«I negoziati per l’ingresso nell’Ue potrebbero iniziare nel 2010»

Articolo pubblicato il 17 ottobre 2005
Articolo pubblicato il 17 ottobre 2005

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Ivan Kuleba, ambasciatore ucraino a Praga, è convinto che l’Ucraina continuerà a portare avanti le riforme necessarie per un eventuale ingresso nell’Ue.

Avendo lavorato al Ministero degli Affari Esteri dell’Ucraina fin dal 1992, l’anno successivo all’indipendenza dal dominio sovietico, Ivan Kuleba ha visto l’Ucraina svilupparsi durante le sue tappe più decisive. In seguito alla Rivoluzione arancione dello scorso dicembre, la democrazia e il principio di legalità sono stati ora stabiliti. Questo potrebbe quindi significare che l’Europa accoglierà presto un nuovo Paese membro?

Come valuta il possibile ingresso dell’Ucraina nell’Ue e quando potrebbe avvenire?

L’integrazione nelle strutture euro-atlantiche è la nostra priorità fondamentale. Abbiamo già fatto richiesta all’Ue per diventare Paese membro associato. Tuttavia, visto il recente allargamento dell’Ue, comprendiamo che un ulteriore allargamento sia alquanto difficile. Capiamo anche che il nostro sistema si debba via via uniformare alle norme europee. Per questo stiamo cercando di raggiungere lo status di Paese “con un’economia di mercato”. In questo contesto, abbiamo chiesto all’Ue di sostenere l’ingresso dell’Ucraina nell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto). Ci giungono voci ufficiose da parte degli Stati membri dell’Ue riguardo ad un possibile avvio dei negoziati nel 2010-2012. Ma a patto di riuscire a completare le riforme politiche ed economiche necessarie.

C’è stato qualche passo concreto in direzione di un riavvicinamento fra Ucraina ed Ue? L’Ucraina ha firmato un piano d’azione con l’Ue all’inizio di quest’anno. Questo piano d’azione, valido per tre anni, implica che l’Ucraina si allinei alle leggi dell’Ue, anche in materia di diritti umani, che venga creata un’economia di mercato e che si realizzi uno sviluppo stabile. Il piano prevede l’apertura di un dialogo riguardo alla creazione di un’area di libero scambio fra l’Ucraina e l’Ue, ma soltanto in seguito all’entrata dell’Ucraina nel Wto. Infine il piano d’azione comporta la semplificazione delle procedure per le richieste di visto fra l’Ucraina e gli stati membri dell’Ue.

Quali sono le prospettive sulla fine delle restrizioni per la concessione di visti dall’Ue ai cittadini dell’Ucraina?

Sfortunatamente gli Stati membri dell’Ue continueranno a mantenere le restrizioni per i visti a seconda delle loro future necessità. Il sistema è il seguente: i cittadini dell’Ue possono visitare l’Ucraina senza visto, mentre i cittadini ucraini continuano ad avere bisogno del visto per entrare nei paesi dell’Ue, ma questo sarà gratuito. È già così con l’Ungheria, la Polonia e la Lettonia, e c’è una procedura semplificata con la Slovacchia ed altri paesi. Vorremmo introdurre questo sistema anche con la Repubblica Ceca, dove attualmente soltanto 66.000 dei 200.000 cittadini ucraini che vi abitano hanno il permesso di soggiorno. Ciò non significa che questi siano immigrati illegalmente. Tuttavia, la maggior parte dei cittadini ucraini non presenta la richiesta per il prolungamento del visto. Vorremmo raggiungere presto un accordo con il governo ceco riguardo a questa questione.

In che modo i legami più stretti con l’Ue condizioneranno i rapporti dell’Ucraina con i suoi partner tradizionali, Russia e Bielorussia?

La Russia è il nostro storico ed eterno vicino e abbiamo molte cose in comune. È impossibile “separarsi”. Abbiamo instaurato ottimi rapporti economici. Il nostro reciproco interesse è portare alla gente i vantaggi economici derivanti da questi rapporti. In seguito alle elezioni presidenziali in Ucraina, la prima visita ufficiale del nostro Presidente è stata in Russia. Lo scorso marzo il presidente russo Putin ha ricambiato la visita. Durante questa visita, entrambi i Presidenti hanno dichiarato che nei rapporti fra Russia e Ucraina non c’è alcuna questione che non possa essere risolta. Anche la Bielorussia è un partner di grande importanza. Tradizionalmente abbiamo goduto di rapporti politici ed economici molto proficui. Allo stesso tempo crediamo che fra veri amici si debba parlare apertamente dei problemi esistenti, e quindi anche delle riforme democratiche.

Quali paesi hanno dato maggior sostegno all’evoluzione dell’Ucraina?

Abbiamo ricevuto un notevole supporto da parte di tutti gli Stati membri dell’Ue, così come da parte degli Stati Uniti. Fra i Paesi europei, menzionerei la Germania, che ha stipulato un accordo per fornirci due miliardi di euro, destinati alla ricostruzione delle nostre infrastrutture. Per quanto riguarda l’Ungheria, la Polonia, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, sono i paesi che noi percepiamo come il “motore” che ci spinge verso l’Europa.

Questa intervista è stata pubblicata sul Prague Club Magazine.