"I siciliani sono i più intelligenti, perchè si buttano via così?"

Articolo pubblicato il 04 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 04 dicembre 2015

Mentre sul web e sui giornali infuria la polemica sulle frasi del cantautore Roberto Vecchioni a proppsito della Sicilia, anche noi della redazione di cafébabel Palermo ci siamo confrontati su Facebook. Ne è uscito un mosaico di opinioni divergenti, sullo sfondo di un'isola che non accoglie, ma a volte intimorisce lo "straniero". 

«Pensate che sia qui solo per sviolinare [...]. In città ci sono 400 su 200 persone senza casco e in tutti i posti ci sono tre, non due, file di macchine per cui si deve passare con una fatica tremenda. Questo è poco, ma significa che tu non hai capito, non hai capito cos'è la vita, non hai capito cos'è il senso dell'esistenza con gli altri, del concetto con gli altri. Non lo sai, non lo conosci, non puoi saperlo. È inutile che ti mascheri dietro il fatto che hai il male più bello del mondo... Non basta, scusate...». Ha esordito così Roberto Vecchioni ad un incontro dell'Univesità di Palermo, fino ad arrivare alle parole "incriminate", «isola di merda», che ha alzato un polverone mediatico.  

Ma agli studenti di Ingegneria il professore-cantautore ha anche detto: «Io non amo la Sicilia che non si difende, che non difende le sue coste, la sua intelligenza, la sua cultura [...]  I siciliani sono la razza più intelligente al mondo. Perché si buttano via così.

Salvatore: Che ne pensate delle parole di Vecchioni?

Giulia: Che conferma come in Italia alcuni cretini continuino a passare per grandi intellettuali.

Andrea: Mi ha colpito la frase: «Non sai cos'è l'esistenza con gli altri», purtroppo vera secondo me. Per il resto modi, metodi, contesti e parole inopportuni.

Salvatore: Concordo. Nella sostanza, difficile da contraddire.

Marta: A parte il fatto che Vecchioni biascicava (chi era lì ha detto che fin dall'inizio è arrivato in condizioni non ottimali), però noi siciliani la dobbiamo smettere di sentirci onnipotenti e "a-criticabili"! Sì, nella sostanza ha davvero ragione. 

Giulia: Mi spiace, io non sono d'accordo neanche sulla sostanza! Non perché non abbia parlato di situazioni reali, ma perché nel suo tentativo di stabilire causa ed effetto, mi sembra lo scemo che guarda il dito di chi indica la luna. Dopodiché sarei interessata a sentire il discorso completo, dato che come sempre ho poca fiducia nelle frasi decontestualizzate.

Salvatore: Giusto. Secondo me, però, non dovremmo dargli nemmeno il motivo per permettersi di fare certe esclamazioni (appunto, inopportune)!

Salvatore: Tradotto: abbiamo il prosciutto (ossia, il mare) davanti agli occhi...

Guido: Secondo me molto superficiale e per certi versi banale come discorso e come critica, sono d'accordo con Giulia. Non è una questione di "a-criticabilità", è una questione di comprendere la cultura che sottende a certi tipi di comportamenti. È vero che in Sicilia viviamo la tragedy of the commons e che alcuni aspetti di questo concetto largamente inteso sono più accentuati, ma dire che «è un'isola di m...» perchè la gente posteggia in terza fila si commenta da sé.

Riccardo: Io penso che abbia ragione... Ma l'ho capito solo dopo, quando ho letto le critiche sui social. Di base ha fomentato il passatempo preferito del palermitano medio, stare seduto e lamentarsi senza far nulla...

Giorgio: Battuta infelice, di cattivo gusto. Vecchioni è un buon professore, un mediocre cantante e un falso poeta. Anche se il suo pensiero è condivisibile da parte di molti palermitani e siciliani, non può e non deve essere espresso con quei toni in un ambiente istituzionale come quello universitario. Sgarbi lo avrebbe inabissato con i suoi «capra, capra, capra» moltiplicati per 100 volte. Poi concordo con Marta, non era in gran forma...

Tullio: Io invece penso che non ci voleva Vecchioni per dire la triste realtà. Quando ho sentito la sua frase mi sono immaginato lui appena arrivato all'aeroporto che si trova di fronte alla desolazione. Magari percorrendo l'autostrada in zona Isola delle Femmine-Capaci piene di munnizza, poi il traffico alla palermitana appena entrato in città, le solite macchine in doppia fila a qualsiasi orario. Insomma l'anarchia totale. Purtroppo ha colto nel segno, qui non abbiamo idea di cosa sia l'esistenza con l'altro. Il senso di comunità non supera la famiglia e gli amici e per il siciliano è sempre colpa degli altri, guai ad essere giudicato dall'esterno. 

Ornella: È la storia più vecchia del mondo, arriva uno "straniero" e fa i conti con quello che gli avevano detto della Sicilia e dei siciliani, a volte si lascia sopraffare dai pregiudizi ed è cieco e altre volte invece, si lascia andare alla realtà. E la realtà da queste parti è proprio quella, dura e contraddittoria, che ha detto Vecchioni: quella di una Sicilia che non si difende. Ci siamo chiesti da chi si deve difendere? Si deve difendere da se stessa, si deve difendere dal suo popolo che non la valorizza, si deve difendere anche da chi si lamenta ogni giorno del traffico, della sporcizia e dell'inciviltà, ma appena qualcuno critica la sua Sicilia inizia a fare la vittima e a insultare. La frase è stata sicuramente fuori luogo, ma Vecchioni ha detto la verità.

Per finire un'ultima precisazione, Roberto Vecchioni ha generalizzato e la generalizzazione non può mai essere specchio veritiero della realtà. Tuttavia cerchiamo di fare in modo, nella nostra quotidianità, che i siciliani si meritino la Sicilia: valorizziamo la nostra terra non difendiamola solo a parole!