I like MondImmacolata Playlist 5: Mainstream

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2015
Articolo pubblicato il 07 dicembre 2015

Sullo UrbanDictionary le definizioni di "Mainstream" si sprecano: si va dal classico "è ciò che la società pensa tu debba essere" al musicale "standard popolari, mode e convenzioni stabilite dai media [...] che portano  alla promozione di tratti superficiali". Calcutta è mainstream? Secondo me è solo bravo. Star Wars? Vendono i pupazzi alti 80 cm, al Carrefour. Bojack Horseman? La Serie A? Io?

Frosinone in Serie A

Calcutta ha dei grandi meriti: adesso si può scrivere il nome della celeberrima città indiana senza ritrovarsi di fronte una parete di Madri Terese strobo sparaflashanti; ha inoltre riportato il calcio dentro ad un gran bel brano pop-underground, fatto bene, uno di quelli che fanno ti canticchiare di gusto; ha infine scelto una foto fenomenale per la copertina. Va elogiato per essere partito dalla sua Latina tanti anni fa ed aver percorso tante piccole strade non asfaltate (Del Verme omaggia l'omonimo locale romano e credo anche tutta la realtà simil-Pigneto e undergroud anni '10) per arrivare a questo Mainstream, primo disco "copiaincollatitolodeldisco" del suo viaggio e meritatissimo premio per un autore fuori dalle righe ma già pronto ad affermarsi .

Nel primo tempo recriminazioni contro i "guardalignee", buona prestazione di Pugnitopo. Ringraziamo Calciatori Brutti per aver fatto tornare la discussione calcistica nella dimensione che gli appartiene, un campetto di provincia sporco e pieno di bestemmie gratuite (oggi in particolare, Madonna Mch'edlidze).  La Serie A, finalmente, sembra essere tornata ad un livello tecnico decente: ce la possiamo giocare con il Bate Borisov.

Calcutta II

Mi sono completamente dimenticato da dove volevo ripartire con Calcutta. Improvviserò parlando brevemente del disco, molto brevemente. Il disco è bello, diretto, piacevole da ascoltare, meglio se abbinato ad un Bernét Savignon o ad una birra da Bazìa. Ha due tormentoni sicuri (Cosa mi manchi a fare per l'appunto e Del verde, vera chicca reperibile anche in piano session) Ma va bene anche ascoltato dentro ad un minimarket di Milano, davanti alla fermata di una metro a Roma o a Bologna o non so dove. Per i Toscani segnalo la data a Montevarchi il 12, apparentemente nell'Auditorium Comunale. Auguro a Calcutta un giusto passaggio sulle reti commerciali, un sacco di soldi e uno di droga purissima da lanciare sulla folla dentro ad altri minimarket.

P.S: insieme al disco è possibile acquistare la sciarpa con i colori del Campobasso, (FORZA LUPI, ABBONATOVI) che reca la scritta Mainstream. Cosa c'è di più Mainstream di scegliere come copertina del tuo disco una foto della suddetta sciarpa sventolata sotto il colonnato di San Pietro alle spalle di qualche ignaro turista asiatico? Geniale.

"Netflix ma cosa sei? Mi fido? Non me la sento ancora, forse un giorno sì"

Dialogo tra la mia amica Francesca, spacciatrice di serie,droghe pesanti e gioia, e me, cliente:

"Ma l'hai mai visto Bojack Horseman Matte? [ ...] Matte te l'ho già consigliato Bojack Horseman? [ ...] Sì Matte, controlla la conversazione!"

"Fra, Bojack Horseman è incredibile, ha appena vomitato dello zucchero filato dopo una serataccia e la sua vita è una merda di cavallo!"

Bojack Horseman è una serie animata statunitense che ha esordito direttamente sulla nuova piattaforma l'anno scorso (2014, c'è ancora tempo, si può ancora organizzare qualcosa per Capodanno, calma), prodotta da Netflix stessa e con la partecipazione di diverse nuove leve hollywodiane ben conosciute (Aaron Paul di Breaking Bad nei panni di Todd è davvero una gran trovata. "Biatch". "Hoooraaaay". Poi Naomi Watts, Andrew Garfield, Stanley Tucci e Mr Peanutbutter).. Tutti le persone e gli "animali" presenti nello show fanno sorridere, tutti poi allo stesso modo possono farti piangere.

E' pronta una terza stagione dopo aver già colpito gli amanti del genere ed una parte della critica: basta guardare i voti crescenti della prima serie  per capire la complessità del progetto .Fantastica a mio parere, un climax che raggiunge il suo punto più alto nell'undicesimo episodio dopo una prima metà di stagione utilizzata per caratterizzare pienamente i vari protagonisti: la scrittrice, il cazzone, la lavoratrice compulsiva, lo stupido ma bello, il cavallo in confilitto con la sua stessa essenza equina.

 La sigla di Bojack condensa tutti i personaggi e le situazioni nelle quali il nostro anti-eroe alcolizzato ed in sovrappeso vive abitualmente. Il brano che la accompagna è stato scritto da Patrick Carney dei Black Keys (Il batterista. Sono in due. Quello con gli occhialetti, quello un po' tisico ma che sa il fatto suo) Anche il resto della colonna sonora è di livello assoluto, dove spicca la epica scelta di No Love dei Death Grips per la scena clue del sopracitato undicesimo episodio.

"Ma te che fai il 16 quest'anno?"

Il lavoro del californiano che preferisco è Odelay e The New Pollution è il videoclip che un giorno vorrei girare. Diretto da Beck Hansen stesso, ha al suo interno un che di Gondry (che ancora non era Gondry), di Lynch (che ancora non era quello di Mulholland Drive) e dei videoclip della Mudhoney che tanto mi piacciono. Mi cito per eccitarmi.

Beck è anche un artista fantascientifico, E-pro e Sexx Laws  saranno eternamente ricordate anche per i loro videoclip deliranti: lavatrici che si accoppiano, cattivi intergalattici dentro a costumi pelosetti, risse con scheletri e biciclette-ragno volanti. Per un amante della fantascienza (da Odissea a Prometheus, tutto mi va bene basta che si senta" pew pew" ogni tanto), l'attesa per il nuovo Star Wars inizia a farsi sinceramente sentire. Tutti, anche chi non sa chi sia Lando Calrissian, sono in preda a questa febbre del Sabato Sith.

Cosa si può volere da un film di fantascienza "ispirato" dalla più famosa trilogia del genere? Innanzitutto vorrei vedere le stelle, lo spazio (lascio Mr. Plinkett a parlarvi esaustivamente della Minaccia Fantasma e seguiti. Non si spara sulla Croce Rossa, a meno che non siano crociati che marciano su Sansepolcro). Poi vorrei dei personaggi validi, non dei pupazzi monòtoni e monotòni come Quigongin e l'Obi Wan interpretato da" Ewan McDonald" (ripeto, Mr.Plinkett). Per non parlare di JarJar. Se la "Profezia di JarJar" si rivelasse vera mi rimangerei tutto ciò che ho detto di brutto nelle righe precedenti e credo che anche Mr.Plinkett si accoderebbe. O forse no.

J.J. Okocha Abrams, regista e trequartista nigeriano, sa il fatto suo in quanto a intrattenimento. Lost è stato odiato ed amato ma, soprattutto, ha segnato un'epoca. Il suo Star Trek ha fatto molto parlare, anche bene. Super 8 è stato un buon tentativo di cinema d'autore fantascientifico. E' un regista fico, che non guarda molto alle esplosioni ma ai contenuti.

Conclude elencando alcune cose che vorrei vedere nel nuovo Star Wars:

-Non altri Wookie nani  come ne "Il ritorno dello Jedi"

-Almeno 5 primi piani di Chewbacca che fa muuuuuu

-Dei combattimenti non in CGI

-Giancarlo Magalli nel ruolo di Kilocal o come cazzo si chiama il cattivo di turno

Il porno anni '70 con Nanni Moretti

Sabato sera si è svolta, nella campagna pisana, l'inaugurazione de "Il Convento", un luogo di perdizione Pacciani-free destinato a diventare un punto di ritrovo per chiunque abbia voglia di suonare, ballare, mangiare, bere, dormire o tagliare la legna da Navacchio a Torre del Lago. "Il Convento" è la casa di alcuni miei amici che, per dare il benvenuto a 50 persone nella loro magione, hanno organizzato un dj set marcio con dj annegato nella vodka liscia annesso, salottini esterni riscaldati da bidoni incandescenti ("Tremila gradi Fahrenheit!"), gente ubriaca, rissa tra  padrone di casa ed un amico russo-napoletano (non chiedete, annuite) e via dicendo. 

Cumbia Sobre el Mar è il brano più famoso di Quantic, produttore e musicista olandese trapiantatosi nella "mia" Colombia una decina di anni fa. Dal nu-jazz è passato ecletticamente alla rivisitazione della musica popolare sudamericana reinterpretandola in maniera molto mainstream, intelligentemente "paraculo" ma molto godibile. Ha reso accessibile anche ad un pubblico di ubriachi sdraiati su divani sporchi sonorità tipicamente caraibiche come la cumbia. Vi sfido a non sculettare o a non piegare a ritmo le dita dei piedi almeno un po' sentendola.

Gli ospiti, armati di penna e quadernino e con molta premura, tutti appassionatamente, hanno allegato una dettagliata raccolta delle categorie pornografiche preferite ai soliti disegni di peni, svastiche e coltelli. C'è un libro per gli ospiti come nei migliori alberghi. Per ora  un ragazzo pugliese, astemio per scelta religiosa, vince con quella che è diventata il titolo di questo paragrafo.

Saluti e buona festa del giorno in cui Maria si svegliò con la più bella palla da raccontare al marito, che non avrebbe mai potuto funzionare senza 4 bravi ghost-writers.