I like Monday Playlist 4: from M. to S. with Love(craft)

Articolo pubblicato il 23 novembre 2015
Articolo pubblicato il 23 novembre 2015

Nella mia mente i pezzi dovrebbero più o meno durare quanto la lettura delle stupidaggini, inezie, fesserie ("cazzate" dicono non sia giornalistico) sottostanti. Ma nella mia mente succedono cose piuttosto strane, soprattutto il Lunedì. Soprattuto quando invoco così esplicitamente Chtulhu.

Fine del viaggio

Un tempo mi dilettavo a far finta di cantare questa canzone ad una ex -che allora non era una ex-. In treno. Cuffiette nelle orecchie imitavo il cantante di una “air band": fingevo di avere un microfono, muovevo le labbra a tempo, strizzavo gli occhi nei momenti di maggiore impegno e ammiccavo trasudando la virilità di un cucciolo di alpaca. Se sei uno bravo, sai che devi chiudere il pugno della mano libera abbassando il braccio nei momenti di maggiore pathos. Grazie Turk.

Ecco, il cantato di Kevin Barnes è sempre stato una passione che, fortunatamente,  esplicitavo mimicamente solo in presenza di questa persona. Domenica pomeriggio, invece, il caso ha voluto che il lettore me la proponesse proprio mentre mi avvicinavo al casello autostradale dopo una quattr’ore di viaggio in compagnia del mio John Dorian personale, un viaggio stupefacente attraverso i colli senesi e la campagna pisana Non amo l’autostrada e nemmeno la mia fiesta, che io chiamo Bolide: voglio bene alla mia macchina, mi permette di spostarmi da un posto all'altro.

Il pezzo mi risulta talmente familiare e semplice da canticchiare male che non ho potuto fare a meno di allungare i 4,90 euro alla casellante intonando malissimo: 

I guess it would be nice to give my heart to a God

But which one, which one do I choose?

All the churches filled with losers, psycho or confused

I just want to hold the divine in mine

And forget, all of the beauty's wasted

Non mi ha dato i 10 cent di resto. Ha fatto bene.

Vermi nell’universo - Gosh

Se prendete la Fi.Pi.Li in direzione Fi. ed uscite a Ponsacco potete allacciarvi alla Volterrana, in tutto il suo splendore. Una volta arrivati ai piedi del borgo medievale, originariamente importante centro etrusco, potete poi continuare, scendendo tra le colline abitate da cinghiali, cultisti, bestemmiatori e amici di merende, fino a Colle Val D’Elsa. Tenendo sulla sinistra La Rupe (una mezza montagna incantata che si erge davanti alla capitale dall’alabastro, coordinate 43.401487, 10.905301) potete raggiungere la provincia di Siena in circa 40 minuti. L’itinerario è sconsigliato a vomitatori seriali e coppiette che vogliono appartarsi.

Durante il viaggio sono successe un sacco di cose magiche che poi cercherò di spiegare a parole. Abbiamo tempo fa coniato l’espressione Vermi nell’universo per indicare quella sensazione di leggerezza data dai drummini con il filtro di carta combinata alla musica da viaggiatori spazio-temporali. Il video di Gosh è estratto da In Colour, primo lavoro solista di Jamie xx, noto ai più come produttore e collaboratore dell’omonimo gruppo, The xx. E' un grande video fantascientifico: bisogna attendere quasi due minuti per ritrovarsi dallo smarrimento nell’universo più profondo ad una realtà di kubrickiana memoria abitata da ignoti viaggiatori stellari.

In Da Hauz- Bimbo sul leone

Abbiamo intrapreso questo viaggio interstellare con l’obbiettivo finale di raggiungere Siena, per una rimpatriata con vecchi amici. Ci siamo riusciti ma i nostri figli sono invecchiati mentre provavamo a salvare Matt Damon dalla mancanza di donne nelle desolate lande di Casole d’Elsa. La scusa per il revival universitario è stata una festa a tema Anni ’20 dove c’erano camicie nere, soldati dell’IRA e un sacco di personaggi del Grande Gatsby. E milioni di litri di vino. E un cinese, che mi chiama Sindaco, di nome Lino intento a mangiare angurie.

Presentandoci con l’occorrente per fare il Negroni, una scatola di agrumi nostrani ed un agnello rubato in un campo (ai siciliani piacciono questi doni rurali, come i chewing-gum alla pasta di mandorle o il Gatorade alla sarde) abbiamo ballato un po’ di tutto, dato che la serata era internazionale e solo a me piace ballare Celentano. 

Il Molleggiato probabilmente non si è accorto che il paroliere di questa canzone ci era rimasto con gli acidi ma vabbè, per fortuna l’ha incisa ed ha insegnato a noi poco-mobili come muoversi. (Basta muovere i fianchi con le braccia alzate, come Carlton di Willy, il principe di Bel Air

“Quanti bei colori in quella nuvola 

e quanta gente allegra... 

sopra un leone c'è 

un bimbo che invita anche me 

a cavalcare tutti gli animali 

che san parlare come noi 

e ridendo han ragione di pensare 

che le bestie siamo noi! ”

« E’ un allegoria vegetariano-ecologista.»

«Sì, come no. Mangiamo i cartoni al posto della carne. Dabababababababbabaababubudai »

Cocci

La mattina dopo mi sono svegliato sul pavimento ma con questa vista.

Tra battute becere, ricordi della serata appena trascorsa molto offuscati, sano umorismo nero e ottima musica importata da Palermo, via Bologna, abbiamo ricostruito i cocci della festa. Tra una spazzata e l'altra è partito questo pezzo incredibile de L'Orchestra di Piazza Vittorio. Cito Wikipedia perchè sono le 21.02 e questo articolo doveva essere pubblicato alle 14.30. Gruppi e musica come questa, in tempi come questi, ti fanno sentire davvero bene.

"L’Orchestra di Piazza Vittorio è un'orchestra multietnica nata nel 2002 all’interno dell’Associazione Apollo 11, un progetto sostenuto da artisti, intellettuali e operatori culturali che hanno voluto valorizzare il rione Esquilino di Roma, dove gli Italiani sono una minoranza etnica. L’Orchestra rappresenta una realtà unica: è la prima e sola orchestra nata con l’auto-tassazione di alcuni cittadini che ha creato posti di lavoro e relativi permessi di soggiorno per eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo e promuove la ricerca e l’integrazione di repertori musicali diversi e spesso sconosciuti al grande pubblico, costituendo anche un mezzo di recupero e di riscatto per artisti stranieri che vivono a Roma talvolta in condizioni di emarginazione culturale e sociale." WIKIPEDIA

Parlando di umorismo nero, uno dei ragazzi siculi (io frequento solo siciliani per scelta religiosa) ha avuto la brillante idea di vestirsi da camicia nera. La festa era anni '20 quindi come dargli torto? Ma, per ribadire il nostro sano antifascismo, credo sia doveroso pubblicare questo video scritto, diretto e montato durante le pulizie. Il protagonista è il padrone di casa, è single e durante la festa è stato leccato da innumerevoli donzelle. Se volete il suo numero di cellulare contattatemi in privato o controllate nella toilet della stazione di servizio di Partinico Est.

Chtulhu

Il ritorno è stato molto lungo. Diciamo che ci siamo impegnati a renderlo lungo. Innanzitutto ci siamo dovuti fermare da Gino Cacino, il più buon paninaro di Siena. Ed essendo Siena una capitale del panino si candida ad uno dei più buoni paninari del monte (è un alimentari gourmet in realtà, ma con prezzi abbordabili e del personale fantastico). Io, JD ed un'amica, anch'essa sicula (ovviamente) ci siamo sparati 4 panini direttamente in vena, con antipasto di avanzi dei clienti precedenti e bottiglietta di Rosso di Montalcino da abbiocco sicuro.

Ora vi pubblico la foto del panino, per farvi invidia. Purtroppo non ho foto delle grosse tettEHM seni dell'amica ma garantisco che erano importanti ed il vino buonissimo.

Ma questa è una rubrica musicale! Non enogastropornografica! A volte mi annoio e lascio che il mio cervello vada per libere associazioni. A volte funziona, a volte ti tatui Galeazzi e Smaila che fanno canottaggio nell'interno coscia.

I Calibro! I Calibro 35 spaccano da morire e se non li conosci vai a sentirli su Youtube e poi dal vivo. Alla Flog settimana prossima se vivi in Toscana. Sono il mio gruppo preferito per guidare perchè mi sembra di trovarmi in un inseguimento di Lupin, con gli sbirri che sparano e te che fai le curve in piega con la Panda.

Ascoltando i Calibro siamo rientrati e abbiamo parlato con Chtulhu. Sì, l'antico dio dormiente ci è apparso in sogno e ci ha parlato. Ci ha guardati fin dentro all'anima e ci ha ricordato che non avevamo veramente rubato l'agnello. Caspita. Avremmo dovuto davvero rubarlo, chissà quanto se la prendevano bene i siciliani con un agnello in casa.

«Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn», che significa «Nella sua dimora a R'lyeh il morto Cthulhu attende sognando», spesso abbreviato in «Cthulhu fhtagn».