I peccati della politica in video

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2009
Articolo pubblicato il 03 febbraio 2009
I nostri beneamati rappresentanti sono costantemente sotto i riflettori e tutti sappiamo che non sono esattamente un modello di virtù. Ecco però una piccola selezione dei loro peccati “capitali”. I video di Sarkozy, Berlusconi, Juan Carlos e Julija Tymošenko.

Impulsività

Il politico ha una vita difficile. Non deve solo pensare all'opposizione, alla stampa pronta a cogliere ogni minimo cedimento, ma deve anche stare attento a quello che dice. Come fare a tenere i nervi saldi? In Ucraina, i partigiani del Blocco elettorale di Julija Tymošenko si sono dimenticati per un momento di essere in Parlamento e non ad una partita di calcio e hanno deciso di sfogare il loro malcontento. Si sono lanciati in battaglia contro i rappresentanti del Partito delle Regioni di Wiktor Janukowycz. 

È difficile controllarsi quando si è irritati, o meglio scioccati. Il Re di Spagna Juan Carlos ha espresso la sua contrarietà per la mancanza di cultura del Presidente venezuelano Hugo Chavez con le seguenti parole: «Ma perché non taci?» Il popolo ha sostenuto il sovrano fino al punto di farne delle suonerie per il cellulare e delle hit da discoteca. Probabilmente la frase di Juan Carlos entrerà nella storia come quella di Winston Churchill, che anche da ubriaco manteneva un intelletto fino: «Ma Lei è ubriaco!», «Sì, ma domani sarò nuovamente sobrio, mentre Lei resterà brutta, signora»,avrebbe detto Churchill a Bessie Braddock.

Autovenerazione

«Sono l’unto del Signore »: sono parole del signore d'Italia, il settantaduenne Silvio Berlusconi. Oltre alla dichiarata vocazione al martirio, è noto per la fama di comico. Chi oserebbe ricevere la delegazione tedesca, con a capo Angela Merkel, saltando fuori da dietro una colonna come un coniglio dal cappello, per accoglierla con le parole: «Cu Cu, sono qui!»? Più di ogni altra cosa, però Berlusconi ama ritornare all'infanzia, ai tempi dei giochi. Oltre al senso dello humor l'impetuoso italiano ha il senso dello stile e dell'eleganza. Gliel'attribuisce la rivista Vanity Fair, che l'ha collocato nell'elenco delle 100 persone meglio vestite del pianeta. Come persona di una certa età si preoccupa molto di avere un bel look, perciò si è sottoposto ad una serie di operazioni: al naso, al mento, alcuni trapianti di capelli, e inoltre, porta i tacchi. Berlusconi si rende conto di essere mortale, perciò ha deciso di preoccuparsi della sua vita dopo la morte. Sotto la sua villa vicino a Milano si trova un mausoleo privato per lui e i suoi collaboratori. Ave Silvio!

Il parlamentare polacco Janusz Palikot ha espresso il suo interesse museale per gli edifici. È stato acclamato supremo scandalista della IV Repubblica dopo essere diventato famoso per aver chiamato il Presidente Lech Kaczyński "porco" nonché per aver sventolato un vibratore ad una conferenza stampa. Ora vuole acquistare l'appartamento dell'ex Ministro della Giustizia Zbigniew Ziobry, che è stato condannato dal Tribunale al pagamento di 30mila zloty di multa e alla gogna mediatica per diffamazione del cardiochirurgo Mirosław G. Ziobry non riesce a pagare la multa, perciò deve vendere il suo appartamento e Palikot, da buon samaritano, ha deciso di venirgli in aiuto: «E perciò come gesto d'onore ho deciso di salvare l'onore offeso e con questo dichiaro pubblicamente che comprerò volentieri l'appartamento di Zbigniew Ziobry (...) e vi creerò un museo della IV Repubblica. Per i primi mesi sarà aperto a tutti, poi solo agli studenti, a ingresso libero». Se lo costruirà davvero, non importa che sia per desiderio di salvare la reputazione ormai compromessa dell'ex ministro, porterà la luce della conoscenza politica al popolo.

Un'eccessiva tendenza a mostrare i propri sentimenti

Anche i politici sono sentimentali. Capo indiscusso è il Presidente (Chesi/flickr)francese Nicolas Sarcozy, che ama abbracciare, baciare e dare pacche sulle spalle al suo interlocutore. Quello che Napoleone in Francia ritiene naturale, non è necessariamente gradito al Cancelliere tedesco Merkel. Corre voce che la sua cancelleria abbia emesso una nota diplomatica per chiedere di mantenere la moderazione.

Anche il Presidente polacco Lech Kaczyński ama dimostrare la sua gioia. Desideroso di ringraziare Sarkozy per averlo aiutato ad ottenere un posto al vertice sull'energia a Brusselles gli si è avvicinato con le dita delle mani aperte a formare la lettera V. In Polonia questo gesto indica vittoria, ma per esempio in Gran Bretagna e Nuova Zelanda il segno di vittoria rovesciato è equivalente al "gesto dell'ombrello" di Kozakiewicz.