivere a un tirocinio non retribuito, un’opzione è quella di fare un altro lavoro, ma se il tirocinio ti impegna per 35 ore alla settimana, è un’opzione stressante e che spesso finirà per compromettere la tua produttività.

Melissa Hutsell, 27 anni, californiana, si è trovata in questa situazione nei primi anni di università. Il suo corso prevedeva un tirocinio, da svolgere durante le lezioni - molti studenti, in America, sono abituati a studiare e a lavorare a tempo pieno, spiega. Inoltre, nella primavera del 2010 è stata costretta ad accettare un tirocinio non retribuito, poiché non era riuscita a trovarne uno che prevedesse un compenso. “Ho trovato molti ostacoli, durante la giornata non avevo il tempo sufficiente per fare le cose in modo adeguato e ciò ha compromesso sia la mia performance sul lavoro che, in ultimo, i miei studi”, spiega.

Molto dipende anche da dove abiti. Se abiti in una grande città dove ci sono diverse opportunità, almeno non dovrai pagare l’affitto; se poi abiti con i tuoi genitori, non ci sono altre spese. Così, la 23 enne Sara Abbasi (Regno Unito) è riuscita a svolgere un tirocinio non retribuito nel 2010 e nel 2014 in una delle città più care al mondo: Londra. Daria Sukharchuk, 24 anni, dalla Russia, ha svolto un tirocinio non retribuito all’Unesco nell’estate del 2014, prima di iniziare il suo secondo anno di master all’università di Amburgo. L’università ha fornito un piccolo contributo economico ed è stata “particolarmente fortunata perché Amburgo non è la città più cara d’Europa, nulla a che vedere con Ginevra, Amsterdam o Parigi”. “Ovviamente anche i miei genitori mi hanno aiutato”, aggiunge.

Per coloro che arrivano da paesi extra-europei si aggiungono le procedure per il visto e quindi ulteriori spese. Daria non ha dovuto sottoporsi a nessun controllo per entrare in Germania, ma per ottenere il permesso di soggiorno è stato necessario dimostrare di avere un reddito sufficiente e un adeguato conto in banca. Secondo Daria, per fare un tirocinio devi “essere ricco, avere la cittadinanza giusta o il permesso giusto. Non sono sicura che chiunque avrebbe potuto fare un tirocinio come il mio”.

Il giusto mix tra circostanze favorevoli, fortuna e sostegno economico sono gli ingredienti necessari per potersi avventurare in un tirocinio non retribuito – tante cose da dover mettere insieme, solo per poter fare esperienza.

Accesso limitato alle opportunità: quali conseguenze?

Cosa vuol dire escludere chi non può permettersi i tirocini non retribuiti? Come sottolinea da Daria, chi viene dall'estero troverà maggiori difficoltà e il tirocinio diventa così “una cosa per pochi eletti. (…) Alcuni ragazzi vengono dai paesi in via di sviluppo, ma sono di famiglia benestante”, afferma.

Ma anche chi abita in Europa dovrà per forza “pensarci due volte prima di candidarsi”, afferma Sara; “le aziende e le organizzazioni potrebbero lasciarsi sfuggire dei grandi talenti soltanto perché un candidato molto meritevole non è del tutto convinto di fare domanda”. E in fondo, ciò significa che chi proviene da un ambiente meno privilegiato si perderà alcune opportunità e, continua Sara, “finirà per scegliere un lavoro d’ufficio che non gli piace veramente, ma che deve fare per motivi pratici”.

Le conseguenze nel lungo termine saranno evidenti, in quanto “nei settori competitivi come quello dei media o del giornalismo mancano molti talenti, perché chi ha meno possibilità non ha l’esperienza necessaria per quei lavori. È un circolo vizioso e i tirocini non retribuiti ne sono la causa”, conclude.

Escludere chi non può permettersi di fare esperienza gratis equivale a perdere dei potenziali candidati e “tagliare fuori proprio chi ha bisogno di emergere”, come afferma un articolo della Human Rights Watch. Un circolo vizioso che può essere interrotto semplicemente aggiungendo al budget una voce per lo stipendio dei tirocinanti, ponendo così fine a un sistema di disuguaglianze.

Proofread by Danica Jorden