I mercatini europei: un caleidoscopio urbano

Articolo pubblicato il 09 marzo 2010
Articolo pubblicato il 09 marzo 2010
Ovunque volgi lo sguardo, bancarelle, chioschi, cassette di legno, etichette con i prezzi scritti a mano, colori, profumi, rumori, arabeschi disegnati dalle traiettorie delle persone che girano per la piazza.

Nelle città romane il mercato si trovava in un edificio apposito con banchi separati l’uno dall’altro. Durante il Medioevo le vie della città divennero il centro commerciale . Queste sono le origini del mercato di El Rastro a Madrid, di Campo dei Fiori a Roma o dei mercatini di Natale, il cui progenitore è il December Market, di Vienna, nato nel lontano 1294. Alcuni mercati si tengono tutte le settimane, altri solo una volta all’anno.

L’unità di misura preferita al mercato sono gli etti, ovvero i 100 grammi (in spagnolo cien gramos, in francese cent grammes) o i chilogrammi. E come si fa in Europa meridionale a mostrare sulle dita che vogliamo una sola mela? Ma con il pollice in su!

Il mercato per le vie cittadine è un’istituzione sociale e turistica. I produttori presentano la ricchezza della propria terra e della propria cultura; per gli abitanti del posto è un’occasione per incontrare gli amici, mentre i forestieri possono sentire l’atmosfera del luogo. Non tutti ci vanno per comprare qualcosa. Ai bambini brillano gli occhi a vedere lo zucchero filato, mentre i più anziani ammirano i tesori di quando erano giovani, e gli adolescenti corrono tra la folla e l’allegria generale. Al mercato trovi cose che non ci sono da nessun’altra parte e sicuramente non a quei prezzi (almeno se sai contrattare).

Camden Town: distinguiti nella folla!

Sara SzeremetaCosa trovano i fan della cultura underground a Camden High Street e lungo il canale The Lock? Per gli emo ci sono bambolotti di pezza cuciti sullo stile delle studentesse giapponesi perverse, per i fan della tecno music T-shirt che s’illuminano mostrando il battito cardiaco da sfoggiare in discoteca, per i fan del fantasy vestiti da elfo e cappelli, e inoltre migliaia di perline. Ma il mercato non è formato solo dalla bigiotteria in legno, presente su tutti i banchi, e dal profumo di incenso; si può anche trovare il banco con abiti di moda a poco prezzo (corsetti, abiti da sera) e persino trovare del buon cibo indiano. Questo posto fiancheggiato da dighe e canali (d’estate si possono percorrere in barca) pare piacesse molto a John Lennon – così indica un apposito cartello. Ma attenzione: il mercatino artigianale a the Lock viene organizzato solo dal 1973, quindi la star non ebbe occasione di venire qui a fare acquisti.

Oltre al tipico edificio di Camden, è l’intera via ad essere un negozio in cui si trovano anche locali notturni (Electric Ballroom, KOKO) e pub (The World’s End, Devonshire Arms) per persone “a tema”: punks e fans di gothic e heavy-metal. Il giorno dopo che io e una mia amica avevamo comprato delle kefiah in tre diversi colori, scoppiò un incendio proprio in quella parte di Camden (2008). Il destino dei mercati di strada è il fatto di esistere “qui e ora”, adesso pulsano di vita, ma hanno breve durata.

Un altro luogo di culto di Londra per la moda outsider è Brick Lane. Qui si concentra un pubblico un po’ diverso – persone in cerca delle offerte di abbigliamento usato, artisti e designers alle prime armi, e i locali del luogo sono per lo più discoteche.

El Rastro: una domenica mattina

Sara SzeremetaA Madrid, uscendo dalla stazione del metrò Tirso de Molina o La Latina e dirigendosi verso Plaza de Cascorro, Ribera de Curtidores o le vie accanto, si raggiunge il mercato delle pulci. A quanto pare il Comune dà lo spazio ufficialmente a massimo 3.500 bancarelle, sulle quali domina il monumento a Eloy Gonzalo. Il nome del mercato deriva da el rastro (in spagnolo ”striscia”) ed è legato alle tracce di sangue lasciate dagli animali trasportati per quella strada dal macello alla conceria. Qui può essere interessante fare un giro per la via dei pittori (Calle de San Cayetano), osservare vecchi modelli di radio, collezioni filateliche, mucchi di vecchi libri (su tutti Moyano), vestiti o film. Troviamo antichità, posate, bigiotteria artigianale, abbigliamento e molte cose di cui i proprietari vogliono sbarazzarsi piuttosto che vendere. Volete una maniglia barocca, un grazioso specchietto della nonna o un set (non necessariamente completo) di oggettini d’argento patinati dal tempo?

Germania: la magia delle feste

Łucja DidkowskaI mercati tedeschi hanno di buono che viaggiano ovunque. Al Weihnachtsmarkt a Nottingham in Inghilterra si trasporta di tutto, compresi i gustosi Bratwurst caldi, da mangiare nell’aria ghiacciata con senape e una fettina di pane. Dopo mangiato si possono ammirare sciarpe, berretti, guanti fatti a mano con tanta fantasia, oggetti in vetro, bigiotteria, statuette in legno, prodotti tradizionali di macelleria, torte, dolciumi (mandorle caramellate, biscotti alla cannella), vin brulè. Ma il top sono le fontane che stillano cioccolato! In Germania si può assistere a danze e canti e anche all’apertura simbolica del mercatino con il saluto a Gesù Bambino. I famosissimi mercatini di Norimberga sono visitati da 2 milioni di persone l’anno, mentre a Stoccarda arrivano fino a 3 milioni di visitatori.

Campo dei Fiori: dove i fiori fioriscono fino a sera

Si dice che anticamente in questo posto fiorissero i fiori. Secondo altre fonti, invece, vicino alla piazza viveva la bella Flora, oggetto delle attenzioni di Pompeo. Comunque sia, Campo dei Fiori è ora il più antico mercato di Roma ancora funzionante. Dal 1477, all’alba la piazza si riempie dei primi venditori. Fino alle ore 13.00 si possono comprare pesce fresco, frutta, verdura e olive. Invece i fiori si possono acquistare fino a sera. Per gli stranieri, motivo di grande stupore culinario è la pasta fatta a mano. Ai turisti fa grande impressione anche un’altra specialità italiana, la pizza, preparata sotto i loro occhi nei locali vicini alla piazza. Per me invece sono più interessanti le bancarelle dove si possono comprare i prodotti già pronti: formaggi, salsicce, prosciutto italiano o spagnolo, pane (alle olive, con le noci), miele, e le specialità gastronomiche. Cosa c’è di meglio per i viaggiatori affamati?

Asia Kalicka

Cibi gustosi, salutari, naturali, e per di più in compagnia: i mercati cittadini sono sempre la linfa delle città.

Foto: Koke. /Flickr, Sara Szeremeta, Łucja Didkowska e Asia Kalicka.